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Camorra, il pentito: ‘I Vastarella comprano armi e droga dai Licciardi’


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“Attualmente i VASTARELLA hanno in mano la Sanità (ad eccezione dei Cristallini e di Santa Maria Antesecula dove sono arroccati i Sequino) sia a zona di Piazza Mazzini e del Cavone,……Attualmente i Sequino, in particolare dopo l’arresto di Salvatore Sequino, si sono indeboliti rispetto ai VASTARELLA che si occupano di droga, estorsioni e di omicidi sono legatissimi ai Licciardi e sono fedelissimi dei Licciardi, dai Licciardi prendono armi e droga”. E’ stata questa la geografia criminale dal 2014 al mese scorso. Nei suoi verbali il collaboratore di giustizia Rosario De Stefano ha fatto la storia criminale della cosca del rione Sanità. le sue dichiarazioni sono contenute nelle 391 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Francesca Ferri con la quale il mese scorso è finito in carcere tutto il vertice dei Vastarella. Il pentito ha anche spiegato come e perché dal 1998 al 2014 il clan non aveva più controllo delle attività illecite del rione.

“…il clan Vastarella, per quello che è a mia conoscenza, fu soppiantato da altri clan nella Sanità, ricordo che Patrizio fu arrestato, come anche Lello Vastarella che fu arrestato per un estorsione ad un commerciante edile, mentre gli altri membri del clan o andarono in Spagna o passarono nelle fila di altri sodalizi criminali, come Enzo Staterini che dapprima passò nel clan dei Mallardo di Giugliano e poi passò con “Totore o’cassusar”. Viceversa Lello Topo e Giggino Topo andarono con i Mallardo, mentre Girolamo andò prima con i Licciardi e poi l’ho incontrato a Ponticelli dove mi disse che era passato con i Sarno. Voglio precisare che in questo periodo è capitato, per quello che ho saputo, che proprio Patrizio Vastarella ha commesso personalmente qualche estorsione ai danni di un pescivendolo detto “Silano o pesciavinnl” che sta sotto il ponte della Sanità e la cui moglie è sorella della suocera di Patrizio Vastarella. Già nel 2013 ho visto Lello Vastarella, che in quel tempo aveva perso una gamba perché gliela amputarono, venire nella Sanità sul motorino accompagnato dal nipote Fabio Vastarella. Già a quell’epoca parlando con Lello Vastarella mi fu proposto di tornare con loro perché si stava riorganizzando il clan con l’appoggio dei Ricciardi.

Confermo queste dichiarazioni ma voglio precisare che quando dico che Patrizio Vastarella è uscito dal carcere nel 2012/13 intendo dire che l’ho saputo ma non sono certo dell’anno in cui è precisamente uscito dal carcere. Io sono stato in carcere dal 2009 al 2011 per una rapina e Patrizio Vastarella l’ho rivisto nel 2014 mentre avevo già visto in precedenza nel 2012/13 Lello Vastarella. Voglio anche aggiungere, ad integrazione delle precedenti dichiarazioni, che altra persona che spacciava cocaina nel 2013/14 insieme a Mikel e Capocelli era “Peppe o’cacaglio”, il fratellasto di Salvatore Vigna; aggiungo inoltre che prima di acquistare droga da Mikel io l’ho acquistata proprio da “Peppe o’cacaglio” che mi disse che gestiva la piazza di cocaina per conto di Antonio Vastarella e che spacciava di notte mentre di giorno spacciava Mikel; dopo l’omicidio di Vigna Salvatore ho potuto constatare un certo allontanamento di “Peppe o’cacaglio” dall’attività del clan, non so se per paura di essere ammazzato o a causa del lutto familiare; noi diciamo in gergo che “ si era parcheggiato un poco”, per dire che si era fatto un poco da parte”.

Da quello che ha raccontato Rosario De Stefano di deduce che nell’anno 2013 il clan Vastarella fosse dedito solo alle attività di spaccio della cocaina nei pressi del circolo dove poi sono stati ammazzati Giuseppe Vastarella e il cognato Salvatore Vigna. E il collaboratore di giustizia a una precisa domanda del pm conferma:”Si è così e voglio anche aggiungere che un’altra persona che frequentava i Vastarella era Manuele Staterini che sarebbe il cugino di Antonio Vastarella perché nipote di Dora Staterini moglie di Patrizio Vasterella. Anche Manuele Staterini mi ha più volte detto negli anni 2012/13 che il gruppo dei Vastarella si stava riformando, che lui ne avrebbe fatto parte e mi chiedeva se anche io ne volessi fare parte. Io gli rispondevo, sempre per quieto vivere, che ero uno di loro. E’ successo poi che questo ragazzo diede un bacio alla moglie di Girolamo ed è stato allontanato per l’intervento di Antonio Vastarella e dei Sequino. Questo fatto è successo prima che io incontrassi Patrizio Vastarella. Oggi Manuele Staterini ed il padre Vincenzo ed il figlio di “Guiduccio rint o’mond e cristallini” sono divenuti avversari dei clan Vastarella e Sequino”. I due Staterini, padre e figlio, sono stati uccisi il 25 maggio dello scorso anno in un bar tabacchi di Giugliano.

Rosaria Federico

 4.continua

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