Napoli – Un nascondiglio ingegnoso, ricavato nella parete esterna di un edificio e protetto dalla presenza delle tubature dell’impianto del gas. È qui che la polizia ha scoperto un involucro contenente 125 grammi di cocaina pura, lasciato a disposizione di ignoti.
La scoperta è avvenuta ieri mattina, durante un servizio di pattugliamento a piedi degli agenti della Squadra investigativa del commissariato San Carlo Arena lungo salita Capodimonte, nel rione Sanità.
I sospetti degli agenti
Nel corso del passaggio gli investigatori hanno notato alcuni particolari sospetti a ridosso della facciata di uno stabile. Un controllo più approfondito ha consentito di individuare il nascondiglio e di recuperare la droga.
Lo stupefacente è stato sequestrato e, al momento, risulta a carico di ignoti. La quantità rinvenuta, pur non essendo particolarmente elevata, rappresenta un importante carico per la rete dello spaccio locale.
Una volta suddivisa in dosi, infatti, la cocaina avrebbe potuto essere immessa sul mercato al dettaglio, alimentando il circuito della vendita illegale.
Una zona sotto osservazione
L’operazione è avvenuta in un’area da tempo considerata dagli investigatori particolarmente delicata sul fronte della criminalità organizzata e dello spaccio di droga. La zona di salita Capodimonte è storicamente associata all’influenza del cartello camorristico Sequino-Savarese, circostanza che rende ancora più significativa la scoperta del deposito.
Il sistema utilizzato per occultare la droga era stato evidentemente pensato per rendere il carico difficilmente individuabile durante i normali controlli delle forze dell’ordine. Il sopralluogo degli agenti, però, ha permesso di smascherare il nascondiglio.
Le telecamere per identificare i pusher
Il sequestro rappresenta ora il punto di partenza per ulteriori accertamenti. Gli investigatori stanno cercando di capire chi avesse la disponibilità di quel particolare nascondiglio e a chi fosse destinata la cocaina.
Per questo sono stati acquisiti i filmati delle telecamere pubbliche e private presenti nella zona. L’obiettivo è ricostruire i movimenti delle persone che nelle ultime ore o nei giorni precedenti potrebbero essersi avvicinate alla parete dello stabile.
Le immagini potrebbero fornire elementi utili per individuare gli utilizzatori del deposito e risalire ai responsabili dello stupefacente.
