Categorie
Cronaca Giudiziaria Ultime Notizie

‘Quando uccisero mio padre, voleva vendetta: ero assetata di sangue come i vampiri’: il racconto in Tv dell’ex Lady camorra, Enrichetta Cordua, oggi pentita

“Quando sei al 41 bis e senti le porte di ferro che si chiudo­no alle tue spalle pensi a due cose: o ti ammazzi o ti penti. Immaginare di non poter più accarezzare i miei figli era una cosa che mi tormentava. Non ho avuto il coraggio di uccidermi perché non volevo dare loro un altro dolore”. Sono le parole con le quali si è presentata in tv, Enrichetta Cordua. una delle più spietate donne boss della camorra  della zona Vesuviana.  Diventata camorrista per amore, prima spacciatrice, poi  killer e poi reggente della cosca dei Birra-Iacomino di Ercolano quella della ventennale e sanguinosa faida con gli Ascione-Papale. Enrichetta Cordua è dagli inizi dello scorso anno una pentita e con lei anche il marito Francesco Ruggiero. Lady Camorra ha raccontato la sua storia a Camorriste la seconda stagione in onda sul canele Crime +Investigation di Sky.
Era rinchiusa al 41 bis con una prima condanna a 10 anni di carcere per omicidio quando decise di pentirsi. “Mio padre- ha raccontato la Cordua- non voleva che frequentassi Francesco Ruggiero (il marito pure lui pentito ndr) perché spacciava droga, erano soldi facili”. Ma poi con l’arrivo dei figli comincia la sua scalata  all’interno del clan. “Iniziai a gestire la piazza di spaccio – ha spiegato in tv – volevo che ai miei figli non mancasse nulla. Vendevo eroina.Mi guadagnai la stima del clan. E in particolare di Vincenzo Oliviero, il manager della cosca e tra i fondatori dell’organizzazione. Era come un padre adottivo per tutti noi. Entrai a far parte del gruppo di fuoco del clan, partecipai a omicidi e al traspor­to di droga e armi. Poi ci fu  l’omicidio di  mio pa­dre. Una vendetta trasversale del clan Ascione per colpirmi lei. Una ferita che ancora brucia.
Da quel mo­mento divenni spietata. Volevo solo vendetta. Ero assetata di sangue come un vampiro”.  Poi Lady Camorra ha anche svelato il tentativo di ricostruzione del clan messo in piedi, nel 2007, assieme al baby boss Marco Cefariello (oggi anch’egli pentito), il nipote del boss Stefano Zeno, record man di ergastoli. La Cordua fu arrestata nel 2011 e nel 2015 fu posta al carcere duro. “Durante un colloquio i miei figli mi dissero: ‘mamma noi non ce la faccia­mo più, cambia vita. Io allora scrissi una lettera a mio marito e gli chiesi se voleva seguirci. Lui rispose di sì. La camorra ti da tutto: soldi, potere e rispetto ma alla fine i camorristi sono dei perdenti. Oggi voglio solo riprendere in mano la mia vita e crescere i miei 4 figli”. Ha concluso la ex Lady camorra