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Camorra, anche a Ponticelli nascono i ‘Girati’ nel clan De Micco come a Scampia e Secondigliano agli inizi del Duemila


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Ponticelli come  Secondigliano e Scampia agli inizi degli anni Duemila, gli anni della terza faida. Quella con i famosi “Girati” della Vanella-Grassi, dei Petruccione, dei Magnetti, dei Mennetta e dei fratelli Accurso. Anche a Ponticelli dunque ci sarebbero i “girati”: alcuni affiliati ai De Micco che secondo gli investigatori si sarebbero “votati”, aderendo al nuovo asse di malavita che sta cercando di conquistare Ponticelli. Nel quartiere orientale di Napoli la polizia e i carabinieri avrebbero notato il cambiamento, sfociato pure a quanto pare in una dimostrazione di forza nei pressi di case occupate da coloro che invece sono rimasti fedeli ai “Bodo”.Il nuovo asse di malavita anti De Micco, come ricorda Il Roma, è stato scoperto grazie a un summit di camorra interrotto dalla polizia, due settimane fa. Intorno a un tavolo c’erano un esponente della famiglia Aprea soprannominato “o’ nonno”, due dei Minichini stretti congiunti di “Cirillino”, un Aurino e un De Luca Bossa. Esponenti di primo piano dei rispettivi gruppi di mala che, senza commettere reati in quanto
non erano armati, si erano riuniti in un’abitazione di via Mastellone a Barra. Furono sorpresi dagli investigatori della squadra giudiziaria del commissariato San Giovanni- Barra con i colleghi della mobile partenopea. Ma più che identificarli e scrivere un’informativa inviata alla Dda non hanno potuto fare. E’ ormai certo che si sia scatenata dal giorno successivo all’operazione contro il clan De Micco con 23 arresti (il 29 novembre scorso) la corsa all’accaparramento di nuovi spazi criminali a Ponticelli. In particolare nell’imporre il “pizzo”, come facevano i “Bodo” secondo gli inquirenti, ai gestori dello spaccio.
Ma alle fibrillazioni in atto nella zona di Ponticelli sono legate anche quelle di san Giovanni a Teduccio tra i Rinaldi (che si sono legati al nuovo asse anti De Micco) e i Mazzarella. Stese, attentati, ferimenti si stanno susseguendo con un crescendo impressionante oramai da oltre due mesi. L’ultimo episodio pochi giorni prima di Natale quando rimase ferito Francesco Casella, 35enne nipote di secondo grado del defunto ras Salvatore “Pachialone” ma estraneo a vicende di camorra. Si trovava in via Botteghelle in auto con la famiglia quando un proiettile è stata centrato alla spalla destra procurandogli una lesione seria ma non grave. In un altro raid la polizia ha riconosciuto due dei partecipanti e ha scritto una dettagliata informativa. Esponenti del nuovo asse di camorra sono entrati in azione in via Botteghelle (all’angolo con cupa vicinale Pepe) all’antivigilia nei pressi dell’abitazione del ras De Martino, con lo scopo secondo gli investigatori di lanciare un segnale forte ai De Micco. Alcune sentinelle del clan hanno inseguito gli autori della “stesa” e si è verificato il conflitto a fuoco che stava per costare la vita a Francesco Casella.
Il 24 dicembre, prima dell’ora del cenone, in via Carlo Miranda, non lontano da via Camillo De Meis, gli abitanti hanno notato all’improvviso un corteo di 8 giovani su 4 ciclomotori sfrecciare rumorosa- mente. La classica “stesa” senza l’uso delle armi, che ha attirato l’attenzione e nel fuggire due dei partecipanti sono stati riconosciuti dai poliziotti del commissariato Ponticelli. Si tratterebbe di esponenti della malavita di San Giovani a Teduccio, i Rinaldi-Minichini, al centro di una nuova alleanza che comprende anche i De Luca Bossa-Solla del lotto 0 a Ponticelli e gli Aprea di Barra. In ballo c’è il controllo del “pizzo” sulle piazze di droga. Nel giorno di Natale altra di- mostrazione di forza, sempre con partenza da San Giovanni a Teduccio. In 4 su due scooter sono sbucati in via Sambuco sempre con l’obiettivo di mar- care il territorio. Ma una Volante del commissariato Ponticelli li ha intercettati e inseguiti, impedendo loro di portare a termine fino in fondo il compito assegnato.
Sul versante san Giovanni a Teduccio invece gli investigatori stanno stringendo il cerchio attorno ai nuovi reggenti del clan Mazzarella per fare chiarezza sulla bomba che la scorsa settimana ha quasi devastato l’ingresso di uno stabile in via Ferrante Imparato a San Giovanni a Teduccio dove vivono alcuni esponenti  legati al clan Rinaldi. La bomba ha causato la morte di Antonio Perna, 32 anni del rione Pazzigno e il ferimento della sua compagna Monica Veneruso, detta Monicuccia, ex affiliata alla famiglia dei Reale del Rione Pazzigno e poi transitata con i Mazzarella. Gli inquirenti ritengono che la bomba non fosse diretta alla famiglia Tammaro come si pensava in un primo momento ma ai De Matteo che abitano nello stesso stabile. Un segnale forte da parte del gruppo di Salvatore Fido, che per conto dei Mazzarella controlla la zona di san Giovanni a Teduccio. La vittima, Antonio Perna, era stata vista spesso negli ultimi tempi con Salvatore Fido, così come Monicuccia.
I due la scorsa settimana nel piazzare la bomba con molta probabilità non hanno calcolato gli effetti del chilogrammo di tritolo e uno è rimasto ucciso dallo scoppio e la donna ferita. Gli inquirenti stanno anche cercando riscontri e collegamenti tra Fido e il famoso “Boogie man” di San Giorgio a Cremano che con le sue stese e le sue plateali scorribande in modo in compagnia di decine di affiliati sta seminando il terrore dal circa due mesi lungo l’asse san Giorgio- San Giovanni a  Teduccio- Case Nuove- Piazza Mercato- Forcella. I due avrebbero deciso di prendere il controllo delle attività illecite di tutta la zona dichiarando guerra a tutti coloro che cercano di ostacolarli e tra questi i Rinaldi, nemici storici dei Mazzarella e quindi anche dei nuovi reggenti.


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