L’ex boss Augusto La Torre smette sciopero fame per motivi salute: pentito con dolore

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L’ex boss della camorra di Mondragone, Augusto La Torre, ha interrotto il suo sciopero della fame iniziato il 2 luglio scorso a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute. L’ex criminale è stato detenuto nel Polo Universitario del Carcere di Padova e ha affermato di non aver ricevuto i benefici riservati ai collaboratori di giustizia e di essere trattato come un mafioso anziché come un pentito.

Il suo avvocato, Antonio Miraglia, ha dichiarato che La Torre soffre di anemia mediterranea e che le sue condizioni sarebbero incompatibili con il regime carcerario. Ha inoltre affermato che non si capisce se La Torre sia effettivamente considerato un collaboratore di giustizia o un mafioso, nonostante il fatto che le sue dichiarazioni siano state utilizzate in 38 processi con diverse condanne all’ergastolo.

Miraglia ha sottolineato che La Torre non ha più contatti con la criminalità organizzata e che il suo clan non esiste più. Inoltre, l’ex boss ha conseguito tre lauree e un master durante la sua detenzione, oltre ad aiutare gli altri detenuti scrivendo istanze per loro con esiti positivi, tranne per sé stesso.

La sua richiesta di ottenere una misura premiale è stata appellata dalla Procura, e l’avvocato ha sottolineato l’importanza di sapere se tali privilegi vanno richiesti come collaboratore di giustizia o come mafioso.

Questo episodio solleva la questione della valutazione del percorso dei pentiti e dei benefici che dovrebbero ricevere in base alla loro collaborazione con la giustizia. La situazione di Augusto La Torre evidenzia le sfide e le complessità legate a questo particolare aspetto del sistema giudiziario italiano, evidenziando la necessità di una chiara e trasparente valutazione dei casi dei collaboratori di giustizia.