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Certificati falsi anche ai bimbi per l’attività sportiva: ecco come funzionava la truffa al Servizio Sanitario Nazionale. I NOMI

Ricette e certificati medici falsificati per ottenere rimborsi dall’Asl tra i quali anche attestati per l’attività sportiva dei bambini, che cosi’ venivano esposti a rischi, anche gravi, per la propria salute. Ai bimbi, è emerso dalle indagini del Nas, veniva consentita l’attività sportiva senza neppure un controllo cardiaco attraverso un semplice elettrocardiogramma. E’ l’accusa contestata nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  che i carabinieri del Nas hanno notificato a 17 persone, tra i quali gli imprenditori casertani del settore sanitario Pasquale Corvino (già coinvolto in una inchiesta per voto di scambio politico mafioso) e Pasquale Piccirillo, titolare di un grosso centro odontoiatrico e di una nota emittente televisiva campana. – Le persone arrestate sono complessivamente 14, tra cui Corvino e Piccirillo. Per 5 è stata disposta la custodia cautelare in carcere e per altri 9 ai domiciliari. Per tre medici è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’interdizione della professione medica. Il reato contestato, a vario titolo agli indagati, è associazione a delinquere finalizzata alla commissione truffe ai danni del SSN. In carcere sono finiti anche i funzionari amministrati dell’Asl Maurizio Martucci, di 59 anni, e Leone Albalonga, di 63. Oltre all’imprenditore Pasquale Corvino, e l’imprenditore in ambito sanitario e dell’editoria, patron di Tv Luna, Pasquale Piccirillo, già colpito qualche giorno fa da una confisca dei beni pari a 25 milioni di euro. La nuova inchiesta che vede complessivamente 17 persone colpite da misura cautelare (5 in carcere, 9 ai domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla Pg con interdizione dalla professione medica) rappresenta l’epilogo di una precedente inchiesta del 2018 che aveva portato in carcere un medico di base, un farmacista ed altre tre persone per la spedizione di false ricette mediche per prescrizioni di farmaci intestati a pazienti inesistenti, deceduti o che ne hanno disconosciuto la paternità. Tutto e’ iniziato dopo una segnalazione inviata ai Nas di Caserta dal direttore generale dell’Asl di Caserta per un medico di base di Castel Volturno che aveva generato una spesa farmaceutica a pazienti pari a 800 euro rispetto alla media nazionale di 167 euro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, che si sono avvalse anche di intercettazioni telefoniche, era stato messo in piedi un sistema truffaldino imperniato su 4 laboratori di analisi della provincia di Caserta gestiti da un unico nucleo familiare di San Nicola La Strada. Il sistema consisteva nella redazione da parte di responsabili di laboratorio o loro collaboratori, di ricette mediche, alcune delle quali provenienti da furti di interi ricettari in bianco asportati dall’Asl Napoli 2 e poi intestate a ignari pazienti. E’ emersa anche la commercializzazione illecita verso paesi extraeuropei delle confezioni di farmaci privati delle fustelle. Le fustelle infatti venivano applicate sulle false ricette, con i costi che venivano in maniera fraudolenta addebitati al Servizio Sanitario Nazionale. Quattro i medici di base compiacenti, uno nel frattempo e’ deceduto, che in cambio di denaro e altre utilità erano complici dei responsabili dei laboratori. Le ricette venivano presentate poi all’Asl di Caserta per il successivo rimborso a carico del sistema sanitario. Ed è qui che intervenivano alcuno dipendenti che dietro somme di denaro o altro stabilito in precedenza, omettevano di addebitare alle medesime società somme che dovevano essere necessariamente stornate dai rimborsi. Nelle indagini è emerso che i dipendenti dell’Asl infedeli applicavano lo stesso metodo non solo nei confronti dei 4 laboratori finiti nel mirino degli inquirenti, ma anche a favore di altre strutture private convenzionate. A tal proposito un dipendente dell’Asl in servizio presso l’ufficio economico finanziario, al fine di ottenere tornaconti economici, si era accordato con Pasquale Piccirillo, titolare anche di un centro odontoiatrico nel Casertano, per eliminare dai rientri una quota del debito complessivo che il centro aveva accumulato nei confronti dell’Asl per prestazioni sanitarie odontoiatriche non convenzionate e dunque non riconosciute dall’Asl.
Agli arresti domiciliari sono finiti invece Loredana Di Vico, dirigente dell’unità operativa complessa acquisizione beni e servizi dell’Asl Napoli 1 Centro; Vincenzo Dell’Accio, imprenditore e gestore, insieme con alcuni familiari, di società per la rivendita di articoli medicali, risultate amministrate da prestanome; Rosario Dell’Accio, fratello di Vincenzo; Antonio dell’Accio, padre di Rosario e Vincenzo, Claudia Dell’Accio, sorella di Vincenzo e di Antonio e Gennaro Ferrigno, collaboratore della famiglia Dell’Accio. Le società coinvolte sono la L.G.A. S.r.l.”, “MAFLAMED S.r.l.”Vicamed srl e la Frag Hospital srl. Sono tutti di Napoli, tranne la Di Vico, nativa di Santa Maria Capua Vetere ma convivente di Vincenzo Dell’Accio.
Tra le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta del Nas, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (, figura anche la sorella di Pasquale Corvino, Maddalena, ex vice sindaco ed ex assessore alla Pubblica Istruzione di Caserta. Lo ha reso noto il procuratore Maria Antonietta Troncone, durante un incontro con la stampa. Maddalena Corvino venne eletta nel 2016 con parecchie centinaia di voti. In questa indagine, in relazione a quella tornata elettorale, gli inquirenti contestano il voto di scambio a lei e al fratello Pasquale (quest’ultimo indagato in un’altra inchiesta della DDA di Napoli, per voto di scambio politico-mafioso in relazione alle elezioni regionali del 2015.
Cronache della Campania@2020

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