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Il pentito dei Casalesi: ‘Il clan si infiltrò al comune di Scafati fin dal 2007’


Scafati. “I Casalesi si sono infiltrati negli appalti di Scafati tra il 2007 e il 2008 e Immacolata Di Saia donna di ‘fiducia’ degli Zagaria”,parola di Luigi Cassandra, il pentito del clan dei Casalesi che stamane ha deposto al processo per scambio di voto politico elettorale che vede imputato tra gli altri l’ex sindaco di Scafati Angelo Pasqualino Aliberti. Cassandra è stato l’unico dei tre collaboratori in ‘programma’ oggi ad essere interrogato dal pm Marco Silvio Guarriello che ha sostituito il pm Vincenzo Montemurro nel processo per rappresentare la pubblica accusa. Gli altri due pentiti, Andrea Spinelli e Antonio Iovine, anch’egli del clan dei Casalesi, si è deciso di acquisire i verbali senza domande ulteriori. A presiedere l’udienza il presidente Raffaele Donnarumma. Cassandra ha spiegato, per averlo appreso dall’ex sindaco Fortunato Zagaria, ritenuto organico ai Casalesi, che a Scafati il potente clan casertano si era infiltrato a partire dal 2007, un anno prima dell’elezione del sindaco imputato Aliberti. Una circostanza puntualizzata più volte dalla difesa, naturalmente. L’attenzione del collaboratore e della pubblica accusa si è appuntata su uno dei personaggi più controversi dell’amministrazione Aliberti: Immacolata Di Saia, segretaria comunale e manager, chiamata nel suo ruolo proprio da Aliberti all’indomani della sua elezione. Cassandra ha sostenuto che l’ex segretaria, peraltro rimasta fuori dalle inchieste conosciute, era donna di ‘fiducia’ sia di Fortunato Zagaria, ex sindaco di Casapesenna che di Michele Zagaria, il boss. Non solo. La sua nomina sarebbe stata fatta su input dell’ex onorevole Nicola Cosentino, il politico di Forza Italia, lo stesso dell’ex sindaco Aliberti. L’udienza di stamane è scivolata via in poche battute e opposizioni della difesa che ha sollevato qualche eccezione sulla necessità e l’opportunità di ascoltare Cassandra. Necessità e opportunità ribadita dal pm Guarriello per ‘definire’ il contesto storico e criminale nel quale si sarebbero svolti i fatti. Cassandra ha anche sostenuto di non aver mai conosciuto Pasquale Aliberti e di non aver avuto a che fare con le cosche scafatesi e in particolare con i Ridosso, ritenuti i ‘promotori’ elettorali di Aliberti nel processo in corso. Acquisite senza ulteriori domande le deposizioni rese da Andrea Spinelli che ha sostenuto – in sede di interrogatorio – di essere a conoscenza dell’appoggio elettorale fornito dal clan Ridosso all’ex sindaco oggi imputato. Inoltre nello stesso verbale, Spinelli conferma di aver ricevuto del danaro per votare l’ex presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. Con l’udienza di stamane si esaurisce la lista dei collaboratori di giustizia presentata dalla pubblica accusa. Nella prossima udienza prevista per il 1 aprile sfileranno sul banco dei testimoni alcuni politici locali e imprenditori vittime di estorsione. Saranno chiamati a testimoniare Vittorio D’Alessandro, esponente del Pd, Mario Santocchio, attuale consigliere comunale del centrodestra, Raffaele Sicignano, Daniela Ugliano (ex alleati di Aliberti poi passati tra gli oppositori), Fabio Longobardi, imprenditore conserviero, Pasquale Vaiano.
Cronache della Campania@2019

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