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Cannavaro: ‘Insigne non è l’unico colpevole, ma le critiche della squadra ad Ancelotti non mi sono piaciute’

A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Paolo Cannavaro sul momento delicato del Napoli calcio: “Al Guangzhou è stata un’annata importante anche perché abbiamo ringiovanito la rosa e lavorare con i giovani è ciò che gratifica maggiormente, anche più della vittoria del campionato. Abbiamo battuto anche molti record per cui ci siamo tolti tante soddisfazioni, ma ora sono in vacanza, al futuro non ci penso.
Fare l’allenatore è molto diverso rispetto al fare il giocatore. Ci metto tanto entusiasmo, non so ancora cosa fare in futuro, se continuare con questa squadra oppure iniziare a camminare da solo. Al momento sto bene, lavorare con mio fratello ed i collaboratori che conosco benissimo piace e mi sto godendo questa avventura.
Davide Ancelotti non è uno sprovveduto come qualcuno vuole far credere. Il papà ha vinto tanto e non credo che si sia messo il figlio Davide vicino solo perché è il figlio e non trovo neanche giusto far ricadere tutte le colpe su Davide.
Napoli è una città molto esigente. Critiche ed elogi non devono mai mancare da parte dei tifosi, ma mi spiace che a volte ci siano prese di posizione. Insigne viene dal nostro settore giovanile, ha sempre dato tutto per la maglia e quando le cose non vanno bene non si può ferire solo il capitano napoletano, così come ai miei tempi non è stato giusto ferire solo me. Io decisi di restare nonostante fossi visto come l’unico colpevole e anche Insigne credo che vada difeso anche perché poteva andare via negli anni passati, ma lui è testardo, proprio come lo ero io quando giocavo a Napoli. Alla fine sono stato ripagato dall’affetto dei tifosi e non c’è cosa più bella e spero che anche Insigne possa godere di questo affetto.
Cronache della Campania@2019

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