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Processo Olimpo, ‘Greco stava bene con tutti’, il racconto in aula dell’ispettore che ha svolto le indagini


Accoltellò il cognato perforandogli un polmone, condannato a 6 anni di carcere Pietro Buongiorno

Castellammare di Stabia. “Stava bene con tutti, era in buon rapporto con tutti e lo dimostrano le centinaia di conversazioni telefoniche che abbiamo intercettato. Era una persona considerata da tutti saggia” – a dirlo è l’ispettore di Polizia Giudiziaria, Carmine Mascolo, che ha deposto come teste nel corso dell’udienza celebrata questa mattina al tribunale di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta Olimpo. “Chiunque sia si recava da lui, da persone di spessore, quali politici, professionisti e magistrati, al “popolino”, per chiedere informazioni, un consiglio o un parere. Lui riusciva a dialogare con tutti. Non aveva una vita sociale ma aveva molte relazioni sociali. Cercava di starsene a casa quanto più possibile, era però un buon imprenditore – dice l’ispettore rispondendo alle domande degli avvocati – il primo ad andare in azienda la mattina e l’ultimo a tornare a casa. Difficilmente si vedeva per strada. Usciva alle 7 del mattino e rientrava alle 3 del pomeriggio. Non era lui che si rivolgeva agli altri, erano gli altri a cercare lui”. Alla domanda se ci fossero presunti affari di Adolfo Greco con la criminalità organizzata il teste ha risposto di no. “In questa parte dell’indagine non ci sono elementi per dire che Greco Adolfo abbia fatto affari con la criminalità organizzata”. Inizia quindi ad emergere la figura di Adolfo Greco che è rinchiuso nel carcere di Secondigliano perché ritenuto il collante tra imprenditori e criminalità organizzata egemone sul territorio di Castellammare e Monti Lattari. Hanno assistito all’udienza gli imputati Raffaele Carolei, Michele Carolei, Luigi Di Martino, Umberto Cuomo, Attilio Di Somma, Di Somma Attilio e Carolei Michele detenuti nella stessa casa circondariale. Presente, in viedeoconferenza, Di Martino Luigi detenuto nel carcere di Milano in regime del 41 bis, ovvero carcere duro. Presenti in aula il pm Cimmarotta, gli imputati Carolei Raffaele e Cuomo Umberto. Adolfo Greco, invece, è risultato assente per la quarta volta di seguito perché “non è nelle condizioni di salute – riferiscono gli avvocati Stravino e Maiello – per partecipare”. Una condizione di salute che anche i consulenti del penitenziario di Secondigliano descrivono – sempre a detta degli avvocati – di grave entità. “Adolfo Greco – esordisce Stravino – è affetto da una patologia grave che rischia di sfociare in patologia psicotica. E’ in una condizione drammatica, il suo stato di salute è peggiorato e non vi è adeguatezza del trattamento in carcere rispetto alla patologia” nonostante Greco sia stato trasferito in infermeria. I legali chiedono “per rispetto della giustizia” di procedere velocemente e di valutare la rimodulazione della carcerazione preventiva e pensare ad un trasferimento in una clinica specializzata capace di offrire il dovuto sostegno medico”. Il tribunale, sostiene il Presidente del collegio giudicante Fernanda Iannone, è al corrente della situazione. “Questa condizione – afferma Maiello – influisce sulle sue capacità (riferendosi a Greco ndr) di difendersi. Non può partecipare attivamente alla difesa”. Nel corso dell’udienza è stato ascoltato, nella prima parte, l’ispettore capo di Polizia del Commissariato di Castellammare di Stabia, Carmine Mascolo, che ha coordinato uno dei pool investigativi. Poi, come da programma, è stata ascoltata Emilia Imperati, figlia di Giuseppe Imperati, imprenditore caseario di Agerola, che ha subito il furto di due camion carichi di merce ritrovati poi in giornata ma vuoti a Torre Annunziata. La figlia dell’imprenditore ha ribadito più volte che il rapporto tra le due famiglie, Greco e Imperati, era nato per soli fini commerciali infatti gli Imperati acquistano panna da Greco. Poi dal rapporto imprenditoriale ne è nato uno personale. Nell’occasione Imperati, in virtù anche del rapporto di stima ed amicizia reciproca, chiese aiuto a Greco per cercare di risolvere quel problema. Il rapporto tra i due si è consolidato quando Greco Adolfo ha fatto da testimone di nozze alla figlia di Imperati celebrate nel 2007. Nel corso del dibattimento si è affrontato anche questo episodio: difesa, tribunale ed accusa hanno posto alcune domande al teste di polizia giudiziaria. In quel frangente Adolfo Greco aveva consigliato – come emerge dall’informativa – ad Imperati di versare una somma di circa 5mila euro prima e 50mila poi ad Afeltra Raffaele e a Giovanni Gentile, esponenti del clan locale. Secondo la Procura Greco avrebbe agevolato l’attività del clan degli Afeltra. Durante il dibattimento è emerso che Adolfo Greco da questo episodio non avrebbe tratto alcun beneficio sia di natura economica che di altra natura.
Un altro episodio affrontato è l’estorsione subita da Adolfo Greco da parte del clan Cesarano. In quell’occasione l’imprenditore versò una somma di circa 4mila euro, composta da banconote di 50 euro, al Clan egemone a Ponte Persica e dintorni. Si trattava della tranche del mese di agosto consegnata nelle mani di Falanga Aniello e Cesarano Giovanni. Non solo il clan Cesarano, anche il clan D’Alessandro aveva mire sull’imprenditore stabiese. Nel corso dell’udienza, nell’ambito della posizione offesa di Adolfo Greco, l’ispettore di polizia ha risposto alle domande inerenti all’episodio che ha visto Teresa Martone, moglie del defunto boss D’Alessandro Michele, indurre Greco a corrispondere prima una somma di 5mila euro al Clan e poi una somma di danaro maggiore. Adolfo Greco, nell’ambito dello stesso procedimento, è considerato sia soggetto attivo che vittima ed infatti si è costituito parte civile contro i clan sia nel procedimento ordinario che nei confronti degli imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Nella successiva udienza sarà eseguito il controesame all’altro teste di polizia giudiziaria, l’ispettore Albrizio della squadra mobile di Napoli ed un altro teste. Le intercettazioni telefoniche non sono ancora state ancora depositate dai periti che hanno ottenuto dal tribunale una proroga di diverse settimane dopo la consegna dei brogliacci avvenuta la scorsa settimana.
Cronache della Campania@2019

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