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Facciate a rischio, a Napoli si definiscono le linee di intervento


Facciate a rischio, a Napoli si definiscono le linee di intervento

Mobilitazione contro i cornicioni-killer: ingegneri napoletani al lavoro con una commissione speciale promossa dall’Ordine che per la prima volta in Italia definira’ linee guida per stabilire criteri standard di mappatura e rilievo delle situazioni a rischio e per individuare le soluzioni tecniche piu’ adeguate alla definitiva messa in sicurezza delle facciate. Se ne e’ parlato stamani – informa una nota – durante il convegno sul tema “Sicurezza e interventi di consolidamento per le facciate degli edifici”, organizzato nella Basilica di San Giovanni Maggiore dall’Ordine degli ingegneri di Napoli, presieduto da Edoardo Cosenza, che ha chiamato a raccolta anche architetti, amministratori condominiali e l’associazione dei costruttori edili di Napoli, Acen, per un’azione comune contro la nuova emergenza che a giugno ha fatto una nuova vittima in via Duomo: il commerciante Rosario Padolino. “Metteremo a disposizione dei 92 comuni della provincia le nostre competenze – ha detto il presidente dell’Ordine degli ingegneri Edoardo Cosenza – per la digitalizzazione dei rilievi e la formazione di una banca dati che individui tempestivamente le situazioni di potenziale pericolo. Auspichiamo che i Comuni rispondano, prevedendo incentivi per i giovani colleghi che vorranno lavorare in questa attivita’”. Le “reti verdi” per ingabbiare le facciate pericolanti, non sono una soluzione – e’ stato ribadito – , ma solo un rimedio temporaneo, che puo’ logorarsi nel tempo, come la tragedia di via Duomo ha dimostrato. “Occorre un cambio di mentalita’ – ha ricordato la presidente dell’Acen Federica Brancaccio – : le statistiche rivelano una buona propensione dei proprietari a investire in ristrutturazioni, ma soprattutto per migliorare l’estetica e la funzionalita’ degli edifici, non per la sicurezza” Nel territorio provinciale si registra con una percentuale elevata di edifici degradati. Secondo i dati dell’ultimo censimento 2011, infatti, il 59% degli edifici residenziali in provincia di Napoli ha piu’ di 40 anni, percentuale che arriva all’80% nel Comune partenopeo. Nel decreto Sblocca cantieri, recentemente convertito in legge – ha ricordato la Presidente della Fondazione Ordine ingegneri e del Centro formazione e sicurezza in edilizia, ingegner Paola Marone – c’e’ una importante novita’: “per gli edifici condominiali dichiarati degradati e’ possibile la nomina di un amministratore giudiziario direttamente dal Sindaco del Comune in cui l’immobile e’ ubicato, che potra’ assumere decisioni di urgenza relativamente alle situazioni di pericolo”. Si e’ anche ipotizzata la creazione di un tavolo tecnico per l’utilizzo di fondi europei per la riparazione di facciate a rischio. “I fondi europei – e’ stato spiegato – potrebbero infatti essere attivati in quanto gli interventi sugli edifici privati nel centro storico che si affacciano sulla pubblica via risultano, ai sensi della legge Regionale 16/2004, di preminente interesse pubblico perche’ migliorano la vivibilita’ urbana e la sicurezza collettiva”.
Cronache della Campania@2019

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