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Minacce a Saviano e Capacchione, in aula il boss Bidognetti e i due avvocati

Minacce aggravate dal metodo mafioso a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione: attesa, questa mattina l’udienza preliminare dinanzi al giudice Livio Sabatini del tribunale di Roma, a carico  del boss Francesco Bidognetti e due avvocati Michele Santonastaso ex difensore di esponenti del clan dei Casalesi, e Carmine D’Aniello. Due anni fa è stata dichiarata nulla la sentenza di primo grado dalla Corte di Appello di Napoli per incompetenza territoriale,  il procedimento è passato a Roma.  Il processo doveva essere celebrato a  Roma perché nel testo dell’istanza letta da Santonastaso in aula  nel 2008, durante il procedimento di Appello a Napoli, denominato Spartacus I contro il clan dei Casalesi –  sono stati inseriti anche i nomi dei magistrati di Napoli e Santa Maria Capua Vetere che hanno  occupato un ruolo  di primo piano nella lotta al crimine organizzato dell’area casertana. Per i giudici, dunque, il processo è stato  spostato a Roma perché la procura di competenza per i magistrati citati è quella romana.  L’istanza letta da Santonastaso portava la firma dei boss Antonio Iovine, ora  collaboratore di giustizia, e Francesco Bidognetti, il figlio Raffaele inoltre è da un mese collaboratore di giustizia. Entrambi  poi assolti “per non aver commesso il fatto”. La sentenza di primo grado,  emessa dalla terza sezione del Tribunale di Napoli, ha  già  assolto anche l’avvocato Carmine D’Aniello. Santonastaso, attualmente libero,  è l’unico imputato condannato  alla pena di un anno di reclusione.

Cronache della Campania@2018