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Pestò imprenditore per un debito e gli spappolò la milza: 8 anni di carcere al nipote del boss


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E’ stato condannato a otto anni di carcere Santolo Martone, 41 anni stabiese, nipote acquisito del boss Ferdinando Cesarano con l’accusa di lesione aggravata. L’uomo circa 4 anni fa picchiò un imprenditore a cui era andato a chiedere la tangente spappolandogli la milza. Martone era stato arrestato nel novembre del 2015 dopo il pestaggio dell’imprenditore e la denuncia della sorella. La vittima, a cui fu asportata la milza, aveva infatti dichiarato che era caduto in casa, si trattava di un incidente domestico. ma le indagini dei carabinieri la ricostruzione processuale ha svelato ben altro. L’estorsore aveva chiesto circa 7mila euro all’imprenditore per un debito contratto dal defunto padre della vittima. E perciò si era appropriato arbitrariamente di alcune sue piccole imbarcazioni ormeggiate nel porto cittadino e poi, ritenendo che non fosse abbastanza, lo aveva pestato aveva pestato violentemnete. Durante il processo, Martone (difeso dagli avvocati Bruno Larosa e Francesco Schettino) ha confessato di aver picchiato il giovane, ma solo per reazione ad insulti. Secondo il suo racconto, il papà della vittima era suo socio in alcuni affari per il rimessaggio barche e lo stesso 29enne gli avrebbe incessantemente chiesto soldi non dovuti, fino all’incontro in un’area di servizio nella periferia stabiese culminata con l’aggressione. Ma nonostante sia venuta meno l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso per Martone è arrivata una pesante condanna a otto anni di carcere.


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