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Un ulivo a Pompei ricorderà il piccolo Giuseppe, ucciso a Cardito dal patrigno. Fiaccolata ad un mese dalla morte


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Pompei. E’ passato un mese da quell’atroce delitto: Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni massacrato di botte a Cardito dal patrigno 24 Tony Essobti è stato ricordato con una fiaccolata, partita stasera dalla chiesa di San Giuseppe dove vennero celebrati anche i funerali e conclusasi nel piazzale Aldo Moro a Pompei dove a Giuseppe è stato dedicato un albero di ulivo. Il ricordo di quell’omicidio è ancora vivo. Anche stasera è stata rinnovata l’iniziativa di raccogliere fondi per i fratellini di Giuseppe, già lanciata durante i funerali e che ha permesso di raccogliere dei soldi per aiutare i piccoli affidati ad un tutore, nell’attesa che la posizione della mamma e del papà privati della patria potestà si chiarisca.Pochi i fondi raccolti fino ad ora, poco meno di mille euro, che saranno devoluti dalla Chiesa alle sorelline di Giuseppe (la piccola di 8 anni era finita in ospedale per le botte del patrigno quella di 4 era rimasta indenne dalla furia dell’uomo) per il loro sostentamento, bimbi rimasti senza i genitori e senza il loro fratellino. La solidarietà per la famiglia Dorice continua nelle forme più disparate. Dopo il funerale, regalato dall’impresa di pompe funebri Di Paolo, anche la tomba dove giace Giuseppe, nel cimitero di Pompei è stata donata con ‘infinito amore’ -come recita la targa sulla tomba – da Autoclass, un’azienda di Scafati. A ricordare il sacrificio di questo bambino ucciso dalla furia omicida del compagno della madre una scritta posizionata sulla tomba bianca: “Questo piccolo bambino non godrà mai della gioia di vedere un tramonto, un arcobaleno, di aiutare il prossimo o semplicemente rotolarsi sul prato in una bella giornata di primavera. Speriamo che lassù tu possa gioire. Hai avuto poco tempo per scoprire questo mondo. Dio ha voluto che tu fossi accanto a lui … ora non soffrirai più. Addio piccolo angelo. Non c’è niente di più prezioso del dolce sorriso di un bambino”.Stasera, nel trigesimo della morte del piccolo avvenuta a Cardito, ancora una volta la città di Pompei – paese dove vive il padre – ha voluto ricordare quella tragedia e la morte di un innocente, bersaglio della violenza più assurda, senza spiegazione. (r. f.)

Nella foto la tomba del piccolo Giuseppe nel cimitero di Pompei


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