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Camorra, le nuove leve del clan Amato-Pagano e il traffico di droga: 21 indagati. In carcere in sette


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Sono  21 gli indagati del nuovo gruppo del clan Amato-Pagano finiti nelle maglie della Dda di Napoli per l’inchiesta sul traffico di droga nei comuni a Nord di Napoli. Ma solo per sette il gip Luca Battinieri ha firmato l’ordinanza cautelare in carcere. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga e singoli episodi di spaccio. Secondo le accuse gli indagati hanno creato un gruppo autonomo in grado di sfruttare i canale del traffico di droga del clan Amato-Pagano, che negli anni nell’area Nord di Napoli è diventato egemone nell’importazione di sostanze stupefacenti. E proprio seguendo la droga e i soldi che ruotano attorno alle piazze di spaccio di Melito che i carabinieri sono riusciti a chiudere il cerchio attorno ai responsabili del nuovo gruppo nato dalla ceneri della faida lampo di fine 2016 tra gli Amato e i Pagano che si erano divisi tra loro per cercare autonomia e più spazi per spacciare. In carcere sono finiti Lino Caiazzo, figlio di Pietro, boss e killer fidato del clan detenuto da anni; Giuseppe Cipressa, che era uno dei boss legati ai Pagano di Mugnano e che si era unito ai fratelli Elia e Maurizio Cancello per tentare la scalata ai vertici della cosca che fino a poco tempo fa era chiamata degli scissionisti, per la faida che avevano ideato contro i Di Lauro di Scampia e Secondigliano, quella del 2004 che aveva portato a 84 morti in sei mesi. In carcere anche Claudio Cristiano, Mauro Valentino, Francesco Saviotti e il bulgaro Tsvetan Sabev, ritenuto il collettore per le nuove droghe che arrivavano dall’Est dell’Europa.

 

Cronache della Campania@2018


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