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Il racconto choc del pentito: ‘Il clan mi chiese di uccidere due donne’


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Tra i racconti choc del pericoloso killer del clan Gionta di Torre Annunziata, Michele Palumbo, detto ‘munnezza’ c’è quello inedito del mancato duplice omicidio di due donne. Un duplice plateale omicidio commissionato dagli alleati del clan Birra di Ercolano e che doveva avere come vittime due donne del clan Ascione. A svelare questo atroce retro­ scena, 10 anni dopo, è lo stesso Palumbo. Il super pentito, in uno dei primi verbali resi ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, ha parlato dei delitti ai quali ha partecipato. Svelando anche gli accordi di guerra stipulati tra i Birra e i Valentini per mettere in ginocchio gli Ascione-Papale. Dall’omicidio di Ettore Merlino a quello di Gaetano Pinto. Delitti firmati dai Gionta per fare un favore a quelli di Ercolano. L’obiettivo delle due cosche era creare una federazione criminale che dettasse legge da Torre Annunziata fino alle porte di Scampia. E proprio uno dei boss più potenti dei Birra avrebbe chiesto a Palumbo di mettere a segno la folle mis­sione di morte. Uccidere due donne. “Durante le riunioni per decidere dell’omicidio Merlino, Lorenzo Fioto mi chiese se po­tevo uccidere due donne che spesso si  accompagnavano a un boss degli Ascione ed era­no affiliate all’organizzazione da questi capitanata”. E Palumbo però si tirò indietro. “Io dissi che non ero disponibile a fare questi omicidi perché si trattava di persone che avevo conosciuto prima di essere arrestato nel 2005, per detenzione e porto illegale di armi. Queste donne le avevo conosciute perché, all’epoca, io ero stato a colloquio con gli Ascione, che mi aveva chiesto “una mano” per contrastare militarmente i “Birra “. Io avevo risposto che non ero disponibi­le”. Un massacro solo sfiorato.


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