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Una talpa segnalò al dottore D’Ari le indagini in corso sul loro conto. LE INTERCETTAZIONI

Nel corso indagini sui legami con il clan Lo Russo di Miano e i due noti medici napoletani Lugi e Antonio D’Ari, arrestati ieri dalla Dia di Napoli, insieme con altre quattro persone tra cui la sorella e il cognato dei “Capitoni” è emersa “una inquietante fuga di notizie”, come scrive il gip Emilia Di Palma nelle 465 pagine dell’ordi­nanza cautelare. E’ stata anche avviata un’indagine per scoprire la”talpa” , controllando anche il traffico telefonico di Luigi D’Ari ma purtroppo non è stata ancora identificata.
Da una conversazione registrata all’interno dell’ufficio di Domenico Mollica (cognato dei Lo Russo) si comprendeva che il 3 aprile Luigi D’Ari aveva avuto notizia delle indagini in corso e di ciò metteva in guardia il suo interlocutore.
Partivano subito operazioni di bonifica  di auto e case che consentivano di rinvenire una microspia all’interno dell’autovettura di Adriana Lo Russo, sorella dei Lo Russo e moglie di Mollica.La prudenza prendeva, dunque, il sopravvento ed all’interno dell’ufficio di Mollica al centro Direzionale di Napoli, utilizzato da tutto il clan come base di appoggio, si iniziava a parlare sempre meno, fino a giungere al cambio dell’ufficio. Scrive la Dia nella propria informativa allegata all’ordinanza: “…Nel primo pomeriggio dello scorso 3 aprile, nello studio di MOLLICA Domenico veniva intercettata una conversazione tra questi e D’ARI Luigi che risultava estremamente interessante per quanto non completamente intellegibile giacché i due, al chiaro scopo di ostacolare eventuali captazioni nei loro confronti, utilizzavano un tono di voce molto basso, un linguaggio criptico e ricorrevano perfino a forme di comunicazione scritte per evitare di parlare e, quindi, per sottrarsi ad eventuali intercettazioni. Quando i due entravano nel locale monitorato, la conversazione era già in corso ma si capiva perfettamente che l’argomento concerneva il sequestro operato quella mattina nei confronti della famiglia POTENZA in esecuzione del decreto RGMP 307/12 emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione di Napoli in data 27.02.2017. I colloquianti, infatti, commentavano l’ablazione di alcune attività riconducibili al detenuto Bruno POTENZA come, ad esempio, il ristorante “DONNA SOFIA” di Milano, ritenendo che l’attività giudiziaria operata quella mattina oramai lo avesse messo alle strette”. D’ARI Luigi: Però lui ora sta nello stretto, eh!…. MOLLICA Domenico: Ha perso pure il “Donna Sofia” a Milano. Se lo è comprato … inc. … il “Donna Sofia” … inc. … Mamma mia, ti rendi conto?… E non so, va bene … sopra là, con Mario, che ti devo dire, che ti devo dire?…. … omissis … Immediatamente dopo i due iniziavano a comunicare in modo criptico e, grazie al sistema video installato nel locale, si vedeva che D’ARI Luigi trascriveva qualcosa su un foglio, verosimilmente uno o più nomi, mostrandolo al MOLLICA con il quale

 

commentava, facendo riferimento a quanto scritto, che la persona che aveva “seguito” le vicende del cognato Mario (il collaboratore di giustizia LO RUSSO Mario) ora aveva dato incarico di seguire le loro vicende. Dal prosieguo della conversazione si evinceva che il D’ARI, in pratica, stava informando il MOLLICA che erano state avviate indagini nei loro confronti. D’ARI Luigi: … quello già ha seguito tuo cognato Mario (ndr. LO RUSSO Mario) MOLLICA Domenico: Ehee!! D’ARI Luigi: Ora sta appresso a noi. MOLLICA Domenico: Chi è questo? D’ARI Luigi: E non lo conosco. Chi ci sta seguendo (indica uno dei nomi che ha scritto sul foglio)… MOLLICA Domenico: Non ho capito chi è … Questo qua?… D’ARI Luigi: Questa persona … MOLLICA Domenico: Eh! D’ARI Luigi: … Ha dato incarico di seguire le nostre vicende … … omissis … “.

 Renato Pagano

 1. continua

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