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Racket a San Giovanni a Teduccio: fermati il boss D’Amico o’ pirata e altri tre


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Sarà il gip Claudio Marcopido del Tribunale di Napoli a decidere se tramutare in arresto con la conseguente emissione di un’ordinanza di custodia cautelare il fermo effettuato stamane dal parte dei carabinieri del boss Salvatore D’Amico detto o’ pirata e di altri sei esponenti del suo clan tra cui un latitante. Sono tutti accusati di associazione di tipo camorristico ed estorsione. Con o ‘ pirata boss incotrastato della zona di via Nuova Villa a san Giovanni a Teduccio sono stati fermati il nipote Salvatore Salomone, figlio di Giovanni che venerdì 13 aprile è rimasto vittima di un agguato di camorra mentre si trovava sotto la sua abitazione in corso Protopisani. In carcere sono finiti anche Paduano e l’ex pentito Salvatore Cianniello: Fu arrestato a Parma nel 2014 per aver fornito supporto logistico al killer di Giovanni Bottiglieri. Decise di pentirsi ma le sye dichiarazioni non furono ritenute attendibili. Il fermo dei quattro è avvenuto su richiesta dei pm Antonella Fratello e Alessandra Converso della Dda di Napoli. Salvatore D’amico o’ pirata, protagonista del plateale bacio in bocca al figlio al momento dell’arresto, nonostante una condanna in primo grado a 14 anni di carcere era tornato in libertà nel 2016 per scadenza dei termini della custodia cautelare. Forte il suo legame con il clan Mazzarella con i quali ha intrapresa una nuova fida contro i Rinaldi -Reale a suon di stese e attentati.

 


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