Paranza dei bimbi: libero Vincenzo Sibillo, padre di Emanuele e Lino. LA SENTENZA COMPLETA


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 E’ libero da ieri Vincenzo Sibillo, padre di Emanuele (il fondatore della Paranza dei Bimbi di Forcella, il famoso ES17) e Pasquale Sibillo, a sua volta condannato e detenuto in cella. I giudici della Seconda Corte di Appello, lo hanno assolto dall’accusa di traffico di droga Vincenzo Sibillo e, per effetto degli anni scontati finora, ha laciato il carcere. In primo grado era stato condannato a dodici anni di reclusione, sempre per fatti di droga, ieri in appello – dopo l’assoluzione per l’associazione, ha incassato tre anni e quattro mesi: troppo poco per restare ancora in cella, di qui la sua scarcerazione.
Diverso il caso di Pasquale Sibillo, condannato a sedici anni per dodici titoli di reato, sempre per fatti di droga e camorra, armi ed estorsione (aveva anche un’altra condanna a dieci anni, ma i due processi sono stati riuniti): ieri ha maturato alcune assoluzioni, in tutto dovrà scontare 13 anni e quattro mesi.
Condanna addirittura dimezzata a 16 anni per il presunto re del traffico di droga Salvatore Cedola. Ed esce addirittura dall’inchiesta il narcos Gennaro Improta.
  Queste, nel dettaglio, le condanne inflitte ieri dai giudici della Seconda sezione della Corte d’appello di Napoli: Beniamino Ambra, 6 anni di reclusione; Salvatore Amirante, 8 anni; Antonio Balda-sarre, 10 anni; Assuntina Baldassarre, 3 anni e 4 mesi; Ciro Brunetti, 12 anni; Manuel Brunetti, 16 anni; Salvatore Brunetti, 2 anni; Salvatore Casaburi, 6 anni; Ciro Catino, 6 anni; Emanuele Catino, 6 anni; Pasquale Catino, 6 anni; Alessandro Cecere, 7 anni; Giuliano Cedola, 6 anni; Salvatore Cedola, 16 anni; Rosario Cinque, 6 anni; Vittorio Cioffi, 6 anni; Giovanni D’Alpino, assolto; Carmela De Rosa, 6 anni e 4 mesi; Salvatore Del Prete, 18 anni; Antonio Esposito, 12 anni e 8 mesi in continuazione; Antonio Giuliano, 16 anni; Cristiano Giuliano, 7 anni; Daniele Giuliano, 6 anni; Giuseppe Giuliano, 12 anni; Gu-glielmo Giuliano (classe 1991), 14 anni; Guglielmo Giuliano (classe 1994), 11 anni; Luigi Giuliano Junior, 14 anni; Manuel Giuliano, 14 anni; Lucia Ioia, 6 anni; Raffaele Maddaluno, 7 anni e 2 mesi; Salvatore Marino, assolto; Enrico Massara, 12 anni; Pasquale Nasti, 6 anni; Salvatore Pizzo, 10 anni; Gennaro Pollaro, 6 anni; Alessandro Riccio, 13 anni; Luigi Vicorito, 20 anni; Carla De Martino, 6 mesi e 20 giorni; Yassir Atid, 4 anni; Pasquale Sibillo, 13 anni e 4 mesi. Questi imputati avevano celebrato il processo con il rito ordinario. Que-ste, invece, le nuove condanne  per queli che avevano chiesto e ottenuto di essere giudi-cati con il rito abbreviato: Anna D’Avolio, 5 anni e 4 mesi; Luigi De Crescenzo, assolto; Antonio Esposito, 16 anni; Francesco Frenna, 10 anni; Salvatore Frenna, 10 anni; Gennaro Improta, assolto; Daniele Napolitano, 9 anni; Alessandro Riccio, 14 anni e 4 mesi; Gennaro Riccio, 5 anni e 4 mesi; Ilario Riccio, 3 anni; Vincenzo Sibillo, 3 anni e 4 mesi. La Corte d’appello ha inoltre disposto la revoca della misura cautelare in carcere per Luigi De Crescenzo, Vincenzo Sibillo e Gennaro Improta. Domicliari revocati, invece, per Ilario Riccio. Revoca della misura cautelari anche per Ciro Catino, Emanuele Catino, Pasquale Catino, Giovanni D’Alpino e Salvatore Marino.
Entrando nel merito della sentenza, come riporta Il Roma, sono di assoluto spessore gli esiti processuali maturati per Giuseppe Giuliano, il figlio di Luigi “’a zecchetella”, per il quale è stato escluso il ruolo di promotore e capo, e che quindi se l’è cavata con 12 anni di reclusione: difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Roberto Saccomano. Salvatore Cedola, escluso anche per lui il ruolo di promotore e capo, è stata condannato a 16 anni rispetto ai 30 di primo grado: avvocato Leopoldo Perone. Giovanni D’Alpino, in primo grado condannato per associazione, è stato assolto: difeso dall’avvocato Antonio Del Vecchio. Ciro Catino, difeso dagli avvocati Antonio Del Vecchio e Sergio Simpatico, è stato anch’egli assolto. Salvatore Marino, ritenuto uno dei capi del clan Mazzarella, condannato in primo grado a 14 anni, grazie alla difesa dell’avvocato Leopoldo Perone è stato assolto e scarcerato nonostante rispondesse anche di due tentati omicidi. Colpo di scena anche per Luigi De Crescenzo, che è stato pienamente assolto; per Vincenzo Sibillo, assolto dall’accusa di associazione finalizzata al traffico di droga, e per Pasquale Sibillo, che incassa l’assoluzione da tre capi di imputazione se la cava con 13 anni e 4 mesi in continuazione: i tre erano tutti difesi dall’avvocato Riccardo Ferone. L’assoluzione è arrivata per Gennaro Improta: il suo difensore, l’avvocato Giuseppe De Gregorio, intervenuto in appello, ha dimostrato l’estraneità del proprio assistito rispetto alle contestazioni mosse dalla Procura. Nonostante l’accusa di traffico di droga aggravata dalla finalità mafiosa, Improta è stato così an-he scarcerato. Le indagini avevano nel 2013 accertato l’alleanza tra i nuovi Giuliano, i Sibillo, gli Amirante e i Brunetti con i Ri-naldi di San Giovanni a Teduccio.


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