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‘Ammetto gli addebbiti’, altri sei boss scissionisti confessano il duplice omicidio Salerno-Montanino


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“Ammetto gli addebiti”, con questa formula quasi magica altri sei boss e gregari della prima ala di “scissionisti” dei clan che diedero vita alla prima faida di Scampia contro i Di Lauro sperano di evitare l’ergastolo. Formula recitata davanti ai giudici della Corte di Assise d’Appello da Roberto Manganiello, Antonio Della Corte e Angelo Marino (che erano presenti in aula), nonché da Francesco Barone, Rito Calzone e Gennaro Mauriello (collegati invece in video-conferenza). Sono tutti accusati del duplice omicidio di Fulvio Montanino, braccio destro del boss Cosimo Di Lauro, e Claudio Salierno avvenuto il 28 ottobre del 2004 e al quale storicamente fino ad oggi si è sempre fatto riferimento per dare una data di inizio alla spietata  guerra di camorra. E che invece come ha raccontato il pentito Gennaro Notturno o’ sarracino era invece iniziata il mese prima e precisamente il 29 settembre del 2004 quando in via Ghisleri fu ucciso Luigi Aliberti, altro affiliato ai Di Lauro. Quindi per il duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, anche altri sei esponenti degli scissionisti del clan Di Lauro protagonisti della prima faida di Scampia ammettendo la loro partecipazione all’evento delittuoso sperano in uno sconto di pena. Formula ripetuta anche da Arcangelo Abete, Gennaro Marino, Ciro Mauriello, Enzo Notturno, Carmine Pagano classe 1984 e dallo zio, il boss Cesare Pagano che già lo avevano fatto in primo grado. Non hanno invece ammesso gli addebiti i fratelli Antonio e Guido Abbinante.

Un impulso importante alle indagini  e al processo è stato dato dall’ultimo pentito “importante” in ordine di tempo, ovvero Gennaro Notturno o’ sarracino che ha raccontato: “Volevamo mandare un messaggio a Cosimo Di Lauro, fargli capire che eravamo pronti a tutto se non ci dava i soldi che ci spettavano, ma lui non capì o finse di non capire. E così ci fu poi il duplice omicidio a Scampia al quale ho partecipato direttamente”.

Questa  la sentenza di primo grado emessa nel merzo dello scorso anno: condannati al massimo della pena gli esponenti degli Scissionisti: Antonio e Guido Abbinante, Arcangelo Abete, Gennaro Marino, Enzo Notturno, Francesco Barone, Rito Calzone, Antonio Della Corte, Roberto Manganiello, Angelo Marino, Ciro Mauriello, Gennaro Notturno, Carmine e Cesare Pagano. Quattordici anni di reclusione per Ferdinando Emolo, ritenuto affiliato al clan Di Lauro e che avrebbe partecipato a un raid punitivo per vendicare la morte di Montanino e Salierno.

(nella foto da sinistra in alto Cesare Pagano, Antonio Abbinante, Guido Abbinante, Arcangelo Abete, Gennaro Notturno, in seconda fila da sinistra Carmine Pagano, Ciro Mauriello, Francesco Barone, Antonio Della Corte e Roberto Manganiello)

 


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