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La moglie del pentito: ‘Non mi aspettavo che Mariano avesse ucciso Genny Cesarano, mi ha sconvolta’. TUTTO IL RACCONTO

“Dico però che non mi aspettavo che avesse fatto anche omicidi, questo mi ha devastato, sapevo che facesse droga ed estorsioni ma non immaginavo che potesse addirittura uccidere. Dico ad esempio che mai avrei immaginato il coinvolgimento di Mariano nell’omicidio del giovane Genny Cesarano e la cosa mi ha sconvolto. La notte in cui quel ragazzo è stato ucciso io sono stata anche in ospedale per un attacco di panico e Mariano mi ha accompagnato quindi ero sicura della sua innocenza. Poi ho riflettuto ed ho ricostruito i vari passaggi di quella notte. Eravamo andati a cena fuori a Pozzuoli con Mimmo e la moglie, anche con i bambini, siamo tornati verso le due di notte e ricordo che venne a citofonare Buono Antonio e Mariano scese con lui.Immagino quindi. ma non lo avevo capito, che si sia allontanato con lui ed abbia fatto questo guaio ma non lo sapevo”. :E’ il primo dicembre del 2017 quando Raffaella Capuozzo, convivente del killer pentito del clan Lo Russo, Mariano Torre decide di seguire le orme del compagno e di collaborare con la giustizia. Capuozzo è stata raggiunta dall’ordinanza cautelare firmata dal gip Emilia Palma con la quale sono stati arrestati i fratelli medici Antonio e Luigi D’Ari, Mimmo Mollica e la moglie Adriana Lo Russo, sorella dei “Capitoni” di Miano” tutti accusati di associazione per delinquere di stampo camorristico e riciclaggio.
Raffaella Capuzzo era a conoscenza degli affari illeciti del marito ma non pensava fosse un killer e ha spiegato ai magistrati la storia dei 2500 euro mensili – pari alla metà della rata del pizzo di 5 mila che i fratelli D’Ari erano costretti a versare a Torre e Mollica e aveva iniziato a ricevere a partire dall’estate del 2016.
Ecco il suo racconto: “….Sono la convivente di Torre Mariano, detenuto per i reati di, 416 bis ed altro, sono stata informata della sua scelta di collaborare con la giustizia ed intendo seguirlo in questa decisione, sono pronta quindi a sottoscrivere dichiarazione in tal senso anche nell’interesse di nostro figlio…omissis… nato a Napoli …
Sono ovviamente impaurita per la diffusione della notizia della scelta di Mariano in quanto vivo a Miano ed immagino che si verrà a sapere anche perché Mariano è detenuto in cella con Culiersi Ciro, altro affiliato al clan Lo Russo e quindi immagino che la moglie Veronica lo saprà immediatamente se non lo ha già saputo. Inoltre a Lanciano è detenuto anche Vincenzo Lo Russo figlio di Carlo .Temo quindi per la mia incolumità e soprattutto per mio figlio. Sono pronta a fare chiarezza su tutto quanto a mia conoscenza
… ho compreso quanto mi viene contestato e ammetto le mie responsabilità , vi confermo di avere ricevuto ogni mese e per molti mesi somme di denaro destinate a me a mio marito. Il denaro mi è stato recapitato da Mimmo Mollica e da Adriana Lo Russo ed era denaro versato dai dottori, Gigi ed Antonio D’Ari.
So che mio marito ha fatto un investimento nel ristorante di questi dottori un ristorante dove sono anche andata a mangiare e che si trova alla Riviera di Chiaia, si chiama Pizza Margherita. Mariano ha investito in questo ristorante sicuramente 100.000 euro o forse anche di piu’.
Dico “sicuramente 100.000 euro” perché questa è la cifra a cui mio marito ha fatto riferimento nel corso dei colloqui sebbene in termini non espliciti. Dico comunque che io personalmente ho dato 50.000 a Mimmo nel periodo estivo, perché mi chiese di dargli 50.000 euro da investire in questo ristorante ed io dopo avere avuto l’autorizzazione da mio marito, glieli ho dati personalmente. Non avevo i soldi a casa, li mantiene la famiglia di Mariano, sono andata da mia suocera che abita nel palazzo ho preso i 50.000 euro e li ho dati a Mimmo che è venuto a casa mia a prenderseli. Li ho consegnati a Mimmo in una busta tipo di quelle dei negozi, non ho neanche contato i soldi, ricordo che erano banconote da 50 euro , lo ricordo perché Mimmo a differenza di me li ha contati, era tutto sudato faceva caldo, ricordo che avevo il condizionatore acceso .
Per il denaro che mio marito ha investito in questo ristorante ho percepito mensilmente somme di denaro di vari importi che non ricordo con precisione ma sicuramente ho ricevuto ogni mese almeno 1500 euro come corrispettivo dei 50.000 che avevo dato a Mimmo per il ristorante ed altri 2500 euro. Preciso che tutti i conti li porta  la sorella di Mariano, è lei che dovete sentire , è lei che sa tutti i conteggi e che dovrebbe avere i soldi di Mariano, insieme alla madre …
Se avessi soldi di Mariano ve li darei subito ma purtroppo non ho nulla , considerate che anche i soldi dei dottori che mi dava Mimmo non li tenevo tutti per me, ma solo una parte, solo 1000 euro per le spese di casa e 500 facevo il vaglia per mio marito il resto li davo a mia suocera …ho iniziato a riceve mensilmente questo denaro dopo pochi mesi dall’arresto di mio marito, se ben ricordo dal mese di giugno del 2016 e fino all’incirca all’estate scorsa, ma non ricordo con precisione fino a che mese…Mariano ha iniziato a pensare di collaborare con la giustizia già da diverso tempo ed io ho riferito a Mimmo del suo proposito, pensandoci meglio è all’incirca da quando ho detto a Mimmo di questa possibilità che sono iniziati i problemi per ricevere i soldi nel senso che hanno iniziato ad accampare delle scuse e non mi hanno dato più i soldi ogni mese.
… ho conosciuto i medici, i fratelli D’Ari, in occasione del mio desiderio di operarmi al seno. Sono andata da loro a Villa Bianca accompagnata da Adriana Lo Russo, moglie di Mimmo Mollica. Sono andata da loro perché sapevo bene che erano loro i medici che avevano avuto i soldi di mio marito e che erano quindi i soci di mio marito nel ristorante, era quindi scontato che mi avrebbero trattato bene e non mi avrebbero fatto pagare, cosa che mi hanno detto di persona. Ricordo che mi dissero “state a casa vostra” non dovete pagare niente . In questa prima occasione mi visitarono e rinviammo a dopo gli esami la data dell’intervento. Poi mi fecero andare anche alla Ruesh perché dissero che avevano avuto dei problemi di debito con Villa Bianca e non potevano operarmi in quella clinica . Andai quindi anche alla Ruesch ed in questa occasione vennero anche Mimmo e mio suocero. Mi visitarono e mi dissero che però alla Ruesch per l’intervento avrei dovuto pagare per forza le spese che quantificarono in circa 5.000 euro motivo per il quale ho deciso di non fare piu’ l’intervento. In questa occasione con mio suocero parlarono dei soldi del ristorante e per tranquillizzarlo gli diedero una carta su cui erano annotati dei conteggi, ricordo parole del tipo “dichiarazione di intenti”, foglio che dissi a mio suocero di conservare. Antonio D’Ari cioè il medico che mi avrebbe dovuto operare al seno l’ho visto solo in queste occasioni. Gigi D’Ari, cioè il medico anestesista, l’ho incontrato anche in altre occasioni. In particolare una volta al Centro Direzionale ad un bar che si trova accanto ad un negozio di abbigliamento di merce firmata. In questa occasione c’era anche Mimmo e mio suocero. Ci siamo incontrati per parlare dei soldi investiti nel ristorante, era nel periodo maggio-giugno scorso se ben ricordo, e Gigi disse che dovevamo avere pazienza che non ci aveva abbandonato, che aveva delle questioni burocratiche da risolvere e poi avrebbe chiuso tutta la cifra , cioè non avrebbe più dato i soldi mese per mese ma l’intera somma . A me doveva dare 70.000 euro e cioè i 50.000 che avevo dato io più altri 20.000 euro che erano il corrispettivo della macchina di mio marito che pure si era preso Gigi D’Ari. Oltre a questi soldi Gigi d’Ari doveva dare anche altri 50.000 euro a Mimmo Mollica sempre investiti nel ristorante, per questo dico che sono stati investiti 100.000 euro nel ristorante, cioè 50.000 che ho dato materialmente io ed altri 50.000 che ha dato Mimmo, non so se insieme a mio marito .
In questa occasione ricordo anche che Gigi d’Ari disse che stava per vendere il ristorante e che una volta venduto il ristorante avrebbe restituito tutto .
Un altro incontro l’ho avuto al centro direzionale nei pressi dell’Hotel Holiday Inn in un bar . Erano presenti Mimmo, Adriana, mio figlio e la figlia di Mimmo , oltre a Gigi D’Ari. Anche in questa occasione abbiamo parlato dei soldi investiti nel ristorante ma anche di un problema che era sucesso ad Adriana . A’ Cannola , cioè Ruggiero Gennaro che conosco di nome ed ho visto in una udienza di mio marito nel processo per l’omicidio Izzi, occasione durante la quale lui era libero e girava fuori dall’aula. Adriana raccontò che questo a’ Cannola era andato da lei dicendo che voleva parlare con Mimmo perché sapeva tutto dei soldi del ristorante . Adriana era spaventata. Mimmo disse che Enzo o’ Pappagallo aveva raccontato a questi di Miano che Mariano e Mimmo avevano questi soldi nei ristoranti .
Gigi D’Ari in questa occasione mi tranquillizzò mi disse che dovevo stare serena che lui stimava tanto mio marito che gli voleva bene e che non lo avrebbe mai abbandonato e che non avrebbe mai perso i soldi che aveva investito con lui. Disse anche che se mio marito avesse deciso di collaborare lui sarebbe stato contento, sarebbe venuto ad abbracciarci e sarebbe sempre stato con noi….non ho detto io a Gigi D’ari del proposito di mio marito di collaborare ma lui lo sapeva, immagino che sia stato Mimmo a dirglielo , di fatto lui lo sapeva e penso che per questo non ci ha dato più i soldi .
Dopo poco arrestarono questo a’Cannola e io incontrai nuovamente Mimmo che era compiaciuto di questo arresto disse che non avevamo più problemi…. ho saputo da Mimmo che hanno trovato una microspia nella macchina di Adriana e dopo anche un microspia nel suo studio ma non so se qualcuno li abbia avvisati. L’ultima volta che ho visto Gigi D’ARI è al centro direzionale al Bar insieme a mio suocero, diversi mesi fa, credo nel periodo estivo , ricordo che avevo una maglia a mezze maniche, forse luglio ma non posso essere precisa …mio suocero ha avuto molti incontri con Mimmo Mollica e non so abbia incontrato anche Gigi d’Ari oltre alle occasioni su cui ho già riferito. Considerate che mi sento quotidianamente con Mimmo per cercare di riavere i soldi di Mariano e lui mi dice sempre scuse per prendere tempo. Vi mostro i messaggi che mi ha mandato negli ultimi giorni da cui capite che Mimmo mi rinvia sempre e dice che i medici stanno per dargli tutto ma non arriva mai niente. Oggi pomeriggio mio suocero dovrebbe avere un incontro alle 16,30 con Mimmo Mollica al solito bar al centro direzionale non so se per perdere tempo o per avere effettivamente dei soldi dei medici”.
Il pm a questo punto procede all’ascolto dei messaggi vocali mostrati dalla Capuozzo da cui si evince quanto riferito ed anche dell’appuntamento. Il racconto poi continua:
“..sono stata nel ristorante Pizza Margherita in un paio di occasioni . Sono andata con Adriana Lo Russo e Mimmo , ricordo che era la sera in cui per tradizione si mangia la zuppa di cozze, ed anche in altre occasioni con Adriana ed i bambini a pranzo. Nella prima occasione in cui ci sono andata Adriana mi ha detto espressamente che quello era il ristorante in cui erano stati investiti i nostri soldi ma non mi ha presentato a nessuno, non ha detto che ero la moglie di Mariano. In altra occasione in cui c’era Mimmo ricordo che parlava con il signore che gestiva il ristorante e questo gli diede una bolletta da pagare…dal primo momento in cui avete arrestato Mariano per l’omicidio di Izzi ho detto che sarei stata al suo fianco sempre, sia in carcere sia se avesse deciso di collaborare, purtroppo ci ha messo tempo per prendere questa decisione ma sono contenta che si sia deciso e vi chiedo di aiutarci.
Io sono stata al fianco di Mariano per 7 anni, lui ovviamente mi trattava come la sua donna e non mi coinvolgeva in quello che faceva ma sono a conoscenza, purtroppo, di tante cose brutte che ha fatto e sono pronta a dirvi tutto quello che so, sapevo bene che non faceva il salumiere ma il camorrista e mi aspettavo che potesse essere arrestato .Dico però che non mi aspettavo che avesse fatto anche omicidi, questo mi ha devastato, sapevo che facesse droga ed estorsioni ma non immaginavo che potesse addirittura uccidere .
Dico ad esempio che mai avrei immaginato il coinvolgimento di Mariano nell’omicidio del giovane Genny Cesarano e la cosa mi ha sconvolto. La notte in cui quel ragazzo è stato ucciso io sono stata anche in ospedale per un attacco di panico e Mariano mi ha accompagnato quindi ero sicura della sua innocenza. Poi ho riflettuto ed ho ricostruito i vari passaggi di quella notte. Eravamo andati a cena fuori a Pozzuoli con Mimmo e la moglie, anche con i bambini, siamo tornati verso le due di notte e ricordo che venne a citofonare Buono Antonio e Mariano scese con lui.  Immagino quindi. ma non lo avevo capito, che si sia allontanato con lui ed abbia fatto questo guaio ma non lo sapevo… la macchina Jeep Renegade di Mariano se la venne a prendere Giovanni Prisco da mia cognata Carmela. Poi non so per quale motivo questa macchina è arrivata in mano a Gigi D’ARI che avrebbe quindi dovuto dare alti 20.000 euro…Mimmo Mollica ha scritto diverse lettere a mio marito, le scriveva a macchina e le firmava con il nome di mio padre, me lo ha detto Mimmo. mio padre e Mariano non hanno mai avuto rapporti, mio padre è sempre stato contrario alla mia relazione con Mariano”.

Renato Pagano

 4.continua