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‘In quel momento mi sembrava come se non stesse accadendo a me’. IL RACCONTO DELL’ORRORE DELLA TURISTA VIOLENTATA

“In quel momento mi sembrava come se non stesse accadendo a me, ma come se stessi vivendo un sogno. In quel momento mi sentivo smarrita come un bambino ed era la stessa sensazione che provavo quando mio fratello maggiore mi veniva a prendere a scuola. La presenza di quel ragazzo mi rincuorava poiché già lo conoscevo. lui mi ha abbracciata e portata in una stanza grande; abbiamo percorso un tratto di circa 5-10 minuti a piedi. Mi sembra che abbiamo camminato all’aperto perché ricordo che era buio”. E’ la prima parte del racconto fatto per la prima volta agli investigatori dalla turista inglese che ha accusato di essere stata drogata e violentata da un gruppo di dipendenti dell’hotel Alimuri (estraneo alla vicenda) di Meta dove era ospite insieme con la figlia. In cinque sono stati arrestati la scorsa settimana dalla polizia (Fabio De Virgilio, Antonino Miniero, Raffaele Regio, Gennaro Davide Gargiulo e Francesco Ciro D’Antonio) ma l’altro giorno si sono difesi nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip sostenendo che non  c’è stata alcuno stupro di gruppo e che la signora era consenziente. “Siamo entrati in questa stanza-ha raccontato ancora la turista- e ricordo che la stanza era buia e c’era solo una luce in fondo. C’erano molli lettini da campeggio e molti uomini seminudi. Erano dai sei agli otto uomini. Ricordo due di mezza età che invece erano completamente vestiti. In fondo, versa la luce, c ‘era un uomo nudo, poi intorno ad una brandina c’erano degli uomini nudi ed era come se mi stessero aspettando. A quel punto ho avuto paura ed ho capito quello che mi sarebbe successo, ho detto quindi , al ragazzo che ancora mi teneva stretta “Only you, only you” e lui mi ha rassicurata dicendo: “Yes, only me”. li ragazzo col tatuaggio continuava a, tenermi stretta ed a trascinarmi verso l’interno. lo intimorita cercavo di fermarmi, senza riuscirci, perché lui mi ha trascinata e spinta sul letto. Quindi mi ha sollevato le gambe, credo mi abbia sfilato i pantaloni mentre gli altri mi ponevano davanti la bocca…omissis… dicendo…omissis. lo cercavo in tutti i modi di allontanarli. Ho respinto uno di loro, spingendolo indietro e lui mi ha schiaffeggiata. Poi mi torcevano i capezzoli… Il ragazzo col tatuaggio, che era davanti a me, mi ha penetrata. Ricordo che aliti due ragazzi erano alla mia sinistra ed uno alla mia destra. Non posso essere molto precisa perché è avvenuto tutto molto velocemente ed in maniera caotica. Avevo la percezione di avere intorno a me, uomini dovunque. Ricordo di avete messo a fuoco, m quel momento, i due uomini vestiti e di mezza età che ho detto prima. A quel punto si sono fermali e mi guardavano mentre io ero ancora stesa sul lettino. lo cercavo di rialzarmi mentre parlavano tra di loro e mi guardavano in mezzo alle gambe, facendo dei versi. Poi uno di loro, non so dire chi,…omissis.. facendomi molto male.Io ero disorientata. Ho cercato continuamente di respingerli e dicevo loro di fermarsi. Serravo anche le gambe e le tiravo a me ma il ragazzo col tatuaggio me le stendeva nuovamente. Ho notato che il ragazzo col tatuaggio aveva in mano un cellulare che mostrava agli altri ed insieme ridevano. Ho visto la foto che lui mostrava e mi sono accorta che rappresentava il mio volto atterrito con tutti …omissis.. intorno. Mi sembra che commentassero questa foto dicendo “mama mama” ma non capivo che cosa dicessero. Poi mi hanno nuovamente aggredita. Ricordo di essere stata …omissis…da due di loro, contemporaneamente…omissis… Ho sentito un dolore fortissimo ed ho urlato. Uno di loro mi ha quindi tappato la bocca, non ricordo se con la mia mano o con la sua. Dietro di me c ‘era uno di loro che gli intimava di fermarsi. Ricordo che hanno litigato ma poi si sono fermati ed io ero piegata in ginocchio, davanti al lettino ed io li pregavo di aiutarmi. Il giovane che aveva detto di fermarsi mi ha accarezzalo i capelli ed era come se volesse aiutarmi. lo gli ho anche raccontato della mia esperienza matrimoniale e di come mio marito mi tenesse segregata in casa. Lui mia ha steso di nuovo sul lettino e mi ha violentata anche lui. A quel punto ero esausta e non avevo neanche la forza di reagire. Quando lui ha finito, mi sono girata su un lato per dormire ma lui mi ha detto che non potevo dormire lì. Mi hanno rivestita, messo il reggiseno nella borsa e quello che mi aveva violentata per ultimo mi ha riaccompagnato con l’ascensore nella mia stanza. lì ho visto mia figlia in piedi che mi aspettava e che mi chiedeva “ma dove sei stata???”.