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Il terzino del Napoli, Maggio era pronto ad investire 500mila euro nei ristoranti dei medici D’Ari. LE INTERCETTAZIONI

II nome del terzino del Napoli Christian Maggio compare nell’inchiesta sui legami tra i due noti medici napoletani Luigi e Antonio D’ari (arrestati giovedì dalla Dia) per legami con il clan Lo Russo di Miano. Maggio (che è estraneo all’inchiesta) era pronto a investire 500.000 euro nei ri­storanti gestiti prima dai fra­telli medici come emerge dalle 465 pagine dell’or­dinanza di custodia cautelare firmata dal gip Emilia Di Palma. Sul profilo facebook di Antonio D’ari ci sono foto in posa al ristorante Donna Margherita con calciatori del Napoli tra i quali Hamsik, Cavani, Zuniga Dzmeaili ed altri. 
A parlare di Maggio sono Do enico Mollica, co­gnato dell’ex capoclan, ora pentito Carlo Lo Russo e titolare di un’agen­zia di finanziamenti, e un suo conoscente di Mugnano, tale Stefano M., proprietario di un ristorante a Melito interessato a rile­vare la gestione del ristorante “Pizza  Margherita”. È il pomeriggio del 14 ottobre 2016.
L’uomo nel corso della discussione lascia intendere di aver dei problemi presso il ristorante a Melito di Napoliì che attualmente gestisce. Stante questa situazione, sta valutando l’opportunità da andare a lavorare presso il “PIZZA MARGHERITA” alle dipendenze dei D’ARI con mansioni di direttore. Ipotizza di poter essere remunerato con una percentuale del 20% sugli incassi eccedenti una certa cifra da valutate in sede di accordo con il proprietari dell’esercizio commerciale del quale si tratta. Pertanto Stefano ipotizza di incassare 100/110 mila euro al mese e nella considerazione di dover garantire 50 mila euro ai D’ARI dei rimanenti 60 mila ritiene di poter guadagnare uno stipendio di 12 mila euro al mese. Per come già detto in precedenza, la conversazione in argomento è ritenuta di fondamentale importanza in quanto Mollica racconta a Stefano che i D’ARI gli devono corrispondere il residuo di un debito di 200000 euro, che dopo le rate da 5000 euro di luglio, agosto e settembre, ammonta a 185.000 euro. MOLLICA si dice sicuro che i D’ARI tenteranno di trasferire questo “impegno” a Stefano M.che subentrerà nella gestione del ristorante. In questo contesto Stefano M. sicuramente più scaltro dei D’ARI, lascia chiaramente intendere di non volersi assumere questo onere e aggiunge che lui deve essere considerato alla stregua di un lavoratore che viene remunerato con una percentuale e non intende esporsi in prima persona acquisendo direttamente la gestione del ristorante. 
Stefano: Vanno con la testa nella casetta (espressione dialettale per dire che rischiano il fallimento, ndr) hanno perso già loro tutto coso!
MOLLICA Domenico: Ha detto: ho perso tutto, ha detto: quello mi da cinquecentomila euro, mi chiede Gigi cosa esce al mese … io cosa devo fare? Io con i cinquecentomila (500000) mi tolgo il debito con il ristorante e poi?
 Stefano: E poi?
MOLLICA Domenico: … allora lui dice: se Stefano me lo fa salire, allora io vado vicino a MAGGIO: fratellino … quelli si chiaman… fratellì guarda quanto facciamo allora da sopra a questo che entra a me, dammi cinquecentomila (500000) e poi ti do tanto al mese … hai capito com’è … pulito proprio perché loro sono onesti come persone! Allora adesso io, sentendo questa cosa tua, io domani vado … va bene, dico Antonio senti una cosa allora: tu questo centottantacinquemila (185000) euro che tu mi devi dare … no ma io me ne posso cacciare come hai detto tu (sembra voglia dire “me lo prendo io”, poi si rende conto che sta commettendo un errore e torna sui suoi passi, ndr) … non mi devo prendere io l’impegno!
 Stefano: No!
MOLLICA Domenico: … perché poi rimango io in debito con questi qua!
 Stefano: Bravo!
MOLLICA Domenico: E no …
 Stefano: Bravo!
MOLLICA Domenico: Antonio tu entri scemo! Mettiti dietro la cassa!
 
MOLLICA Domenico e  Stefano parlano ancora della possibilità per Stefano di andare a lavorare il “PIZZA MARGHERITA” alle dipendenze dei D’ARI con mansioni di direttore. Stefano dice che lui ritiene di essere pronto per novembre 2016. Nella registrazione i  due parlano nuovamente delle spese e dei debiti che gravano sul ristorante in argomento. I due si dicono preoccupati per come stanno andando le cose e manifestano disappunto per il fatto che ormai i D’ARI non controllano più la situazione tanto che ritengono che con gli incassi non riescono più a far fronte alle spese. Ancora una volta Domenico MOLLICA si dimostra interessato principalmente al pagamento del debito che Antonio D’ARI ha contratto con le persone che lui rappresenta. In particolare ipotizza che lo stesso potrebbe chiedere un prestito da centomila (100000) euro in modo da provare a risolvere la cosa con un pagamento una tantum e non avere più una rata da cinquemila (5000) euro mensili per un lungo periodo e non far gravare questo pagamento sul futuro gestore dell’esercizio. Commentano che sarebbe anche loro interesse fare in modo che il ristorante torni produttivo in modo da poterlo poi offrire al calciatore MAGGIO ad un prezzo di un milione di euro. Nello specifico conversano come segue.
MOLLICA Domenico: … il ristorante?
 Stefano: Novemila (9000).
MOLLICA Domenico: La rata?
 Stefano: Si!
MOLLICA Domenico: La rata a Marco?
 Stefano: Si.
MOLLICA Domenico: Poi sta il cinquemila (5000) la rata là?
 Stefano: Eh!
MOLLICA Domenico: E poi?
O Stefano: Dieci sette e cinquanta di fitto (10750 euro di fitto, ndr), poi ci stanno i dipendente, poi c’è la corrente … poi ci sta … o …
MOLLICA Domenico: Va bene diciamo questo fisso poi dipendenti e cose dovrebbe uscire su …
O Stefano: E già stai a venticinque …
MOLLICA Domenico: Già stai a?
 Stefano: Venticinque (venticinque mila euro, ndr).
MOLLICA Domenico: Io già la so la proposta che fa Antonio … dice parla con Stefano: prenditi il ristorante, non vogliamo niente, pagatemi solo le spese, diciamo il ristorante è il mio, togliamoci questi debiti e poi ci sediamo … perché quello a loro ci conviene farlo salire il ristorante ovviamente perché è loro. Perché quello il novemila (la rata da novemila euro, ndr) lo sta scontando che è suo! Deve dare altri trecento qua perché quello altri trecento (trecentomila euro, ndr) già glieli hanno dati, allora quello da qua dice altre trecento e il ristorante è di proprietà loro … allora dice una volta che Stefano mi ha fatto salire … Stefano con me … questo il ristorante, dopo si siede con MAGGIO e dice: MAGGIO lo vuoi? Dammi un milione (1000000) di euro! Perché porta carta canta! Entra questo al mese! La rata qua è finita un paio di anni e mezzo! … perché quanti sono … la rata …. La rata sono centottantacinque (centottantacinquemila euro, ndr) euro a cinquemila (5000) euro?
 Stefano: Centottantacinque diviso cinque!
MOLLICA Domenico: Sono altri trentasette (37) mesi!
 Stefano: Sono tre anni! Trentasette (37) mesi? Sono tre anni!
MOLLICA Domenico: Sono tre anni … però … però con questo discorso qua che io gli ho detto a lui … questo si può fare pure prima di dire … a lui … una volta che tu questo … lo vuoi fare come si deve. Cioè che vuoi togliere mano (espressione dialettale per significare: ti vuoi togliere da mezzo!, ndr)!Allora qua si può fare pure una cosa che tu dice: io quanto vi devi dare? Centottantacinque? … io sto … inc. … come posso chiudere? Allora qua mi tieni in gioco a me che io … inc. … parlo … purtroppo ci sta … “signori cari, questo se lo sta togliendo il ristorante!. Ha tolto un debito suo, c’è il debito di quest’altra “lota”, centocinquantam… si può chiudere? … cioè …”
 Stefano: E chi ce li dà questi centocinquanta (centocinquantamila euro, ndr) a questo?
MOLLICA Domenico: Lui dico, si prende l’impegno sempre lui!
O Stefano: Eh!
MOLLICA Domenico: … dico vai a risparmiare perché se si fa un prestito Antonio, di centomila (100000) euro che lo può fare! Tu vai a pagare ottocento (800) euro al mese invece di cinque (cinquemila euro, ndr) … hai capito che gli voglio mettere in testa? Perché tu lo puoi fare un prestito di centomila (100000) euro, signori cari qua quanto vi devo dare: centoottantacinque, dovreste aspettare tre anni …
Stefano: Tre anni!
MOLLICA Domenico: … stanno centomila (100000) euro … subito! Quello dice: cala … inc. … ragazzo … basta! Allora tu … tu Antonio ti togli a questo da dosso e sono tanti cinquemila (5000) euro al mese!
 Stefano: Eh!
MOLLICA Domenico: Cominciano ad entrare! Allora se tu … allora se tu ce lo levi da dosso a noi questo cinquemila e ci dici: ragazzi io vi sto dando il ristorante che è mio. Ci sono i sacrificio di papà di Gigi allora mi dovete pagare solo novemila e il fitto, non vogliamo niente, cominciamo ad allungare la salita e vediamo che succede! … allora tu Stefano il fitto lo devi far uscire da qua sopra … lavorando … da qua sopra … dipendenti
 Stefano: Senti un poco: quel locale incassa centomila (100000) euro al mese, te lo metto per iscritto!
MOLLICA Domenico: Si è? E che non lo sanno fare Stefano! … è però non ci possiamo … inc. … come hai detto tu, è fatto bene come hai detto tu! Poi il cinquemila … questo voglio parlar… Antonio che vuoi parlare, tu devi fare un debito di centomila (100000) euro, ti sei tolto il cinquemila (5000) euro al mese, poi che rimane solo il novemila … perché dice io non voglio niente, allora ci apriamo il ristorante solo io e Stefano e ti rispettiamo solo il novemila, rispecchiamo solo il novemila … il fitto sta nel ristorante che non c’è. Ti diamo solo il novemila della rata del ristorante per il momento. Ci dai tempo poi quando lo ammortiamo ci sediamo … perché il ristorante rimane sempre a te non è che è nostro! Ma nove e cinque sono quattordici o frate e dieci solo la sono venticinquemila euro, non possiamo partire con meno venticinque o frate! Come l’avete portato voi il ristorante …
 Stefano: Come apri la porta tieni già tieni mille euro al giorno di debiti!
MOLLICA Domenico: Di debiti!
Stefano: … la mattina …
MOLLICA Domenico: Apri e … il debito … già devi fare il mille euro per tieni mille euro per il debito loro … facci salire prima il ristorante un poco … ma poi … io voglio fare in un’altra maniera, dacci il ristorante … fai come dice Stefano sei mesi.
 Stefano: Eh!
MOLLICA Domenico: … dacci il tempo che noi saliamo, facci arrivare in estate poi ci sediamo, tu che vuoi fare, te ne vuoi andare, questo debito ce lo accolliamo noi! … tutto a posto, cosa devi avere ics … e poi ci sediamo …
Stefano: Okay.
MOLLICA Domenico: … perché lo devi prima far salire il ristorante … perché l’hanno ucciso il ristorante!
 Stefano: Noi per esempio, io già ci ho pensato … ventiquattro (24), venticinque (25), ventisei (26), trentuno (31), uno (1), tutti i giorni aperti! In dieci giorni …
MOLLICA Domenico: No là non devi chiudere proprio!
 Stefano: In dieci giorni di Natale …

 Renato Pagano

 2. continua

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