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I violentatori della penisola sorrentina avevano cancellato le tracce dai telefoni


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Volevano cancellare le tracce delle loro conversazioni via chat dai telefoni. Due degli ‘orchi’ dell’hotel Alimuri di meta (estraneo alla vicenda) in carcere insieme con altri tre complici per aver stuprato in gruppo una turista inglese avevano cancellato da remoto (i loro due dispositivi già erano stati sequestrati ed erano in mano dei consulenti informatici della Procura) le conversazioni. Entrambi avevano uno smartphone IPhone che consente questa funzione al proprietario del dispositivo. Non è solo questo l’unico motivo per il quale il gip Emma Aufieri del Tribunale di Torre Annunziata ritiene che i cinque debbano restare in carcere. Perché vi è il pericolo di inquinamento delle prove oltre alla reiterazione del reato visto le loro attitudini. “Fratè mi so fatto una milf ultimamente ‘ ..  sempre a tavolone”. Questa frase estrapolata dal telefono di Regio insieme ad altre del tipo: ” ci slamo fatti una nonnina 40-50 anni’ .. “fratè era nu patanano incredibile” ” Danie quello che o visto ieri non l’avevo mai visto in vita mia”, è la chiara dimostrazione di come il gruppo abbia compiuto altri atti sessuali di gruppo nei confronti di altre donne.

Intanto è partita in Costiera sorrentina la raccolta delle firma per costituirsi parte civile contro i cinque arrestati con l’accusa di stupro nei confronti della turista inglese. Bisognera’ scrivere “Aderisco”, poi nome e cognome, la citta’ dove si vive e l’invio on line all’indirizzo. bastaviolenzasulledonne.studiococcia@hotmail.com. Possono aderire non solo le donne che vorranno, ma tutti i cittadini, secondo quanto spiegano i promotori. Elena Coccia, avvocato con all’attivo numerose cause in difesa delle donne, prestera’ la sua competenza e lavoro. Un’azione che si sta diffondendo e sta raccogliendo molte adesioni, anche fuori dalla Campania, e in particolare in Sardegna e altre regioni d’Italia. Al momento hanno aderito le associazioni: “Sfumature in Equilibrio”, il gruppo facebook “Penisola Sicura” il Collettivo Studentesco Penisola Sorrentina, l’Arcigay di Napoli, il sindacato dei lavoratori Cub e, dalla Sardegna, l’associazione “Onda Rosa” di Luisanna Porcu. Per domenica 27 maggio, alle ore 19, e’ stato fissato il flash mob a Sorrento curato dal gruppo Facebook “Penisola Sicura”. Riunione sul Corso Italia nei pressi della Cattedrale di Sorrento. Parteciperanno persone da tutti i sei paesi della Costiera. “Perche’ dobbiamo far capire che siamo indignati moralmente da queste azioni che non si possono giustificare in alcun modo”, fa sapere per il gruppo Nino Lauro. 


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