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Clan Zagaria: domani in Romania si decide per l’estradizione di Nicola Inquieto


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L’uomo-cassaforte del boss Michele Zagaria resta per il momento ancora a Pitesti in Romania dove è stato arrestato il mese scorso. La Corte d’Appello di Pitesti infatti ha fatto slittare a domani la decisione sulla consegna temporanea di Nicola Inquieto all’Italia. Ma nel frattempo la pubblica accusa ha fatto segnare un punto a proprio favore perché
la X sezione del tribunale della Libertà ha ritenuto dunque valido il quadro accusatorio accolto dal gip di Napoli e raccolto dalla Dda, nella persona del sostituto procuratore Alessandro D’Alessio. Questo perché nell’immediatezza, qualora non si arriverà alla consegna definitiva dell’indagato alle autorità del nostro Paese, concederà alla Dda di Napoli di interrogare Nicola Inquieto.
Il 12 aprile, è scattata l’operazione Transilvania: Nicola Inquieto è stato arrestato dalla Dia a Pitesti, suo fratello Giuseppe ad Aversa. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Nando Trasacco, è stato scarcerato due settimane dopo dal Riesame. I due sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso. Per l’accusa è Michele Zagaria il vero proprietario dell’intero patrimonio immobiliare che Inquieto possiede in Romania. Si tratta di cantieri edili e di 400 case in costruzione, di un super complesso di benessere inaugurato pochi mesi fa alla presenza delle autorità locali e definito il più grande della regione, e di due aziende che da anni regnano nel settore dell’edilizia residenziale. È tutto finito sotto sequestro. Ma tutto, ordinanza di custodia cautelare inclusa, potrebbe essere vanificato dal braccio di ferro per l’estradizione. Domani la Corte d’Appello che ha scarcerato Inquieto la settimana scorsa dovrà decidere se consegnarlo momentaneamente alle autorità italiane. I suoi avvocati, Giuseppe Stellato e Nicola Marino, sono pronti a dare battaglia: si opporranno. E comunque se anche la Corte dovesse decidere per il sì, dopo l’interrogatorio in Procura a Napoli , l’indagato dovrà tornare in Romania per pagare il suo debito con la giustizia, inerente un’accusa di truffa per un parco eolico realizzato da due imprenditori di Casal di Principe residenti in Emilia Romagna, una condanna a quattro mesi per aver picchiato un uomo anni fa, e un’indagine che riguarda uno dei suoi cantieri dove morì, ad agosto, un operaio 24enne che precipitò da una gru difettosa.


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