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Clan Mariano, chiesti oltre 150 anni di carcere: c’è anche un primario del Monaldi che avrebbe favorito il boss

Oltre un secolo e mezzo di carcere è la richiesta del pm Celeste Carrano per i 26 imputati del processo agli affiliati al clan Mariano che hanno scelto il rito ordinario. Le richieste più pesanti sono per Massimo Gallo (24 anni di carcere) boss e trafficante di droga e armi di Caivano legato anche ai Sibillo di Forcella e poi ci sono i 15 anni di carcere per Mario Savio o’ bellillo protagonista del palcoscenico al Teatro Parioli del Maurizio Costanzo Show presentandosi come boss redento e simbolo dell’anticamorra e che nell’ultima inchiesta della Dda figura come uno dei presunti esattori al soldo del clan Mariano ai Quartieri Spagnoli. Mentre la richiesta, nei confronti di Arcangelo e Raffaele Trongone, inseriti dagli inquirenti fra gli esponenti di spicco della mala del centro storico, è stata rispettivamente a 14 anni e a 14 anni e sei mesi di carcere. Chiesta anche la condanna a 12 anni  per Antonio Cammarota (uomo di fiducia del boss pentito Marco Mariano),  e ancora, 12 anni per Ciro Gallo e otto anni per Carmine Fulgiero. Pene meno severe, che oscillano tra i quattro anni e l’anno e mezzo di reclusione, sono state infine chieste per imputati, tra insospettabili e gregari, che avrebbero avuto un ruolo più marginale negli affari illeciti del clan.Il processo si svolge dinanzi ai giudici della terza sezione del Tribunale (presidente Carlo Spagna). Il pm ha chiesto anche la condanna per il professor Luigi Ussano, primario di Medicina generale del Mondali: tre anni è la richiesta di condanna proposta dal pm. Ussano è finito nell’inchiesta perché nel suo reparto fu ricoverato, ad aprile 2010, Marco Mariano, l’ex boss all’epoca destinato alla casa di lavoro di Sulmona. Per il pm, Mariano si sarebbe attivato per ottenere un ricovero per una patologia cardiologica. Il professor Ussano si è sempre difeso sostenendo di aver trattato quel paziente come gli altri, senza alcun favoritismo.