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Camorra, omicidio Montanino-Salierno: assolti i fratelli Abbinante. LA SENTENZA COMPLETA


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Come previsto i giudici della seconda Corte di Assise di Appello di Napoli (presidente Patrizia Mirra) ha assolto i fratelli Guido e Antonio Abbinante, boss della Scissione della prima ora dal clan Di Lauro e accusati di esser tra i mandanti del duplice omicidio di Fulvio Montanino, braccio destro del boss Cosimo Di Lauro, e Claudio Salierno avvenuto il 28 ottobre del 2004 e al quale storicamente fino a qualche mese  fa si è sempre fatto riferimento per dare una data di inizio alla spietata  guerra di camorra. Trenta anni di carcere invece sono stati inflitti ad Arcangelo Abete, Gennaro Marino, Angelo marino, Enzo Notturno, Francesco Barone, Rito Calzone, Antonio Della Corte, Angelo Marino, Ciro Mauriello, Enzo Notturno, Carmine e Cesare Pagano. Ventuno anni di carcere invece sono stati inflitti a Francesco barone, Rito Calzone e Roberto Manganiello, il pentito Gennaro Notturno o’ sarracino è stato invece condannato a18 anni di carcere con il riconoscimento delle attenuanti per il suo status di collaboratore di giustizia. E infine 11 anni e 6 mesi di carcere per Ferdinando Emolo. Si chiude con un clamoroso ribaltamento rispetto alle condanne all’ergastolo comminate in primo grado a tutti il processo che ha visto tutti (tranne i due fratelli Abbinante) ammettere le proprie responsabilità cosa questa che ha influito sulla decisione dei giudici di ridurre le pene. E’ stata invece premiata fino in fondo la strategia difensiva dergli avvocati Dario Vannetiello e Romolo Vignola ( per Guido Abbinante) e Giovanni Esposito Fariello e Carmela Esposito  (per Abbinante Antonio). Ora bisognerà attendere i 60 giorni per la pubblicazione delle motivazioni della sentenza.

Un impulso importante alle indagini  e al processo è stato dato dall’ultimo pentito “importante” in ordine di tempo, ovvero Gennaro Notturno o’ sarracino che ha raccontato: “Volevamo mandare un messaggio a Cosimo Di Lauro, fargli capire che eravamo pronti a tutto se non ci dava i soldi che ci spettavano, ma lui non capì o finse di non capire. E così ci fu poi il duplice omicidio a Scampia al quale ho partecipato direttamente”.

(nella foto da sinistra in alto Cesare Pagano, Antonio Abbinante, Guido Abbinante, Arcangelo Abete, Gennaro Notturno, in seconda fila da sinistra Carmine Pagano, Ciro Mauriello, Francesco Barone, Antonio Della Corte e Roberto Manganiello)

 


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