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Camorra, Nicola Inquieto, ‘la cassaforte’ del boss Zagaria in Polonia pronto per l’estradizione in Italia

Nicola Inquieto, l’uomo cassaforte del boss Michele Zagaria dovrebbe arruivare in Italia ad inizio della prossima settimana. Ieri il 43enne imprenditore di Aversa è stato nuovamente fermato dalla polizia di Pitesti in Polonia. Il tempo di mettere a punto tutti gli incartamenti per l’estradizione temporanea, così come chiesto dalla Dda di Napoli, e sarà messo su un area insieme con la polizia napoletana e riportato in Italia.I giudici rumeni hanno emesso una misura cautelare in ragione del mandato di cattura europeo. Dal momento in cui sarà in Italia, la Dda avrà 120 giorni per interrogare Inquieto e perfezionare la richiesta di estradizione.Inquieto è stato infatti scarcerato dalle autorità rumene dieci giorni fa perché nel momento in cui la Dia lo ha arrestato e ha messo sotto sequestro il patrimonio milionario di cui dispone in Romania, sono saltati fuori numerosi conti in sospeso che l’imprenditore avrebbe con la giustizia rumena. Vale a dire una condanna con pena sospesa di quattro mesi per un’aggressione, ma ci sarebbe anche  un’indagine per corruzione insieme all’attuale primo cittadino di Pitesti, che all’epoca delle contestazioni era vicesindaco. Secondo le accuse, l’imprenditore pagò delle tangenti per ottenere l’abbattimento dei costi fiscali dovuti dalle sue imprese al Comune per alla realizzazione di uno dei complessi residenziali che sta costruendo a Pitesti. E infine l’inchiesta per omicidio colposo per la morte di Marius Vasile, un operaio 24enne che nell’agosto scorso è precipitato da una gru difettosa in un cantiere del gruppo Inquieto. Tra i numerosi racconti inediti dei rapporti tra Michele zagaria e Nicola Inquieto che sono contenuti nell’ordinanza cautelare firmata il mese scorso dal gip federica Colucci c’è quello di Generoso Restina datato 22 gennaio 2016: “…Un altro fratello INQUIETO si chiama NICOLA che io non conosco personalmente ma che so trovarsi in Romania ove so che gestisce un ‘impresa edile grazie ai finanziamenti di ZAGARIA Michele. Questa è una notizia che mi consta personalmente per averla appresa direttamente da ZAGARIA Michele ed a titolo esemplificativo, per spiegarvi le ragioni per cui lui me ne parlava, vi racconto questo episodio. Il mio padrino di nozze, di nome CARBONE Ermenegildo, nel 2005-06, abitava a Roma ed in occasione di una visita ai suoi genitori mi venne a trovare a casa mia e mi disse che si stava occupando di un affare legato al settore della finanza con la società “FINABO “. In pratica questo affare consisteva in ciò: la società quando riceveva dei risparmi da parte dei consumatori rilasciava già a titolo di interessi una cospicua somma impegnandosi a restituire, poi, il capitale entro un anno. Per farvi comprendere, egli mi diceva che se gli avessi consegnato un milione di euro lui mi avrebbe dato subito 360 mila euro e nel giro di un anno mi avrebbe restituito, poi, il capitale di un milione di euro. Siccome sapevo che avevo iniziato a frequentare alcuni imprenditori di Casapesenna, tra cui PICCOLO Antonio, mi chiese di procurargli dei clienti che fossero specificamente interessati ad investire in questo modo. Io ne parlai con ZAGARIA Michele. CARBONE Ermenegildo non sapeva, ovviamente, del mio rapporto con ZAGARIA Michele. ZAGARIA Michele mi disse testualmente:” ok! Sono disposto a darti anche un milione di euro, e sono disposto a lasciarti i 360 mila euro che questo CARMINE ti avrebbe dato, ma tu mi devi garantire che, poi, CARBONE mi restituirà entro un anno il milione di euro”. In questo modo chiaramente mi vincolò alle mie responsabilità e mi disse che preferiva darli ad INQUIETO Nicola che attraverso gli investimenti edili che quest’ultimi faceva in Romania, riusciva a monetizzare molto di più. Dopo questo episodio, ZAGARIA Michele mi ha parlato di INQUIETO Nicola negli stessi termini ragion per cui posso affermare con certezza che INQUIETO Nicola fosse un imprenditore di ZAGARIA Michele per quando da lui dettomi direttamente…”.

 Rosaria Federico