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Benevento, Spitaletta si difende: ‘Non c’entro con la rapina ne con l’omicidio di Improta’


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Si difende Paolo Spitaletta, il pregiudicato di 49anni di Tocco Claudio in provincia di Benevento. E’ in carcere da due giorni perchè accusato di essere l’autore di una rapina insieme ad un complice, ai danni di una coppia di anziani. Colpo conclusosi tragicamente con la morte di Giovanni Parente di 83 anni. Ma il pregiudicato sannita che sul suo profilo facebook alla voce “ha studiato presso”, ha scritto: Secondigliano regna” si difende da un’altra accusa ancora più pesante ovvero quella di aver ucciso e poi distrutto il corpo incendiando l’auto del suo amico e complice il 27enne Valentino Improta di Montesarchio. Ieri è arrivata la conferma dal Dna che i resti nella Fiat Grande Punto carbonizzata ritrovata nelle scorse settimane sl Monte Taburno appartengono proprio a Improta. Ieri Spitaletta è stato ascoltato e interrogato per rogatoria dal Gip del Tribunale di Napoli Luca Della Ragione, nel carcere di Secondigliano, dove è detenuto, su richiesta del Gip Maria Ilaria Romano, che è il magistrato beneventano che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. All’interrogatorio era presente anche il difensore Vincenza Falco. “Non ho commesso la rapina agli anziani. Quella sera ho incontrato Valentino Improta per l’acquisto di un tagliaerba e ci siamo visti in un orario diverso da quello in cui è avvenuta la rapina”. ma gli investigatori sono convinti che lui e Improta siano gli autori della rapina avendo trovato le tracce e tra l’altro hanno nelle loro mani la testimonianza di un familiare di Improta che  poco dopo la rapina avvenuta nella casa dei due anziani, aveva soccorso Improta e Spitaletta, che con l’auto di quest’ultimo una Alfa 147, erano rimasti impantanati. L’indagato ha confermato la circostanza ma ha spiegato che sarebbe avvenuto non pochi minuti dopo la rapina agli anziani come gli viene contestato dagli inquirenti. Nelle mani degli inquirenti ci sono anche anche i messaggi, i tabulati telefonici che confermano lo stretto rapporto tra i due ma anche le testimonianze di chi li avrebbe visto litigare. Improta, preoccupato per le indagini, incontrò il complice per informarlo di aver ricevuto un avviso di garanzia per la rapina e per l’omicidio. In quell’incontro aveva sostenuto di aver bisogno di denaro non solo per le spese legali. E lo aveva anche minacciato che se non avesse ricevuto quanto richiesto, lo avrebbe fatto arrestare come suo complice. L’avvocato Vincenza Falco, al termine dell’interrogatorio, ha deciso di presentare ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli.


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