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Estorsioni a Calvizzano condannati il boss Raffaele Orlando ‘Papele’ e altri due


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Calvizzano. Ventionove anni di carcere per i tre esponenti del clan Orlando accusati di una serie di estorsioni sono stati inflitti gip Paola Piccirillo  nel processo che si è svolto con il rito abbreviato e che rappresenta un troncone dell’inchiesta più vasta che lo scorso anno portò in carcere dieci persona oltre agli arresti domiciliari di Chiara Catuogno moglie del ras detenuto Antonio Napolano detto o’ mostro. Sono stati condannati Castrese Carbone (12 anni),considerato il reggente per conto del clan Orlando nel comune di Calvizzano nonché nipote da parte di madre del ras del clan Polverino, Luigi Esposito detto celeste, Raffaele Orlando (9 anni), meglio noto come “Papele”, fratello del latitante e capoclan Antonio Orlando, Mario Sarappo (8 anni), punto di riferimento nel territorio di Quarto. Il filone di inchiesta era quello relativo alle estorsioni compiute nel comune di Calvizzano. Nell’inchiesta è rimasto coinvolto anche Antonio Di Rosa, ex vicesindaco di Calvizzano, e consigliere comunale di maggioranza. Secondo le accuse della Dda il politico e imprenditore Antonio Di Rosa viene chiamato in causa più volte dal boss di Calvizzano, Castrese Carbone e da Mario Sarappo  suo referente per il clan Orlando.  Si parlava del piano regolatore del com comune di Calvizzano, sciolto nelle scorso settimane per infiltrazioni camorristiche.

 (nella foto da sinistra Raffaele Orlando Papele, Castrese Carbone, Mario Sarappo)


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