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Camorra, la faida del rione Sanità: 10 morti, 15 feriti e decine di stese negli ultimi tre anni


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Dieci morti,  tra cui l’innocente Genny Cesarano, una quindicina di ferimenti, decine e  decine di stese di camorra: sono i numeri impressionanti della guerra tra i clan che si combatte al rione sanità dal 2015 ad oggi. Una guerra che ha visto come protagonisti varie famiglie criminali che viene raccontata e ricostruita in alcuni suoi episodi inediti nelle 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che il mese scorso ha portato in carcere il boss Patrizio Vastarella e gran parte della sua sua famiglia. Con l’uscita di scena negli ultimi anni prima del clan Torino, poi dei Lo Russo e poi la “cacciata” del gruppetto di Walter Mallo e dei “Barbudos” ovvero i Genidoni-Esposito-Spina sono rimasti in cinque a contendersi gli affari illeciti del rione. da una parte i Sequino-Savarese e dall’altra i Vastarella-Mauro-Tolomelli. I pentiti e in maniera particolare Rosario De Stefano, che nel corso degli anni è transitato in tre famiglie criminali che controllavano il rione Sanità, e il lavoro degli investigatori hanno consentito di ricostruire molti degli episodi delittuosi. In meno di tre anni, come ricorda Il Roma si sono combattute tre guerre. La prima ha visto contrapposti gli Esposito (di Pietro detto “Pierino”)-Genidoni-Spina ai Sequino e ai Vastarella, allora alleati; la seconda, più sotterranea, ha visto di fronte i Lo Russo agli Esposito; la terza, tuttora in corso anche se con qualche segnale di tregua, tra i Vastarella-Mauro-Tolomelli e i Sequino-Savarese. I fatti già risolti (almeno in primo grado) sono l’omicidio di Gennaro Cesarano detto “Genny”, 17enne innocente, vittima della furia incontrollabile dei sicari partiti da Miano per una “stesa”; l’agguato mortale a Pietro Esposito, con il ferimento casuale di un operaio estraneo alla camorra, sempre ad opera dei Lo Russo con dei “basisti” della Sanità; il duplice omicidio e triplice ferimento nel circoletto frequentato dai Vastarella alle Fontanelle. Ma molti altri fatti di sangue sono stati ricostruiti dagli investigatori.
Il 12 dicembre 2015 fu ferito da più colpi d’arma da fuoco Salvatore Amabile; il 30 marzo 2016 fu gambizzato in via San Severo a Capodimonte Alfonso Ferriero detto “Alfonso scigniella”; il 31 agosto 2016 morì Vittorio Vastarello, centrato da diversi proiettili all’interno di un cortile di via San Vincenzo. Era il figlio di Raffaele, fratello a sua volta di Patrizio. Il 22 ottobre 2016 fu la volta di Giovanni Sequino (incensurato ma stretto congiunto dei capiclan di via santa Maria Antesaecula). Il 7 novembre 2016 ai Colli Aminei fu ucciso Antonio Bottone e ferito Daniele Pandolfi, entrambi legati ai Vastarella. Mentre tra gennaio e febbraio 2907 si verificarono due “gambizzazioni”: prima di danni di Pasquale Agnellino (ritenuto vicino ai Sequino) e poi ad Alessandro Pinto, anch’egli considerato legato ad ambienti dei Sequino.
Infine il 25 maggio a Giugliano sono stati ammazzati Vincenzo Staterini fratello di Dora, moglie del ras Patrizio Vastarella) e il figlio Emanuele. E infime  i ferimenti di Francesco Comune e del figlio Antonio, titolari di un garage di via San Vincenzo alla Sanità per il mancato pagamento del pizzo.


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