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Camorra, il pentito Accurso: ‘Facemmo un accordo con gli Amato-Pagano per eliminare i privati dalla vendita della droga’


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La storia dei tormentati rapporti criminali tra il clan della Vinella Grassi e gli Amato-Pagano e ricca di storie di tradimenti e doppio giochisti. Ma dietro questo rapporto di odio-amore c’è sempre stato il business che ha fatto andare avanti il rapporto nonostante i morti da una parte  dell’altra. Antonio Accurso, detto o’ puorc, colui che tra il 2011 e il 2014 è stato il reggente e il cassiere del clan ha chiarito agli investigatori come  si è sviluppato in quegli anni il rapporto per il traffico di droga, specificando nomi, ruoli e competenze. le sue lunghissime deposizioni sono agli atti dell’ordinanza di custodia cautelare che lo scorso anno aveva colpito la donna boss zia Rosaria Pagano e una dozzina di affiliati, tutti poi scarcerati (tranne la Pagano che è in carcere per altri reati) la scorsa settimana per decorrenza dei termini.

Ha raccontato Accurso: “…nel periodo compreso tra il 2012 e il febbraio 2014 noi della VINELLA abbiamo chiuso un accordo con RICCIO Mario, ai fìni della faida. Questo accordo prevedeva che a loro andavano Melito e Mugnano ed il 50% dei PUFFI a noi sarebbe andato tutto Secondigliano, Scampia, S. Pietro e Casavatore, per tutte le attività illecite.
L’accordo sulla cocaina prevedeva che il Riccio dava a noi la cocaina che poi vendevamo ai vari sottogruppi, Lotto G-Marino-Leonardi-Perrone, qualcosa al figlio di Zio PAOLO, GERVASIO Giuseppe.
Il RICCIO la dava a noi, generalmente, a 40 mila euro e noi la vendevamo a 42/43; poi quando sono stato definitivamente scarcerato a maggio del 2013 (sono stato arrestato nel maggio 2010, poi sono andato agli arresti domiciliari il primo marzo del 2011, poi definitivamente scarcerato a maggio del 2013 poiché vi era concorrenza, nel senso che sul mercato operavano dei privati i quali riuscivano a vendere la cocaina ad un prezzo base più basso, nel senso non essendo un clan non avevano spese, tipo i carcerati.
Infatti, quando sono stato fermato con persone del clan LO RUSSO, ossia POMPEO Tonino e CALABRESE, con me vi erano anche CICCIARIELLO, TONINO O’ CHIATTONE , l ‘oggetto dell’incontro era proprio questo, ossia eliminare i privati… io sapevo che tra questi privati che ci facevano concorrenza vi era BOTT IN FACCIA, della 167, io conosco solo il figlio, perché poi dirò ha partecipato al! ‘incontro di chiarimento sulla questione.
Il fratello della PACCHIANA, detto TOTORE IL PAZZO, ossia i DEL RE
Vi era poi una società costituita da IL FIORAIO, che non ho mai visto, il CAMMELLO che è morto, e il nipote di CHIAPPELLONE, tale GIUSEPPE che non era affiliato al clan LEONARDI
mi sembra che questo GIUSEPPE sia il genero del FIORAIO. Anche GIUSEPPE non l’ho mai visto.
Maruozzo Carlo, provò ad avere un incontro con i privati che ci facevano concorrenza, anzi lo ha avuto ed ha convinto alcuni di loro, tipo BOTTA IN FACCIA di lavorare con noi.
Nel senso che i privati compravano solo da noi la cocaina, al prezzo da noi imposto e poi loro la potevano vendere.
Del resto quando sono uscito dal carcere nel 2013 le condizioni di vendita erano d1ffìcili, infatti se prima con un carico di 1 O kg. guadagnavamo 50-60 mila euro, dopo il guadagno si era ridotto a 10 mila euro, sia per noi ma anche per i LO RUSSO.
Il fratello della PACCHIANA chiamato all’incontro disse il falso ossia che non aveva cocaina, noi ci-saremmo dovuti vendicare ma abbiamo avuto problemi, tra i quali la vicenda dell’omicidio Matuozzo.
Per la questione del nipote GIUSEPPE, parlammo con GIOVANNI figlio di ANTONIO, per rispetto a loro volemmo che fosse uno della famiglia a risolvere la questione, per cui credo che da quel momento era GIOVANNI che dava la cocaina al cugino GIUSEPPE.
Comunque dopo la mia scarcerazione ho convinto MARIANO ad abbassare di 1 punto il prezzo della cocaina da 40 mila a 39 mila, e noi la vendevamo a 42 mila.
Per come mi chiede i rapporti della cocaina io li ho gestiti con ANTONIO IL CHIATTONE che veniva spesso accompagnato da CICCIARIELLO.
Li saprei riconoscere entrambi. Io ho visto Cicciariello e Antonio il chiattone insieme sino a Natale del 2013. I pagamenti venivano materialmente eseguiti dal! ‘affiliato alla VINELLA CORCIONE Giuseppe, CICCIO il chiattone, che per pagare prendeva contatti con tale FRANCUCCIO, che saprei riconoscere, la consegna veniva fatta o a Mugnano o a Villaricca, al conteggio vi erano talora ANTONIO il chiattone, EGIDIO o lo stesso FRANCUCCIO, tutti affiliati del RICCIO….”.

Renato Pagano

 1. continua

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