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Camorra, confermate le condanne a D’Alessandro junior e ad Antonio Elefante


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Confermate dalla Corte di Appello di Napoli le condanne per due boss del clan D’Alessandro di Castellammare. Si tratta di Luigi D’Alessandro junior, secondogenito del defunto padrino Michele, che è stato condannato a 10 anni di carcere con l’esclusione del ruolo di promotore del-l’associazione; e Antonio Elefante, alias “muzzarella”, condannato a 12 anni, in continuazione con la sentenza di “Sigfrido 1”. I due, già detenuti per altri reati, sono comunque considerati dagli investigatori tra i presunti capi del clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. I due condannati erano gli unici ad aver scelto il processo con il rito abbreviato. I difensori, Francesco Romano e Gennaro Somma, hanno già annunciato ricorso in Cassazione.Se si avvia a conclusione, a meno di ulteriori colpi di scena in Cassazione, la fase processuale per i due, il processo principale “Sigfrido” continua ad andare avanti dal lontano 1999. Il processo ora ripartirà nel mese di ottobre dopo l’annullamento da parte della Cassazione del processo che avrebbe dovuto svolgersi al Tribunale di Napoli invece che a Torre Annunziata. In aula ci saranno Michele Abbruzzese, detto ‘o pacariello, cugino del defunto boss Michele D’Alessandro, e poi Francesco d’Assisi Apadula (’o musso), Ciro Castellano “cirillino” (oggi a Bucarest dove gestisce alcuni locali insieme al fratello), Pasquale D’Alessandro, l’altro figlio del boss, Antonio Esposito Sansone, Giovanni Lucarelli detto bracio-la, Nicola Martinelli, Ernesto Mas, Antonio Rossetti ’o guappone, Luigi Polito e Luigi Vitale ’o mariuolo, Raffaele Di Somma alias ‘o ninnillo che creò l’ormai disciolto clan dei falsi pentiti insieme con Ernesto Maresca o’ guaglione, Alfonso Sicignano detto diabolik, Ciro Avella.

 


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