Il pentito: ‘Cicciariello ha ucciso anche Mirko Romano, lo studente diventato killer degli Amato-Pagano, e poi o’ Cinese e Antonio Ruggiero’


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Mirko Romano, l’ex studente modello della Napoli bene diventato killer di camorra e poi assassinato durante la terza faida di Scampia fu ucciso dai suoi stessi amici. E precisamente da Francesco Paolo Russo detto Cicciariello, originario di Pompei ma da anni trasferitosi a Secondigliano e diventato uomo di fiducia degli Scissionisti. Lo aveva rivelato ai magistrati già da qualche anno l’ex reggente della Vanella Grassi, poi diventato pentito Umberto Accurso, o’ puorco. Stralci delle sue confessioni sono contenute nelle 80 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che l’aktro giorno ha colpito otto esponenti degli Amato Pagano tra cui lo stesso Cicciariello in qualità di responsabili del duplice omicidio avvenuto nel febbraio del 2014 nel centro estetico di Arzano in cui furono uccisi il boss locale Ciro Casone, uomo dei Moccia e Vincenzo Ferrante. ha raccontato Antonio accurso: “…Voglio aggiungere che CICCIARIELLO mi ha detto di aver ucciso il CINESE a BARRA, ROMANO Mirco, duplice omicidio al centro estetico ad ARZANO.
Nell’occasione il CICCIARIELLO mi disse che lui NAPOLEONE e il GEMELLO si erano presi Arzano per le estorsioni e la vendita di erba, non fece nell’occasione (riferimento) a ZIA ROSARIA. Proprio in riferimento a questo fatto Cicciariello mi disse di essere l’autore del duplice omicidio, io, allora, gli dissi che nell’azione avevano ucciso un bravo ragazzo, al che Cicciariello mi rispose che non poteva saperlo, e che era andato di mezzo perché era accanto al referente delle estorsioni ad Arzano per conto clan, credo i MOCCIA. Devo dire che la vicenda delle estorsioni ad Arzano era stata oggetto di discussione con i Ferone, in quanto il genero di FERONE Ernesto lavorava con il referente del vecchio clan ucciso ed aveva la lista degli estorti. Cicciariello e i suoi compagni volevano la lista, ecco perchè io ho organizzato incontri con il gruppo Ferone, al termine dei quali vi è stata la consegna dell’elenco, chiarendo che il genero di Ernesto non entrava nulla in questa storia e, quindi, non andava toccato. La consegna della lista è avvenuta alla VINELLA presenti: io, mio fratello UMBERTO, Totore di Casavatore e Cicciariello. Totore consegnò la lista a Cicciariello…il genero di Ernestino lasciò Arzano e andò dai parenti a Casavatore….”.Sempre a proposito degli omicidi compiuti da Cicciariello, il pentito Accurso in un berbale successivo è ancora più preciso: …Io venni scarcerato nel marzo del 2011 andando agli arresti domiciliari a Scauri Minturno sino al maggio del 2013. Gli eventi di cui sono a conoscenza sono frutto di confidenze di altri soggetti.

Russo Francesco Paolo, detto Cicciriello mi ha confidato di aver commesso altri omicidi tra cui quello di ROMANO Mirko, due persone di Arzano,uno dei quali,il più anziano, era il referente per le estorsioni su Arzano, attività per la quale si faceva aiutare da un parente dei FERONE, il genero di Ernestino;. Il suo omicidio  venne deciso da Renato Napoleone  poiché Mariano Ricco era già detenuto. Questo omicidio era funzionale alla conquista di Arzano da parte del nuovo gruppo Amato, cosa che è avvenuta in quel periodo. Il nuovo gruppo formatosinel 2014 era capeggiato proprio da Napoleone Renato, Russo Francesco Paolo e o’ Gemello. L’altra persona uccisa scambiata per un guardaspalle era estraneo e Cicciariello si giustificò con me di averlo visto vicino all’obiettivo e di non sapere che non c’entrava per nulla Un ulteriore omicidio che CICCIARIELLO mi ha confidato è quello di RUGGIERO ANTONIO, una lupara bianca, di cui ho già riferito in precedente verbale”.

“Mirko Romano si esprime solo in perfetto italiano perché viene da una famiglia molto perbene. Non parla mai in napoletano, ovviamente capisce il dialetto, ma non lo usa mai. Forse non lo sa nemmeno parlare bene”. Era il 22 novembre 2012 quando Carmine Annunziata, allora neo pentito del clan Abete- Abbinante-Notturno-Aprea,  parlò di Romano e non poteva certo immaginare che dieci giorno dopo che lo studente universitario dell’Arenella innamoratosi improvvisamente della camorra, sarebbe stato assassinato nell’ambito della terza faida di Secondigliano e Scampia alla quale partecipava il suo clan di appartenenza. In quell’occasione il collaboratore di giustizia rivelò l’inedito particolare, confermato successivamente anche da altri ex affiliati agli “scissionisti”, che Romano non si esprimeva mai in dialetto. Una particolarità non da poco, se si pensa anche all’ambiente in cui si era trovato: si distingueva sempre rispetto ai compagni di malavita. Ecco, altri passaggi  che lo riguardavano:”…Mirko Romano era un uomo di fiducia e killer di “zio Mimì” Pagano, mentre non aveva un rapporto molto buono con Mario detto “Mariano” Riccio, e non si vedevano spesso dopo la collaborazione con la giustizia di Biagio Esposito. Io ho lavorato con Mirko sino a dopo Pasqua 2011. Una sera, poco prima di mezzanotte, Romano si presentò da me, dicendomi che era successa una cosa grave e che dovevamo fare la guerra a quelli dello Chalet Bakù, ossia i Notturno e quelli della “Vinella” e contro gli Abete-Abbinante e i Marino…Mirko Romano mi confidò un omicidio commesso da Mariano Riccio e da Francesco Attrice, ai danni di un certo “Sacchilotto. Per quanto riguarda omicidi commessi da Mirko, sono a conoscenza di due delitto che mi vennero confidati da lui stesso: uno è un duplice omicidio avvenuto nel rione Traiano; l’altro è quello di Francesco Feldi detto “’o Tufano”.

Antonio Esposito

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