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Camorra, le scritte sull’auto di Dora Lo Russo: un ‘ordine di sfratto’ da parte dei nemici. I RACCONTI DEI FRATELLI PENTITI


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E’ come se le fosse stato notificato un ordine di sfratto. Ma non tramite ufficiale giudiziario, bensì attraverso un messaggio preciso dei nuovi reggenti della camorra nel quartiere di Miano. Dora Lo Russo conosciuta nel quartiere come a’ chiattona, sorella degli ex boss pentiti Salvatore, Mario e Carlo (l’unico irriducibile è Giuseppe) fondatori del clan dei “Capitoni”, ha avuto l’altra mattina la sgradita sorpresa di trovare la sua sua Fiat 500L parcheggiata in via Caprera imbrattata con scritte illeggibili con bombolette spray gialle e rosse. La donna, incensurata e sposata con Angelo Marino, oltre ad essere la congiunta dei pentiti è anche la suocera di Salvatore Angelo Miraglia, noto narcotrafficante di cocaina da Panama insieme con Damiano Pecorelli cugino del famoso killer Oscar o’ malomm, e Ciro Taglialatela, un altro nipote (figlio della sorella Rosaria e del più noto Bruno Taglialatela) tutti e tre arrestati nel maxi blitz del novembre scorso con i reduci dei Lo Russo e i  Nappello che avrebbero preso il controllo dei traffici illeciti tra Miano, Mianella, Piscinola, Chiaiano e il rione don Guanella. Di Dora Lo Russo anche se risultata sempre estranea ai traffici illeciti della famiglia ne ha parlato a lungo il boss pentito Carlo Lo Russo come quando nel verbale del 12 luglio 2016 a proposito dei guadagni del clan spiegava:”…La piazza di spaccio del Rione San Gaetano dove abita mia sorella Dora gestita da Mario Aceto insieme alla madre Anna. Anche questa Piazza era da noi rifornita, di quantitativi oscillanti tra mezzo chilo ed un chilo al mese al prezzo di 50.000 euro. Inoltre, loro davano le mesate di 2000 euro al mese fisso alla moglie di Mario, Anna Di Biase e 1500 a mia nipote Loredana vedova di Mimmo Raffone”. Nel verbale datato 9 novembre del 2016 Carlo Lo Russo spiega i rapporti con il nipote acquisito Alessandro Miraglia:

“…Mi viene chiesto se anche mia suocera si sia prestata per mantenere soldi e mi viene ricordato che dalle intercettazioni a casa mia si comprende che è accaduto e dico che avete ragione, non me lo ricordavo è nell’occasione dei 100,000 euro che avevo avuto da Salvatore Miraglia e Damiano Pecorelli come quota sui loro traffici di droga. Mi chiedete di spiegare in dettaglio questo fatto e dico che coem ho già detto in altro verbale avevo pattuito con Salvatore Miraglia, genero di mia sorella Dora, e con Damiano Pecorelli che gli stessi mi pagassero una quota per i loro ingenti traffici di droga che facevano e che io consentivo loro di fare. Prima di Natale ci incontrammo nella casa del padre di Luigi Cutarelli, e ci accordammo per il pagamento in mio favore di 100.000 euro. Preciso che loro mi offrirono di pagarmi in parte in cocaina ma io preferii avere i soldi liquidi, oltre all’impegno da parte loro di mettersi a disposizione per le forniture a mio figlio Enzo ed a Mariano ad un prezzo di favore. Erano presenti a questo incontro anche Enzo e Mariano. Ci incontrammo di mattina e dissi a Salvatore di portare i 100,000 euro alla “gnora sua” cioè a mia sorella Dora. Nella stessa giornata questi soldi vennero portati a casa di mia sorella Dora nel Rione San Gaetano e dissi a mio figlio Enzo di fare andare mia moglie Anna a prenderli da mia sorella Dora nel pomeriggio. Tornato a casa in serata ebbi conferma da mia moglie che era andata a prendere i soldi da Dora e se ben ricordo mi ha detto che li aveva portati dalla madre , cioè nello scantinato dove vive mia suocera Grieco Annunziata..Voglio anche precisare per aiutarvi a capire i dialoghi che avete ascoltato a casa mia che ho sicuramente parlato a casa di Damiano Pecorelli e Salvatore Miraglia ma non facevo i loro nomi li chiamavo “barbetta”. A.d.r Salvatore non veniva a casa mia lo incontravo da mia sorella Dora , Damiano invece è venuto una sola volta a luglio…”.

Ma anche Mario Lo Russo parla del nipote acquisito Salvatore e della sorella Dora. Nel verbale del 21 marzo 2016 racconta:”…Quanto ai miei beni, dico subito che ho guadagnato 700.000 euro da Damiano Pecorelli e Salvatore Miraglia, genero di mia sorella Dora . La Masseria Cardone nella persona di Paolo Abbatiello si voleva prendere un grosso carico di droga da loro e loro si rivolsero a me per aiuto. Io tramite mio genero Ettore ho sistemato la cosa con i Licciardi e ne abbiamo tratto un guadagno di 700,000 euro che ho diviso con mio genero Ettore, ed ho dato qualcosa anche a Giulio, Mimmo Raffone, Lelle’ e Gigiotto….. Si deve comprendere che sia Damiano sia Salvatore pagavano a noi una tassa mensile di 5 o 10.000 euro, non ricordo con precisione ma piu’ 10 che 5. Pagavano questa somma mensile perché lavoravano da “privati” con la droga, facevano grossi traffici di cocaina da Panama. Questo accadeva già prima che io tornassi in libertà nel 2013 e quando sono stato scarcerato io sono subentrato in questa cosa. Loro pagavamo a noi mensilmente e noi consentivamo loro di fare questi grossi traffici in autonomia. Il denaro veniva prelevato da Lelle’ o Gigiotto . Voglio anche precisare per aiutarvi a capire i dialoghi che avete ascoltato a casa mia che ho sicuramente parlato a casa di Damiano Pecorelli e Salvatore Miraglia ma non facevo i loro nomi li chiamavo “barbetta”… Salvatore non veniva a casa mia lo incontravo da mia sorella Dora , Damiano invece è venuto una sola volta a luglio…’soldi assai’ li avrei dovuti avere a maggio e non ho fatto in tempo ad averli, erano i soldi che avrei dovuto avere da Salvatore Miraglia e Damiano Pecorelli per un grosso carico di droga…”.

 

 Renato Pagano

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