Camorra, il Riesame scagiona Potenza: ‘Non favorì Antonio Lo Russo’. IL RACCONTO DEI PENTITI


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I giudici della Dodicesima sezione del Tribunale del Riesame hanno ridimensionato le accuse di favoreggiamento alla camorra nei confronti dell’imprenditore napoletano Bruno Potenza. Il titolare di una serie di attività ristorative a Napoli era accusato di aver gestito per conto del  clan Lo Russo un tesoretto da 500mila. In particolare nei suoi confronti vi erano state le dichiarazioni del boss pentito Antonio Lo Russo, figlio di salvatore (capofamiglia dei Capitoni di Miano, grande amico di Potenza e il primo a collaborare con la giustizia alcuni anni fa). I giudici del riesame hanno accolto la tesi degli avvocati difensori Giuseppe De Gregorio e Sergio Cola annullando la misura per quanto concerne l’imputazione per favoreggiamento. Resta invece in piedi l’accusa di fittizia intestazione, e per questo cheBruno Potenza resta ai domiciliari. Misura detentiva questa invece caduta per l’altro indagato nella vicenda ovvero Maurizio Di Napoli. “Bruno Potenza era mio amico, quando fui arrestato pianse per me. Io gli diedi 500mila euro e gli chiesi di investirli”, aveva dichiarato ai pm dell’antimafia di Napoli, l’ultimo dei pentito della famiglia Lo Russo ovvero Antonio Lo Russo. Che aveva anche spiegato: …..Gino Forino mi ha convinto ad andare in Polonia, dove lui aveva un ufficio in società con Torre Pasquale che commerciava pelletteria, guanti in particolare . Abbiamo lasciato la macchina di Gino in garage vicino al ristorante di Mimi’ ed abbiamo preso il treno per la Polonia, cambiando a Colonia e Berlino. Siamo quindi arrivati a Poznan, la citta’ dove Gino aveva l’ufficio . I primi tempi sono rimasto a dormire nel suo ufficio che ha una stanza attrezzata per dormire. Poi
abbiamo fittato una casa nel centro tramite Justina, collaboratrice di Gino. Dopo qualche mese ho cambiato casa e ne ho presa un’altra piu’ in periferia sempre tramite Gino e Justina. Durante questo primo periodo ho incontrato diverse persone. Se ben ricordo quando stavo ancora nell’ufficio è venuto Patanella, poi è venuta mia moglie, Bruno Potenza, Ciro Taglialatela e Mario Dell’Aquila… mia moglie è venuta con mio figlio Salvatore , l’ha accompagnata  Giovanni Campaiola … Bruno Potenza è venuto nell’esatate del 2010 anche lui accompagnato da Giovanni Campaiola. Si è trattenuto qualche giorno da me nella prima casa che ho preso al centro di Poznan , siamo andati anche a giocare a tennis insieme ed abbiamo parlato di varie cose. Come ho già detto nel precedente verbale Bruno era già venuto a trovarmi quando stavo appoggiato nella casa messami a disposizione da Gigino Elite..omissis”. Ma di Bruno Potenza e dei rapporti con i “Capitoni” aveva parlato anche  Salvatore Lo Russo padre di Antonio: “Sono stato io a dare ai figli di Mario Potenza, Bruno e Salvatore, 600 mila euro in contanti. Loro me li avrebbero conservati e mi avrebbe dato ogni mese 5 mila euro che giravo a mia figlia Teresa come rendita personale…”.

 

 


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