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Camorra, il pentito: ‘Cepparulo chiese una pistola ai De Micco ma Luigi disse di non pensarlo’


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E’ stato l’ultimo pentito in ordine di tempo del clan De Micco di Ponticelli, Rocco Capasso a raccontare agli inquirenti dei rapporti tra i “Bodo” e Raffaele Ultimo Cepparulo, il reggente dei “Barbudos” ucciso il 7 giugno del 2016 in un circoletto di via Cleopatra nel lotto 0 di Ponticelli. Il racconto di Capasso contenuto nelle 100 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Alessandra Ferrigno con la quale sono stati arrestati mandanti, killer e fiancheggiatori di quell’agguato che costò la vita anche all’innocente Ciro Colonna. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia suffragano la tesi investigativa secondo la quale Cepparulo sia stato ucciso per volere del boss di san Giovanni a Teduccio, Ciro Rinaldi my way e con il consenso di Anna de Luca Bossa e del figliastro Michele Minichini, perchè l’esponente del clan cacciato dal rione sanità era considerato un personaggio pericoloso per le frequentazioni dei ‘nemici’ De Micco a Ponticelli. Nell’interrogatorio dell’11 settembre del 2017 Capasso ha raccontato:

“omissis…Non conosco il soprannome di CEPPARULO. Ho incontrato CEPPARULO Raffaele a casa di Roberto Scala. E’ venuto spesso a san Rocco. Si è incontrato con Luigi De Micco. Alla stesa per Cepparulo alla Sanità contro un altro gruppo a lui avverso, parteciparono Genny  SORRENTINO, COCOZZA Moreno, PANE Roberto e GENTILE Michele.Gli accordi furono presi da Cepparulo e SCALA Roberto. Io non ero presente alla riunione ma Scala Roberto il giorno in cui fu organizzata la stesa mi raccontò quello che si doveva fare. Ho visto partire le persone suindicate e Roberto Scala mi disse che si doveva favorire LELLO alla Sanità. Sono partiti con tre moto SH. Non avevano le armi. Non so dove si dovessero incontrare con altre persone. Ho saputo che alla Sanità ci fu una bella confusione. Si fermarono fuori ai bassi del gruppo rivale ma dei componenti del gruppo De Micco furono anche fermati dalla polizia, mi sembra Genny Sorrentino… non ricordo esattamente quando è stata fatta questa stesa ma era libero Luigi De Micco e Salvatore De Micco mi sembra fosse latitante… posso solo dire che sono partiti Li ho visti ritornare e ricordo che mi dissero che avevano avuto problemi con le forze dell’ordine. Furono loro a dirmi che si erano fermati fuori ai bassi dei rivali di Cepparulo.
Che io sappia non hanno sparato.Molto tempo prima della stesa c’è stato un incontro a casa mia tra CEPPARULO Raffaele, Luigi DE MICCO e Roberto SCALA. C’era anche LAMBIASE Gianmarco. Non so cosa si siano detti.Successivamente alla stesa Cepparulo ha continuato a venire a Ponticelli e ha chiesto proprio a me di incontrare Luigi De Micco, in quanto voleva una pistola. Luigi però mi disse di non pensarlo. A Luigi De Micco dava fastidio il modo in cui si presentava a via Luigi Crisconio. In particolare una volta si presentò con fare spavaldo con una medaglia della “versace” al collo. Luigi De Micco commentò che aveva la mentalità dei ‘pazzignani’ che si mettevano in evidenza. All’epoca c ‘era il gruppo di Salzano. Quando veniva a Ponticelli Cepparulo si appoggiava a Bartolo Longo. E’ venuto da me a chiedermi della pistola un paio di mesi prima di essere ucciso”.

Antonio Esposito

2.continua

@riproduzione riservata

(nella foto da sinistra il pentito Rocco Capasso, il boss Luigi De Micco, Roberto Scala e Raffaele Ultimo Cepparulo)


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