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Il pentito Pacciarelli: ‘Ecco la verità sulla mancata strage dei capi della Vanella Grassi, Antonio Leonardi ci salvò la vita’.IL RACCONTO

Ci doveva essere una strage dei vertici della Vanella-Grassi ma fu evitata dal boss oggi pentito Antonio leonardi detto o’ Chiappellone. Era il 2001 quando stava per scoppiare la terza faida di Scampia quella tra le famiglie confederate degli Abete-Abbinante-Notturno- Aprea e Loenardi e i “Girati” della Vanella. Il particlolare è raccontato da uno di quelli, che pur non essendo dei vertici della famiglia malvitosa fondata da Salvatore Petriccione alias Totore o’ marenar, sapeva tutto: ossia Mario Pacciarelli o’ russo che si è pentito nel novembre del 2013. Le sue dichiarazioni sono contenite nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesco De Falco Giannone e che l’altro giorno ha portato in carcere otto tra boss e gregari delle famiglie che diedero vita alla terza faida di Scampia.Mario Pacciarelli come componente del gruppo di fuoco e fedelissimo dell’attuale reggente del clan, era già stato indicato da altri collaboratori quale partecipe dell’associazione e fedelissimo dei capi. E in tale veste  poteva accedere ad informazioni riservate. Nei suoi racconti ha saputo delineare con grande chiarezza questo contesto storico­criminale riferendo, anche autoaccusandosi, su numerosi efferati omicidi che avevano determinato le dinamiche criminali coinvolgenti tutte le famiglie camorristiche dominanti su Scampiae  Secondigliano ed anche nella più ampia area napoletana. La sua collaborazione con la giustizia è stata in grado di delineare i rapporti del gruppo della Vanella Grassi con le organizzazioni della camorra d’area e fornendo informazioni inerenti l’evoluzione criminale dei quartieri nordorientali di Napoli, la ‘guerra’ di camorra del 2012 e di tutti o quasi gli omicidi della faida.

“…Nel 2007 eravamo una cosa con gli Amato Pagano, poi nel 2011 vi fu una rottura al nostro interno tra gli Amato Pagano e le altre famiglie; in seguito, sottobanco, di nascosto alle altre famiglie, Case Celesti, Abete-Abbinante, Leonardi, noi della Vinella avevamo legato di nuovo con gli Amato Pagano Allorchè noi della Vine/la ci mettemmo con gli Amato Pagano, subito le Case Celesti si spostarono con noi mentre i Leonardi erano ancora con gli Abete-Abbinante e ci dividevano il Lotto G noi con i LeonardiI; a Natale del 2011 Antonio Leonardi ci salvò la vita: ci saremmo dovuti recare tutti da Gnocchetto e lì ci dovevano sterminare tutti. lo dissi furbamente andiamo solo io e Gio Banana. Lì infatti trovammo tutti gli Abete-Abbinante e i Leonardi,: erano presenti: Antonio Leonardi detto Chiappellone, Gnocchetto, Lello Bastone, morto ammazzato e so tutto di questo omicidio; o’ Cinese, ammazzato anche lui a Barra e posso riferire anche di questo omicidio; Lello detto Pazz, fratello di Vettorio che comanda il Baku’; Lello Aprea , parente di Vettorio; Roberto Manganiello delle Case Celesti; i fratelli Raia, che potrei riconoscere in foto; Angelo delle Case Celesti parente di Manganiello nipote del Mekkey, ossia Marino Gaetano che è lo zio di Angelo. Arcangelo Abbinante, Pasqule O’ Palluso, O’ Brigante, due ragazzi che saprei riconoscere in foto, Giovanni o’ muort. Gli Abete mandarono il fratello di Vettorio, o cinese, Aprea. Noi entrammo e loro presero i pali, non si aspettavano solo due di noi e brindammo e festeggiammo. Se ne andarono tutti ed Antonio Leonardi disse a noi : “Non ve ne andate, Gio Banana ti devo confidare una cosa “, alla presenza di Gnocchetto. “Dovevate morire in casa nostra. Ma io tengo alla vostra famiglia e non agli Abete-Abbinante”. Noi tornammo alla Vinella per informare Mennetta e Fabio e gli altri. Ennino disse: “Dobbiamo fare subito la guerra contro gli Abete-Abbinante”. I nostri alleati erano le Case Celesti ed i Leonardi e sottobanco avevamo gli Amato Pagano. La guerra del 2012-2013 iniziò con il duplice omicidio di Lello Bastone e del suo amico e poi intervennero i provvedimenti giudiziari. Il primo a nostro carico e poi degli altri…”.

Renato Pagano

5.continua

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