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Il pentito del clan Cuccaro: ‘Dopo l’omicidio Abrunzo ci siamo ripresi tutte le piazze di spaccio’


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E’ stato il pentito del clan Cuccaro di Barra, Alessandro Migliaccio a fornire agli investigatori  lo spunto per le indagini che l’altro giorno hanno portato alla scoperto di un cartello criminale composto da tre clan di camorra che si erano consorziati e che si dividevano gran parte del traffico di droga. L’ingente traffico di cocaina partiva dalla Colombia e attraverso l’Olanda e la Spagna arrivava in Campania grazie al trasportatore Salvatore Uvale, uno dei 17 arrestati nel blitz della squadra mobile di due giorni fa che ha sgominato il traffico gestito da tre clan: gli Amato Pagano che attraverso Luigi Teatro, consuocero del boss Raffaele Amato a’ vicchiarella, fungeva da bancatore e sovvenzionatore delle partite di cocaina che arrivavano in Italia e poi i clan De Micco e l’alleanza tra i Rinaldi e i Formicola. Le tre organizzazioni piazzavano la droga oltre che su Napoli città anche a Casoria, a Nocera Inferiore, a Miano ai reduci dei Lo Russo a Cassino e a Fondi nel basso Lazio, a Massa Carrara e soprattutto i De Matteo a Ibiza dove ufficialmente Daniele e il fratello Antonio, che è tra i quattro latitanti del blitz, gestivano un servizio di noleggio auto. Gli stessi De Matteo insieme con Pasquale Scognamillo Bombò avevano anche organizzato un grosso traffico di erba dall’Inghilterra. Dalle intercettazioni contenute nelle 280 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Roberta Zinno emerge il quadro chiaro dei ruoli dei 28 coinvolti nell’inchiesta. Ha raccontato il pentito Migliaccio:

“…Quando sono uscito a marzo 2014 c’era solo una piazza di erba a via Mastellone gestita da Totore Capaianca, Le altre se le erano prese gli Abrunzo Amodio, Quella del rione Bisignano, che vendevano fumo ed erba, quelle sulla residenziale, i fratelli Parrocchiano, quella nel palazzo Magliano dove si vendeva il fumo. La prima piazza era gestita direttamente dai Niglio e dal cian Amodio Abrunzo. Quelle della residenziale pagavano la quota al clan Amodio Abrunzo. Me lo disse proprio Pasquale o’ parrocchiano. Dopo l’omicidio di Abrunzo Salvatore e l’arresto degli altri del clan Amodio Abrunzo ci siamo ripresi noi le piazze. In particolare, cominciammo a prendere i soldi al mese dalle piazze del rione Bisignano gestita da Franco o Ras che sarebbe Niglio Francesco, padre di Ciro YoYo e Antonio Niglio il fratello di YoYo.
Quella dei “parrocchiani” cominciò a pagare ad Andrea “Caccone”. Lo stesso Pasquale il parrocchiano, che mi sembra si chiami Scognamiglio, mi disse che a “caccone” dava 250,00 euro a settimana che era di più di quello che pagava agli Amodio Abrunzo, che era una quota mensile….le quote delle piazze le prendeva Ciro Bottiglieri o’ limone. Qualche volta il parrocchiano veniva a portarle direttamente alle Case gialle…omissis…”.

Antonio Esposito
1.continua

@riproduzione riservata

(nella foto i tre capi da sinistra Pasquale Scognamillo, Daniele De Matteo, Raffaele Teatro)


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