Camorra, il ragazzino testimone della bomba al Lotto G: ‘Questi non hanno pietà neanche dei bambini!’. LE INTERCETTAZIONI


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La violenta faida di camorra tra la Vanella Grassi e le famiglie Abete-Abbinante-Notturno che tra il 20111 e 2012 aveva lasciato sul selciato ben 27 cadaveri era nata per il predominio della piazza di spaccio del Lotto G di Scampia. Ma le bombe lanciate in mezzo al rione per dimostrare il potere e impaurire gli avversari da “cacciare” sortì l’effetto contrario con i cittadini che si “girarono” contro  la parte delle 5 famiglie di Secondigliano che aveva contribuito alla scissione con i Di Lauro e passarono con i veri “Giarti” ovvero quelli della Vanella Grassi. In questo incredibile scenario di storia reale e criminale si inseriscono le intercettazioni contenute nelle 147 pagine firmate ieri dal gip e che hanno portato in carcere otto espoenti tra i due clan in geurra in quel periodo. la voglia di fuga dal quartiere del figlio 14 enne del boss dopo le sparatorie e dopo l’esplosione delle bombe sono la confrema del clima che si è vissuto in quegli anni. Il 15 dicembre del 2012, alle ore 20:00 circa, in via F. Bacone, strada di ingresso del Lotto G, nei pressi di un bar chiuso da qualche giorno e di una macelleria esplodeva un ordigno bellico. Le conseguenze dell’esplosione risultavano fortunatamente limitate, a fronte del micidiale potenziale dell’ordigno. Ed infatti la deflagrazione danneggiava alcune autovetture in sosta o in transito nei pressi del luogo dell’esplosione. Inoltre, circostanza ben più allarmante dall’esplosione derivava il ferimento – sia pure fortunatamente in modo lieve – di due bambini, i quali al momento dello scoppio dell’ordigno si trovavano nei pressi del negozio di generi alimentari ovvero nel raggio d’azione della bomba a frammentazione e riportavano alcune lesioni.

Ad una prima ricostruzione si aggiungevano inoltre le intercettazioni ambientali eseguite all’interno dell’autovettura Opel Agila in uso a Tiziana C. (moglie di un boss detenuto) qualche istante prima e pochi minuti dopo lo scoppio della bomba. La donna è in auto con la mamma quando riceve una telefonata del figlio minore poi interrotta perchè il piccolo che all’epoca aveva solo 14 anni sente il fragore dello scoppio della bomba e per timore interrompe la telefonata con la nonna. Le due donne preoccupate si precipitano in auto verso casa e contiuano e commentano: “… non è che è scoppiata qualche bombola del gas, all’interno di qualche macchina?”, dice Tiziana C. rivolta alla mamma che risponde: “..ha detto: hanno lanciato una bomba! … hanno fatto saltare .. .inc … !”. Arrivate all’ingresso del Lotto G incontrano Paolo (figlio di un altro ras in carcere in quel periodo) un amichetto dei figli Antonio e Francesco che subito la informava dell’accaduto: delle persone incappucciate erano scese da una Fiat Punto di colore grigio e avevano lanciato una bomba, provocando numerosi danni alle macchine lì parcheggiate.Poco dopo i tre bambini e le due donne si allontanavano dalla zona in auto e continuavano a commentare l’accaduto. In particolare Paolo e Antonio facevano riferimento a come si sarebbero spaventati i propri padri detenuti una volta appresa la notizia dai telegiornali. Il tenore della conversazione lasciava intendere che i due adolescenti dessero per scontato che lo scoppio della bomba fosse direttamente collegato al più amplio scenario della faida di camorra in atto. A seguito della considerazione dei due ragazzi in riferimento al possibile “assedio” del quartiere di Secondigliano da parte delle Forze dell’Ordine, a  Tiziana C. sfuggiva l’affermazione ironica secondo cui i genitori detenuti non avrebbero potuto fare nulla in risposta dell’accaduto, anche perché nel rione non era rimasto nessuno che potesse fronteggiare i rivali. Quando i due ragazzi mostravano a  Tiziana C. i danni provocati dalla bomba e le spiegavano che in una delle macchine parcheggiate vi erano dei bambini, questa, sgomenta, affermava che per lei erano stati i “Maranesi” a compiere quel gesto inaudito e per questo avrebbero dovuto essere uccisi. In particolare si registrava quanto segue:
Paolo : … una bomba nel rione! … si sono spaccate tutte le macchine! … signora, parcheggiate lì!
Tiziana C: … ma questi sono scemi! … ma qua stanno perdendo il cervello?!
Tiziana C: (n.d.r. rivolto a Paolo) … Paolo, Francesco mio?
Paolo : … signora, io non lo so … ma quello non c’era … ma signora, la vedete questa macchina? … stavano le … inc … dentro! … una bomba, qua in mezzo, hanno buttato! … si è divelto il coso del neon … si sono rotte le macchine …
altro uomo: … ma che è successo (n.d.r. si sentono voci convulse provenienti dalla strada)
Paolo G: … una bomba, proprio, hanno lanciato, signora! … ha fatto una gran botta … hafàtto!
Tiziana C.: … ma, qua sono scemi!
Paolo : … signora si è fermata male …
Tiziana C-: … mannaggia … inc … (n.d.r. imprecazione)
Paolo: … una Punto (n.d.r. FIAT Punto) grigia … si è fermata là … ha lanciato la bomba a piedi …
Tiziana C.: … sti bastardi!
Paolo : … incappucciati stavano!
Tiziana C: … quei bastardi!
Antonio: … se esce al telegiornale … sui giornali … babbo che dice!?
Paolo: … e che deve dire, Antonio, mo’?! … “avete fatto solo il giallo”! (n.d.r. espressione gergo dialettale per indicare aver avuto paura)
Antonio: … no, dice .. .inc … (n.d.r. la voci si sovrappongono)
Paolo : … “avete fatto solo il giallo” … per noi! … mò’ aspettano che faranno i colloqui … ! … omissis .. .
Tiziana C.: … beh, ragazzi, ma vi rendete conto che questi … inc … non se ne fregano … bambini … io potevo camminare, io con un bambino … con un carrozzino .. .
Paolo: … signora, ma poi, potevate passare pure voi con la ragazza che non tiene niente .. .inc …
Tiziana C: … ma questi sono proprio …
Anna B: … prendevi e saltavi per aria!
Tiziana C: … degli “scurnacchiati”!  “Maranesi”! … questi sono bastardi!
Paolo : … signora, quelli tengono le corna … tengono!
Tiziana C: … ma quand’è che … che li uccidono!?
Paolo: … ehhh …
Tiziana C: … quand’è che li uccidono!?
Francesco: … mamma, io ti voglio dire una cosa …
Anna B: … pensa a portare la macchina!
(n.d.r. altre voci degli occupanti il veicolo che si sovrappongono)
Francesco: .. .fecero l’agguato … ”
I due minori Paolo e Antonio continuavano la discussione ricostruendo quanto accaduto sulla scorta delle informazioni apprese dalla gente presente sul posto, le modalità in cui i responsabili si erano recati presso il Lotto G (una Fiat Punto grigia, compiendo dapprima un giro perlustrativo all’interno del rione, si era poi fermata all’altezza del bar “Anema e Core”, due soggetti incappucciati erano scesi a piedi ed uno aveva buttato la bomba; subito dopo i due erano corsi a bordo dell’autovettura per fuggire in direzione di Mugnano di Napoli) ed erano successivamente fuggiti, sostenendo che una “macchina”, senza specificarne altre informazioni, li avrebbe inseguiti, perdendone purtroppo le tracce.  Tiziana e la madre Anna si lasciavano sfuggire ancora considerazioni secondo le quali i responsabili dell’attentato erano i “Maranesi” e che questi “dovevano uscire con . .. con un occhio in fronte”. Paolo commentava che in quel periodo vivere nei rioni di Scampia era pericoloso e che bisognava attendere “finché non finisce”, riferendosi alla faida. E convenivano che ragazzi innocenti come loro potrebbero essere uccisi per le colpe dei propri padri e la donna affermava nuovamente che i responsabili dell’esplosione erano i Maranesi, riferendosi chiaramente alla coalizione di cui faceva parte il clan Abbinante. Scrive il gip a tal proposito: “Era allarmante quanto, nonostante siano appena adolescenti, i tre ragazzi fossero pienamente consapevoli della condizione attuale della criminalità camorristica della quale i genitori fanno parte. In particolare si registrava quanto segue:

Tiziana C: … nella sala biliardo … possono fare un dispetto! … dentro ad un bar! … ma ce lo vogliamo mettere in testa che questi tengono le corna!? … omissis … ma tutti e due dove vi trovavate … al bar?
Paolo: … he, al bar … stavamo …
Tiziana C: … madonna mia!
Francesco: … quale bar?
Paolo: … uhà, signora … si è fermato il cuore!
Francesco :…ma quale bar?
Paolo: .. .il bar dei FABRICINO!
Anna: … si è sentita molto la botta?
Francesco : … questa è stata … la stessa bomba che hanno buttato alle case gialle! … omissis …
Paolo: … signora, in qualsiasi rione … dovunque ce ne andiamo … mo’ è così!
Anna B: … i rioni questi sono!
Paolo : . … ormai. , questo e .,, … mo ‘finchè non finisce… cosi ‘,e. ,
Antonio : … perché, mo’ fino e sopra al corso … da qualche parte … non succede niente!…. mo ti faccio vedere
Paolo : … he … piano piano, mo’ arrivano là! … mo’ partono dal rione nostro (n.d.r. Lotto G) … stanno partendo …
Anna B: … quegli “scornacchiati”! (n.d.r. disgraziati)
Tiziana C: … mamma, quelli i Maranesi, sono una razza di monné’ …
Anna B: … quelli sono bastardi!
Tiziana C: … quelli i cafoni … dovevano uscire con … con un occhio in fronte!
Anna B: … un occhio infronte … inc …
Tiziana C: … dovevano uscire, sti bastardi, cafoni!
Anna B: … davvero sono bastardi i Maranesi!
Paolo: … ma quelli … non tengono … non tengono pietà neanche per i bambini!… omissis …i figli di chi siamo … di chi non … purtroppo … ormai siamo i figli! … che dobbiamo fare?!
Tiziana C: … he … e non. .. non c’entrate … no … ed è bello questo fatto?! … io non devo …
Paolo: … no!
Tiziana C: … devo perdere un figlio … buono o .. .inc …
Paolo: .. .perché? … perché … giustamente i padri nostri …
Tiziana C: … perché devo stare nel Lotto G!? … io me ne vado proprio!
Paolo: … e dove ce ne dobbiamo andare? .. .fuori? I
Tiziana C: … he, io mo’ me ne vado dalle parti di Sant’Antimo!… omissis … ”
Pochi minuti dopo il giovanissimo  Francesco, di soli 13 anni, rimasto solo in macchina con la madre e la nonna, suggeriva alla madre di cercare una casa nel quartiere di Secondigliano da prendere in affitto al più presto perché, dopo che i rivali erano arrivati a lanciare addirittura una bomba, era molto probabile che “se lo prendono il rione”. Insisteva con la madre dicendole che dovevano cautelarsi poiché potevano subire lo stesso trattamento della famiglia Bastone che era stata allontanata dal rione con ciò facendo riferimento a quanto avvenuto nell’estate del 2009 con l’allontanamento del gruppo criminale Bastone dalla gestione della piazza di spaccio del Lotto G, ora di pertinenza della “Vanella Grassi”. In particolare si registrava quanto segue:
Francesco : … cioè, questi qua … solo per.fargli mettere paura …
Tiziana C: … entrate e sparate in aria! … ma non le bombe!
Antonio : … lo sai che cosa ti hanno voluto far capire con la bomba? … che non hanno paura di niente! … prima o poi .. .inc …
Francesco : … allora dovete stare giù! … non dovete stare a casa!… omissis …. inc … da Secondigliano … prima o poi se lo prendono il rione! … e se non
ci cacciano loro … se non ci cacciano loro … omissis …Paolo, vorrei sapere chi l’ha buttata!… omissis …
Antonio: . Francesco, hanno buttato la bomba per far vedere che non hanno paura!
Paolo: … Antonio, ma che ce ne frega!
Francesco: … Antonio, è meglio che entravano … e sparavano … ma non la bomba!
Anna B: … hai visto che hanno combinato? … e così … quando .. fanno un … un dispetto … ad uno di voi ragazzi …
Francesco: … nonna, ma che dispetto?!
Anna Bove: … inc … a nonna!
Francesco: … se volevano … se volevano fare il dispetto … la buttavano in mezzo al rione!
Anna B: … ehhh … embè?
Francesco : … he … e quello hanno voluto significare! … la prossima volta vi riempiono di mazzate! … inc … omissis …capito, mamma?! … mamma, vedi di trovare la casa a Secondigliano, al più pre … più presto! cerca di prenderla prima di Natale …
Anna C: … he … questo mi sembra il padre  … questo …
Francesco: … prima di Capodanno … nonna, ma hai capito?! … pensa, hanno buttato la bomba … da qua ad una settimana … se lo prendono il rione! … sono sicuro! … se lo prendono!
Anna B: … ma chi se lo deve prendere?!
Tiziana C: … ma che si devono prendere?!
Francesco B: … non ci sta nessuno!
Anna B: questo dietro” … la comanda!
Francesco : .. .inc … non ci sta nessuno, nonna!
Tiziana C: … mo io non mi metto affacciata ai balconi!
Francesco : … e fa qualcosa …
Tiziana C: … a guardare le cose che fa la gente!
Francesco : … ma quelli non lo sanno secondo te!
Tiziana C: … no, no … non ti preoccupare!
Francesco : … che tu stai qua, mamma!
Tiziana Castello: … ma poi … qua … non ci sta niente!
Francesco: … siamo cresciuti qua dentro!
Tiziana C: … qua, stiamo tranquilli! … non ti preoccupare!
Francesco: … inc … ci sanno!
Tiziana C. :.. va bene … non sono fatti tuoi!
Nella mattinata del 16 dicembre 2012, veniva rinvenuto, all’interno del cortile delle “Case Celesti”, in via Comunale Limitone di Arzano – Lotto 14, un altro ordigno della stessa tipologia, di quello esploso nel Lotto G, rimasto questa volta inesploso. Anche in questo caso trattasi di una bomba a mano Modello M91, di probabile provenienza dai paesi già costituenti la ex-Jugoslavia, inquadrabile nel tipo di bombe difensive.

 Renato Pagano

 3.continua

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