Camorra, i pentiti: ‘Roberto Ursillo fu un morto occasionale’. IL RACCONTO


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Fu un morto occasionale Roberto Ursillo, incensurato ma vicino al boss Arcangelo Abbinante, ucciso in quella che è passata alla storia criminale come la terza faida di Scampia: quella tra la Vanella-Grassi e gli Abete-Abbinante-Notturno-Aprea per il predominio delle piazze di spaccio del Lotto G. Sono stati id ue ex reggenti della Vanella Grassi poi diventati pentiti come Antonio accurso e Rosario Guarino, detto Joe banana a raccontare i dettagli di quell’omicidio e che sono contenuti nelle 147 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesco De Falco Giannone e che ieri ha portato in carcere otto tra boss e gregari delle due fazioni. Il 17 settembre del 2012, in pieno giorno,fu ucciso a colpi d’arma da fuoco il ventenne Roberto Ursillo, mentre, alla guida della sua autovettura Fiat Palioe transitava in Via dei Ciliegi, nel quartiere Chiaiano. Dopo essere stato colpito in pieno volto e alla nuca da alcuni proiettili, Ursillo perse il controllo dell’autovettura, e fini nella scarpata del lato destro della strada. Ha raccontato Antonio Accurso: “… è stato commesso da Cicciotto e da Pierino, del Lotto  G, che ho già identificato in foto. La vittima non era un obiettivo preciso, ma piuttosto occasionale. Antonio Mennetta mandò a chiamare Ciro Barretta e Sbirulino rimproverandoli che ancora non stavano facendo niente, ossia Omicidi: eravamo in piena faida e Sbirulino si prese anche uno schiaffo da Mennetta per questa inerzia. A quel punto Cicciotto si mise a girare in moto con Pierino, sino a che non si imbattè in questo ragazzo, che si sapeva essere vicino ai Bastone, che in quel momento erano affiliati agli
Abete-Abbinante e lo uccisero. Specifico che anche Sbirulino, dopo il rimprovero del Mennetta, andava girando alla ricerca di obiettivi….”.

Preciso nei dettagli è stato invece Rosario Guarino, Joe Banana: “Omicidio di Ursillo Roberto, Chiaiano 17.9.2012. Siamo stati noi della Vinella Grassi e precisamente il gruppo di fuoco del Lotto G, materialmente a sparare fu Ciro Barretta detto Ccicciotto, ed a portargli la macchina fu Pierino, un altro nostro afjìliato la cui madre e mio padre sono cugini. Siamo stati in carcere insieme a Secondigliano, lo potrei riconoscere in foto, venne arrestato sul Lotto G nel blitz, mi sembra si chiami Polverino. Le circostanze dell’omicidio Ursillo mi vennero riferite da Luigi Aruta  e da Umberto Accurso, che vennero a trovarmi a Casavatore nella casa di Eduardo Donzelli, che mi ospitava sapendo che ero latitante. Mi disse Aruta che Ciro Barretta dopo l’omicidio era stato con loro, a Corso Italia, in un appoggio della Vinella; aveva detto che la macchina dell’Ursillo, un ‘auto verde, era caduta dal cavalcavia, che lui si era affacciato al finestrino della macchina che era guidata da Pierino e in moto entrambe le auto, aveva esploso colpi d’arma da fuoco con una pistola semiautomatica. Il movente va ritrovato nel fatto che il ragazzo morto era affiliato al clan Abete-Abbinante ed anche il cognato di Antonio Bastone, ex affiliato al clan Abete-Abbinante ma ora affiliato alla Vanella Grassi, per come ho riferito; questo Ursillo Roberto, insieme ad Arcangelo Abbinante, armati di mitragliette, andarono a marzo 2012 nella 33 sulla piazza di Gervasio Giuseppe e cacciarono i pusher a disposizione dei Gervasio. Quando si venne a sapere questo, Ursillo  divenne un Abete-Abbinante e come tale, dopo il tentato omicidio di Esposito Giovanni, divenne un obiettivo. Certamente non sapevo né mi era stato detto dal Barretta che sarebbe andato ad ammazzare il ragazzo…”.

Nonostante fosse incensurato, in primo luogo, Ursillo Roberto era legato da vincoli di parentela con i Bastone di Scampia che fino al 2009 avevano controllato il Lotto G per conto degli “scissionisti”; in particolare i fratelli Bastone Giuseppe, Antonio e Ciro erano figli di Ursillo Anna, sorella di Ursillo Vincenzo padre di Ursillo Roberto. Ed ancora il fratello della vittima Ursillo Salvatore era ritenuto un esponente di spessore del gruppo Abete-Abbinante-Notturno-Aprea .
Infine il padre della vittima, Ursillo Vincenzo e l’altro fratello maggiore Ursillo Giuseppe, entrambi detenuti al momento dell’agguato, erano considerati organici al cartello “Scissionista”.Peraltro, l’omicidio di Ursillo Roberto seguiva a breve distanza temporale gli omicidi di Gaetano Marino o’ monkerino fartello del boss Gennaro o’ mekkei (avvenuto a Terracina il 23 agosto del 2012) e di Gennaro Ricci (avvenuto alla Vela Celeste il 28 agosto 2012), entrambi affiliati al clan dei “girati” della Vanella Grassi, nonché l’omicidio di Raffaele Abate, fratello del boss Arcangelo, (avvenuto  in via Roma verso Scampia il  settembre del 2012).

Renato Pagano

4.continua

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