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Strage dei Riera: anche Vincenzo Mazzarella si dissocia ed evita l’ergastolo


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Fine pena mai per il boss Antonio De Luca Bossa, 21 anni di carcere per l’altro boss Vincenzo Mazzarella, conferma dell’assoluzione per Egidio annunziata, 14 anni di carcere per il killer pentito Fabio Caruana. E’ questa la clamorosa decisione arrivata al termine del processo di Appello per la strage della famiglia Riera avvenuta nel 1996. Vincenzo Mazzarella e De Luca Bossa in primo grado erano stati condannati al massimo della pena perchè accusati di essere i mandanti dell’omicidio del 16enne Raffaele Riera, ammazzato nel lontano 1996 per il solo fatto di essersi invaghito della donna “sbagliata”: Anna De Luca Bossa, la sorella del capoclan scissionista di Ponticelli e moglie del boss Ciro Minichini(già condannato a 20 anni di carcere per lo stesso omicidio). Vincenzo Mazzarella però ha preso la parola in aula per una breve dichiarazione prima della conclusione del processo in Assise di Appello sull’omicidio del 17enne e ha ammesso le proprie responsabilità. Proprio come aveva fatto il nipote Francesco, tre giorni fa per gli omicidi dei fratelli Mirko e Goran Radosavljevic, ma anche l’omicidio di Francesco Ferrone, ucciso il 3 febbraio 2004 nell’ufficio del garage in zona Mercato, e l’omicidio di Antonio Scafaro, ucciso il 6 marzo del 2005. Mazzarella come il nipote ha preso le distanze dalla famiglia e ha ottenuto il consistente sconto a 21 anni di carcere. Massimo della pena confermata invece per il boss di Ponticelli Antonio De Luca Bossa e conferma della clamorosa assoluzione per Egidio Annunziata, killer e uomo di vertice del clan Contini.L’agguato ai danni di Raffaele Riera maturò all’apice di una tremenda escalation di violenza. L’esecuzione arrivò cinque mesi dopo il triplice omicidio di Salvatore Riera, del figlio Rolando e della moglie Maria Botta, avvenuto a Casoria.
La strage sarebbe stata decisa e materialmente eseguita da alcuni appartenenti al clan Contini, che vollero così vendicare su Rolando Riera, reo di avere a sua volta ucciso i fratelli Andrea e Michele Equatore per vicende legate al controllo criminale del cosiddetto Connolo, al rione Sant’Alfonso. A luglio fu poi il turno del giovanissimo Raffaele, che nel frattempo aveva trovato ospitalità e protezione sotto l’ala del boss Antonio De Luca Bossa. Ma quando per il 17enne il peggio sembrava ormai alle spalle, ecco accadere l’irreparabile. Un amore sbagliato per la donna sbagliata. E arrivò anche per lui la sentenza di morte.

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Cronache della Campania@2018


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