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Il super pentito: ‘Ecco come nacque il rapporto tra Imperiale e gli Amato-Pagano’


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E’ stato il pentito Biagio Esposito, ex killer al servizio del clan Amato-Pagano il primo a scoprire le carte di Raffaele Imperiale, il famoso narcotrafficante internazionale Lelluccio ‘o parente, quello dei Van Gogh rubati in Olanda e poi ritrovati a Castellammare di Stabia a casa dei genitori del narcos e poi restituiti ai legittimi proprietari. Imperiale che continua la sua latitanza dorata negli Emirati Arabi e che non può essere ‘cacciato’, nonostante le nuove leggi in materia nel paese Medio Orientale, perché la sua condanna non è definitiva, è stato per anni socio in affari e fornitore ufficiale della droga e delle armi del clan degli Scissionisti degli Amato-Pagano. Una sorta di finanziatore occulto nella faida contro i Di Lauro

L’11 novembre del 2010 Biagio Esposito rendeva le prime dichiarazioni relative a “Lelluccio o’ parente” (ossia Imperiale Raffaele) e del suo amico “Mario” (ossia Cerrone Mario), indicandoli come i “numeri uno” del traffico di cocaina, con interessi anche nel settore del traffico delle armi, molto legati ad Amato Elio ed Amato Raffaele. Il successivo 20 dicembre 2010, il collaboratore, confermava le dichiarazioni precedenti e riconosceva in foto sia il Cerrone Mario che l’Imperiale Raffaele. Dichiarazioni ancor più esaustive venivano poi rese in data 13.6.2014, allorquando l’Esposito ricostruiva con precisione e dovizia di particolari la genesi e lo sviluppo del rapporto tra la coppia di narcotrafficanti indicati ed il clan camorristico Amato-Pagano:
“Conosco Raffaele Imperiale da noi detto Lello o’parente perché era amico di Elio Amato a partire dagli anni ’99-2000. Essendo io cresciuto con Elio Amato è da lui che ho appreso tutte le circostanze da me conosciute su Lello ‘o Parent e sul loro rapporto. Elio mi dice che questo Parent ha un negozio ad Amsterdam in Olanda in cui si vendeva la droga già dalla fine degli anni ’90. Per come lei mi chiede il Parente era se non sbaglio di Pompei e non è mai stato affiliato al clan Di Lauro però già da quell’epoca anni ’99-2000 egli riforniva di erba diverse piazze gestite da noi affiliati al clan Di Lauro, in particolare quella del ‘Terzo Mondo’ che gestivo con Cosimo Di Lauro.
Per come lei mi chiede era Elio Amato che aveva i rapporti diretti con o’ Parente circa questi rifornimenti di droga. Per come lei mi chiede Elio Amato ed Orefice Antonio, che erano in società, all’insaputa del clan Di Lauro si facevano rifornire da o ‘Parent anche di pasticche di ecstasy che poi venivano smerciate dal figlio dell ‘Orefice. Per come lei mi chiede il rapporto privilegiato tra Elio Amato ed Orefice Antonio nasce da un rapporto dì parentela indiretta ossia forse un figlio di Orefice sì è sposato con una sorella della moglie di Amato Elio. Questi traffici proseguono fino alla rottura tra Di Lauro ed Amato-Pagano ossia quando nel maggio del 2003 questi ultimi abbandonano Secondigliano. Orefice Antonio non seguirà gli Amato-Pagano è questo è il motivo per cui veirà ucciso per come ho già riferito”. Il pm a questo punto gli chiedequando hanno inizio i rapporti diretti tra raffaele Amato, Cesare Pagano e Raffaele Imperiale specificando quali affari illeciti svolgevano.
Ed Esposito risponde: quando io mi sono recato la prima volta in Spagna, nel 2003 a Malaga, in particolare Torre Molina, per andare da CESARE PAGANO ed AMATO RAFFAELE ed incontrami con loro e con gli altri affiliati che li avevano seguiti che erano tanti, ricordo in particolare CALZONE RITO, O’ LUCIO, già LELLO IMPERIALE detto o’ Parente  già veniva indicato alla mia presenza da AMATO RAFFAELE e PAGANO CESARE quale fornitore di cocaina con carichi tra l’Europa e l’ Italia di 200 o 300 chili a macchina che il Parente acquistava sia in Spagna che, due volte all ‘anno, anche in Sud Amerca. Per come lei mi chiede io ho personalmente incontrato IMPERIALE, insieme al suo socio MARIO CERRONE in Spagna nei covi dove si trovavano AMATO RAFFAELE e PAGANO CESARE che con le loro famiglie abitavano a Torre Molina, invece IMPERIALE ed il CERRONE venivano quando AMATO RAFFAELE e PAGANO CESARE li chiamavano. Per come, lei mi chiede io mi sono recai o in Spagna ad incontrare AMATO RAFFAELE e PAGANO CESARE anche a Barcellona ed anche qui ho incontrato con loro IMPERIALE RAFFAELE e CERRONE MARIO, in particolare a Barcellona ci siamo incontrati nel ristorante la Bella Napoli che successivamente è stata acquistata dallo stesso PAGANO CESARE, ma prima era dì un altro napoletano. Ricordo che questo incontro ai ristorante in Barcellona avviene dopo la morte di PIETRO AMATO, fratello di RAFFAELE, morto in Spagna di infarto, nel ‘Terzo Mondo’ a Napoli venivano dai DI LAURO organizzate delle feste di piazza dove si ingiuriavano gli AMATO ed il fratello PIETRO defunto. Quindi nei ristorante si parlò dì voler attaccare i DI LAURO ed entrambi ossia PAGANO CESARE ed AMATO RAFFAELE chiedono di essere ri fomiti di anni per la guerra contro i DI LAURO proprio ad IMPERIALE RAFFEALE, in quanto per come mi chiede è vero che era presente anche il CERRONE ma a parlare su questo fatto era o’ Parente. Per come lei mi chiede sia AMATO RAFFAELE che PAGANO CESARE fecero un ordinativo di armi specificando che dovevano essere kalashnikov. 9×21, 38 ossia pistole a tamburo e le relative munizioni. O’ parente si disse assolutamente in grado di fornirgli le anni per la guerra.
Per come lei mi chiede io poi sono stato arrestato proprio ali ‘inizio della faida del 2004, ma quando sono stato scarcerato nel 2007 ed ho avuto modo di rincontrare o’ Parente nei covi a Mugnano dove c’era AMATO RAFFAELE e PAGANO CESARE e, poi, in quelli di Quarto dove c ‘era solo CESARE PAGANO in quanto RAFFAELE AMATO era stato arrestato, si parlava ancora di anni e lì appresi che non solo o’ Parente li aveva forniti di armi durante la guerra del 2004, ma anche nel 2007 li stava ancora fornendo di armi, come successivamente.
A tale proposito ricordo che prima del blitz del 18.5.2009 contro gli AMATO-PAGANO, A.D.P. mi disse che appena fosse venuto o’ Parent a Mugnano a noi 15 soci della Piazza di spaccio dei Puffi, soci che ho già indicato in precedenti verbali, ossia io, STANCHI RAFFAELE, SORRENTINO GENNARO, O’ PALLINARO forse MUROLO, ENZUCCIO O’ SPAGNUOLO, DAVIDE FRANCESCONE, CALZONE RITO, CALZONE CARMINE, CARRIOLA LUCIO, TONINO O’ R USS, CHIUMMARIELLO, O’ CAFON ossia POMPILIO, CIRUZZO O’ FRAULESE, CARMINE CERRATO a PECCHIA, CIPOLLETTA SALVATORE gli avrebbe ordinato oltre che la droga anche 15 armi per noi. DOMENICO disse che “insieme al carico avrebbe fatto aggiungere 15 valigette” con il termine valigetta si intendeva una arma 9×21 accessoriata e personale.
Per come lei mi chiede io non fui presente alla richiesta fatta da MIMI’ PAGANO a o’ PARENTE ma ricevetti come gli altri 14 soci l’arma che era proprio in una valigetta con tutti gli accessori, ossia il mirino, il doppio caricatore. Per come lei chiede scese anche la droga, ossia la cocaina.
Le armi il Parente le acquistava in Olanda, lì aveva i suoi contatti.
Prima che io venissi arrestato scesi a Napoli con A.D.P e ci appoggiammo anche noi nelle villette di Varcaturo con gli altri della”Scissione”. Ricordo che LUCIO CARRIOLA andò con LELLUCCIO O’ PARENTE in Olanda per addestrarsi ad usare il bazooka, tale addestramento serviva per preparare un agguato nei confronti di tutti maschi della famiglia Dì LAURO nel capodanno del 2003, quando PAOLO DI LAURO si riuniva con tutti i figli. L’idea di fare questo agguato era di AMATO RAFFAELE che ne parlava anche con PAGANO CESARE, ABETE ARCANGELO e MARINO GENNARO. Il LUCIO si è andato ad addestrare anche se l’agguato non fu mai tentato, ma la proposta, fu fatta dopo l’omicidio del mio patrigno, quello del padre di MARININO GENNARO e quello di GELSOMINA VERDE. GENNARO MARINO pensò di pilotare un elicottero telecomandato che poteva alzare un paio di chili di tritolo che avrebbero dovuto colpire la casa, di PAOLO DI LAURO.
Per come lei mi chiede o’ PARENTE era in affari di droga con il vertice del clan AMATO-PAGANO, ma come per i DI LAURO, non è mai stato affiliato ai clan. Per come lei mi chiede il CERRONE MARIO io l’ho conosciuto per la prima volta in Spagna nel 2003 dove ho capito per come ho detto che era socio in affari dell’IMPERIALE, ma anche che il capo era O’ PARENTE, nel senso che l’ultima parola sugli affari era la sua. Per come lei mi chiede non ho conosciuto altre persone che con il CERRONE e O’ PARENTE trafficavano droga ed armi a livello internazionale, ma è certo che per svolgere tali traffici occorre avere più uomini ai propri ordini….so che CERRONE MARIO è nativo di Fuorigrotta ma non so se rifornisse droga ai clan di Fuorigrotta, come non so se O’ PARENTE rifornisse di droga i clan di Boscoreale”.

Antonio Esposito
1. continua

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