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Il pentito: ‘Carmine Amato organizzò un summit ai Camaldoli per uccidere Mariano Riccio’

Il boss Carmine Amato, figlio di Rosaria Pagano, organizzò un summit durante la sua latitanza per uccidere Mariano Riccio, reggente all’epoca del gruppo Amato-Pagano e che aveva provocato la scissione nella famiglia ed era ritenuto il responsabile dell’omicidio di Antonino D’Andò, vittima di lupara bianca. E’ stato l’ex killer della cosca Giovanni Illiano pentito da alcuni anni a raccontare agli investigatori alcuni particolari inediti di quello scontro interno alla famiglia degli “Scissionisti”. Il collaboratore ha riferito che: “… poco dopo la scomparsa di DAndò Antonino (nel mese di febbraio 2011) ho partecipato ad una riunione , indetta da Amato Carmine, nella quale si era parlato di organizzare un agguato ai danni di Riccio Mariano, ritenuto responsabile dell’uccisione del D’Andò”. Tale riunione si era svolta presso una villetta ai Camaldoli (ove si rifugiava l’Amato e dove fu arrestato), nella quale il collaboratore era stato accompagnato da Imperiale Raffaele e Cerrone Mario , i quali, avevano preso parte attiva alla discussione Illiano ha raccontato anche di essere stato  “presente ad un secondo incontro tra Amato Carmine, Cerrone Mario ed altri soggetti, avvenuto tra il mese di marzo e l’aprile del 2011, fissato per ottenere dal Riccio chiarimenti sulla morte di D’Ando, ma al quale il Riccio non si era presentato”. L’Iliano, durante gli interrogatori successivi, ha raccontato che “nel corso del periodo di maggior tensione tra le famiglie Amato e Pagano, a seguito dell’uccisione di D’Andò Antonino” gli  era stato dato mandato  “di uccidere un esponente del gruppo Pagano” (ossia Nappi Vincenzo), e che tale compito doveva essere portato a termine dallo stesso Illiano, con la collaborazione di Palumbo Sabatino e Teatro Raffaele.
Sempre in quella occasione Amato Carmine “aveva dato disposizione affinché, nel frattempo, fosse inviato un carico di cocaina (100-150 Kg.) a Riccio Mariano che ne aveva fatto richiesta, autorizzandolo anche a commettere un omicidio per il quale aveva chiesto il via libera”.
L’omicidio di Nappi era stato successivamente rimandato per ordine dello stesso Amato e poi annullato a seguito di un incontro chiarificatore tra Amato Carmine e Riccio Mariano. Poi Teatro Raffaele aveva ordinato di sospendere l’esecuzione ed era partito con la moglie Valentina per Dubai, verosimilmente, secondo la Procura, per ragioni di affari e non di piacere dato il particolare momento storico (dato che confermerebbe gli investimenti del gruppo nello Stato degli Emirati Arabi). Un’ulteriore riunione con i Imperiale e Cerrone vi era stata verso il mese di giugno 2011, al cospetto di Giovanni Iliano, dopo l’arresto di Amato Carmine, e nell’occasione i due avevano assicurato il loro incondizionato appoggio nello scontro che sarebbe seguito con le altre fazioni criminali operanti nella zona a Nord di Napoli, anche mettendo a disposizione killer della propria consorteria criminale, operativa, verosimilmente, nella zona di Monterusciello (sull’esatta zona di influenza del gruppo di Cerrone e Imperiale, il collaboratore evidenziava però dei dubbi).

Antonio Esposito

8.continua

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(nella foto Carmine Amato e Mariano Riccio)