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‘Il boss Scarpa faceva anche il traffico internazionale di armi’, le dichiarazioni del pentito

Il boss della zona vesuviana Natale Scarpa o’ chiattone arrestato due settimane fa insieme con altri 8 componenti del suo, per traffico internazionale di droga trafficava anche armi da guerra. Lo hanno raccontato i pentiti che hanno contribuito con le loro dichiarazioni a svelare il sistema del boss 3.0 che aveva al suo servizio esperti informatici che bonificano da eventuali microspie auto e ambienti utilizzati e che parlava solo via sms attraverso telefoni particolari axquistati in Sud America e che non avrebbero dovuto essere intercettabili. ma nonostante tutte le precauzioni le sue conversazioni e le sue telefonate sono state captate dagli esperti investigatori della Guardia di Finanza. E a proposito del traffico di armi ecco cosa ha raccontato Luigi Parascandalo, l’ultimo pentito in ordine di tempo del Piano Napoli di Boscoreale e un tempo al servizio del boss Francesco Casillo ‘a vurzella: “Posso inoltre riferire, per conoscenza diretta, che traffica armi anche Natale Scarpa, detto “Natalino ‘o Chiattone”, di Terzigno. Io stesso ho visto, in casa di questo Scarpa, nel 2006/2007, un numero notevolissimo di armi da fuoco di vari calibri, tutte nuovissime e custodite nelle relative scatole. Tutte queste armi di cui Scarpa aveva la disponibilità, erano “protette” in apposite buste ed erano corredate dal relativo munizionamento, contenuto sia nei caricatori che in altre scatole. Fu lo stesso Scarpa a rivelarmi che stava dedicandosi anche a quest’altro genere di traffico illecito e mi disse che disponeva anche di altri caricatori, di misure varie, per quelle stesse pistole. In particolare, queste pistole erano delle Glock, dotate tutte di ben tre caricatori. Lo Scarpa mi fece queste confidenze e mi mostrò queste armi anche in presenza di suo cognato, un uomo di cui non conosco il nome ma che posso indicare come corpulento, che indossava degli occhiali e che aveva una barba folta. Quest’uomo era il fratello della moglie di Scarpa”. Prima di lui ci aveva pensato Gianluca Amirante , uno dei due fratelli napoletani, trafficanti internazionali d droga e diventati entrambi collaboratori di giustizia, a parlare delle armi di Natalino o’ chiattone. In un verbale del 2014 racconta: “La “mitraglietta” “gemella” di quella che si trova ancora interrata, io poi l’ho rivenduta, assieme a due mitragliette “Skorpion “, ad una pistola calibro 7, 65 ed a una pistola cal . 9 piccola, quest’ultima acquistata da Giovanni di Casa/nuovo, ad un tale “Franco ‘o mellone”, amico del predetto “Mario macchietta”. Ricavai da questa vendita la cifra di 9. 000 euro. La calibro 9 è stata invece sequestrata dalla Polizia a “Fuorigrotta”, unitamente ad un ‘altra pistola calibro 9. sempre di mia proprietà e regalatami da “Gennaro ‘o curto” e da Scarpa Natale, oltre a due giubbotti antiproiettili sempre miei. Tutto questo materiale io l’avevo occultato nel contro-soffitto di un porticato del palazzo precedente a quello in cui abita Troncone Marco. Questo sequestro risale, se non sbaglio, alla fine del 2007″.

Antonio Esposito

4. continua

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