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Camorra, le lettere di minacce del boss dal carcere: ‘Voi toccate il nostro e noi toccheremo il vostro…’

Il boss di san Giorgio a Cremano, Vincenzo Troia, comandava anche dal carcere. Lo faceva attraverso missive, che sono state intercettate dalla Dda e attraverso le imbasciate che mandava all’esterno durante i colloqui con la mamma, la donna boss Immacolata Iattarelli. Nelle oltre 1100 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata il mese scorso dal gip Giuliana Pollio e che ha colpito tutti i vertici e gregari della cosca portando in carcere 47 persone vi è la storia della camorra degli ultimi 15 anni a San Giorgio a Cremano e dintorni. La divisione con gli Abate “Cavallari” viene sancita con una serie di missive che Vincenzo Troia invia dal carcere alla famiglia e dall’ascolto dei colloqui in carcere con il fratello Francesco e la mamma. Dalle conversazioni e dalle missive (allegate all’ordinanza) emergono, chiaramente le motivazioni della contrapposizione tra la famiglia Troia e quella degli Abate, da individuarsi nella volontà dei Troia di accaparrarsi tutti i proventi delle attività illecite sul territorio di San Giorgio a Cremano.  I vertici della famiglia Troia hanno contatti con Enzo Cefariello che, all’epoca dei fatti, rivestiva nel clan “Cavallaro” il ruolo di capo.
Vincenzo Troia  scrive a Enzo Cefariello e, con tono autoritario, lo riprende sul modo di comportarsi. Troia ritiene che Cefariello sia troppo buono e questo lo fa apparire debole. La sua rabbia è scaturita da quanto appreso dalla madre ovvero la donna boss Immacolata Iattarelli al colloquio in relazione al fatto che il “Chiattone” (Ruggiero Mario) aveva chiesto con arroganza mille euro a Maria Grazia, la figlia di Cefariello. Infastidito da ciò e dal fatto che, secondo lui, stavano toccando i loro soldi.

” ….. Ciao tesoro mio, sono tuo figlio Enzo. Auguro che stai bene unitamente a tutti a casa. Tesoro mio, ieri ho fatto colloquio, ed è venuta mia mamma e ho da dirti una cosa che mi ha fatto andare su tutte le furie. La moglie del Chiattone andò da mia sorella Grazia e con arroganza chiese 1000 euro, tua figlia martedì non è venuta a colloquio da te perché aveva l’ansia per causa di questa storia. Io di mio ho detto che se si permettono di dare 50 centesimi a ste lote io faccio casino. Zio ora tu ascolti me e si deve alzare la voce, tu sei troppo buono ma fesso no. Questi ti volevano togliere i soldi a te e a tuo genero. Tu una sola cosa devi dire, voi toccate il nostro  e noi toccheremo il vostro. L’oro iniziano e noi finiamo, “Mo Basta”. Chi cazzo si credono di essere sti scemi. Queste sceme politiche che usano, a chi fanno paura, tutto il casino ci vuole un motorino. Sto avvelenato, usa la forza questi ti mangiano, perché conoscono il tuo debole.
Zio noi siamo con te, a parte che io il mio già lo fatto, con dicendogli che mi prendo tutto se solo si azzardano di togliere qualcosa.
Dove vogliono arrivare, arriviamo. Zio basta, noi non dobbiamo litigare ma ci devono Rispettare, Zio questi son cosa stanno
facendo, quello che vuole Maria. Lo trova per la via, capito? Ti Amo.”

Una settimana dopo arriva la risposta di Enzo  Cefariello che scrive a Vincenzo Troia e discute della famiglia Aabate con la quale
sono entrati in disaccordo a causa della richiesta, avanzata da Filippo Abate , di mandare i soldi a Bruno Abate e a Mario Leone, in quanto, secondo Filippo Abate, Cefariello aveva un’altra entrata. Conclude rappresentando che una volta uscito dal
carcere non avrebbe dato nulla alla famiglia Abate.

” …. Ciao figlio mio carnale, gioia del mio cuore, ieri mi sono trovato oltre con la tua di Giovedì 25, con quella che hai scritto dopo il colloquio, che con quella che mi hai inviato da Vercelli, nella quale seppur alla.fine mi dici zio sono in partenza, ho tanto bisogno di scriverti, anche perché non lo faccio da tempo, seppur avrei preferito più non scriverti più se avrei avuto la gioia di vederti ogni settimana, come è successo il mese scorso. Ti giuro sul bene che ti voglio che ho ancora davanti agli occhi, la scena del nostro primo incontro dopo quasi 20 anni, fu davvero emozionante e non ti nascondo, io davvero mi sono emozionato. Ti adoro
tantissimo. Tesoro tornando alla tua del dopo colloquio, sta tranquillo perché quella famiglia (Abate ndr), da me non avrà nulla, come ti ho detto ultimamente, quanto mi fu detto, che questo cosiddetto più grande, mi mandò a chiedere con cortesia se potevo aiutare il fratello, io gli ho scritto una lettera, e lui mi ha mandato a dire che pensava che io avevo altre entrate, cosa che poi ad
esserti sincero, a me non ha dato tanto fastidio la prima imbasciata me bensì la seconda, perché ammesso che io avevo altre entrate a lui che se ne frega? Comunque ripeto tranquillo, da me non avranno nulla, io se faccio vedere che sono buono, è solo perché mi preoccupo più che questa famiglia attraverso le loro donne della loro famiglia, ci fanno infamità giudiziarie.
Comunque lui dopo aver ricevuto la mia lettera, mi ha mandato a dire, che non era più il caso che io aiutavo il fratello, certamente è stato fondamentale anche il tuo intervento per quello che gli hai detto.
Bhe fammi uscire e vedrai che umilio anche a lui, e cioè divido anche quello che prende lui, anche perché io quei soldi che lui prende ogni mese che tu mi dicesti, non lo sapevo, viceversa stai tranquillo che già c’è gli avrei tolto, non ce niente da fare, questi non solo vogliono continuare a fare i truffantini ma sono proprio rovinati con i soldi, comunque mi ha mandato a dire che al fratello ci avrebbe pensato lui. Tesoro, mi prolungo nella prossima, non solo su questo, che poi penso meglio evitare anche
perché ci diamo importanza che non hanno, ma anche è soprattutto sull’avvocato per quanto riguarda la tua posizione, questo cornuto di …omissis… non è più venuto da quando ha chiamato noi due, però di sicuro domani viene .. Ti invio una marea di bacioni, spero se vieni trasferito ne vengo a conoscenza al più presto. Come sempre ti raccomando di riguardati e di stare calmo.
Ciao a presto, tuo caro Papà, Zio Enzo!
P.S. M Grazia purtroppo non sta venendo a colloquio perché non c’è la fa a stare in piedi per ore, comunque da casa ti salutano tutti e mi dimenticavo mi è stato detto anche che, lui mi ha mandato a chiedere questo aiuto, perché sapeva che quella entrata di ‘ferro” la prendevo io. Beh ripeto questo mi ha dato più fastidio, perché anche se fosse vero a lui che Cazzo se ne frega? Sai quante risate mi devo fare ora che esco, soprattutto se ci sta anche tuo padre e tu.
TVTB.”.

Renato Pagano

2.continua

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