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Camorra, il super pentito: ‘Cesare Pagano voleva uccidere ‘o Mellone a Barcellona’


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Il super pentito del clan Amato-Pagano ha fatto una lunga storia di quelli che sono stati gli omicidi commessi dalla cosca degli Scissionisti di Melito e ha raccontato dei loro traffici di droga insieme al super narcos, lo stabiese, Raffaele Imperiale detto Lelluccio ‘o parente. Tra i suoi racconti vi è anche la storia dei due agguati ai danni di Carmine D’Ario detto ‘o Mellone. Ha spiegato Biagio Esposito ai giudici:… “per quanto riguarda l’agguato nel quale venne effettivamente colpito io ho saputo che O’ MELLONE era confidente delle guardie di ROMA per come dettomi da CESARE PAGANO da loro informatore romano che era un appartenente alle forze dell ‘ordine. Dunque essendo un confidente andava ucciso, inoltre D’ARIO CARMINE non andava d’accordo con ELIO AMATO e tale fatto lo appresi direttamente dal D’ARIO CARMINE nel corso di un nostro incontro a POGGIORELE mentre eravamo in attesa di fare il nostro colloquio con gli avvocati. Io ero libero quando il D’ARIO CARMINE subisce l’agguato in quanto il colloquio con lui era avvenuto durante la mìa detenzione terminata a fine aprile maggio del 2007. CESARE PAGANO mi disse che lui e suo cognato RAFFAELE AMATO lo volevano uccidere, l’agguato venne consumato da due giovani entrambi morti ammazzati ossia GRASSI GIUSEPPE e O’ MOCILLO, ossia, MAGNETTI LUIGI.
Per come lei mi chiede io ho appreso chi erano stati gli esecutori materiali in quanto mi trovavo nel covo di MUGNANO quello dove c ‘era il camino, il giorno dell ‘agguato quando vennero dopo l’agguato GRASSI e MAGNETTI
Oltre a me erano presentì nel covo AMATO RAFFAELE, CESARE PAGANO, CARMINE AMATO, ELIO AMATO, CHIUMMARIELLO, CARMINE PAGANO detto ANGIOLETTO, ed altri che al momento non ricordo.
I due killer erano convinti di averlo ucciso in quanto entrarono nel! ‘androne del palazzo dove c’erano le case dove ci riunivamo, ed in una di queste c’era un camino ed un ‘ascensore, essi erano a bordo del motorino e la casa dove noi eravamo riuniti era al piano terra. Scesero dallo scooter e dissero rivolti al LELLO AMATO ed a CESARINO PAGANO che avevano ucciso D’ARIO CARMINE. Poi LELLO AMATO chiamo ZIO PAOLO o TONJNO O’ RUSSO per farli portare in un appartamento dove si sarebbero dovuti nascondere per evitare che fossero rintracciati dalle forze dell ‘ordine che potevano fargli lo stub.
Ricordo che dopo l’agguato e dopo che il D’ARIO venne dimesso dall’ospedale ma era ancora visibilmente ferito io l’ho incontrato a MUGNANO in un gazebo nei pressi della casa del nostro affiliato CACCONE. Qui il D’ARIO CARMINE era venuto invitato LELLO AMATO infatti lo aveva rintracciato tale BAFFONE, nostro affiliato di CASAVATORE, su ordine del LELLO. Questa convocazione da parte del LELLO serviva a non far capire a D’ARIO CARMINE che erano stati loro, infatti LELLO AMATO si mostrava preoccupato. Per come lei mi chiede al 50% il D’ARIO CARMINE ci ha creduto per il fatto stesso che è venuto nel nostro covo ma ha rischiato grosso. Per come lei mi chiede io ho già riferito di un altro tentativo fatto su ordine di PAGANO CESARE per uccidere D ‘ARIO CARMINE, in quanto ciò avviene quando il LELLO AMATO era già stato arrestato in SPAGNA, mentre CESARE PAGANO era latitante. Ricordo che ci trovavamo nel covo a QUARTO quello costruito dal CESARE PAGANO e dove con le forze dell’ordine sono stato a fare un sopralluogo. In particolare si tratta delle case di RANIERI vicino a tale ZI PEPPE, in quanto CESARE PAGANO è stato catturato a UGOLA su mìa indicazione. Eravamo presenti io, CARMINE CERRATO a PECCHIA, CESARE PAGANO, O’ PARENTE LELLUCCIO e MARIO il suo socio, non ricordo se fossero presenti anche CARMINE AMATO e CARMINE PAGANO. CESARE PAGANO disse che O’ MELLONE stava a BARCELLONA ed O’ PARENTE disse che anche lui sapeva che stava lì e che era in grado di conoscere i suoi spostamenti. Per come lei mi chiede questo interesse da parte di PAGANO CESARE era motivato dal fatto che lo voleva uccidere. Allora CESARE PAGANO disse che dopo le festività natalizie si sarebbe organizzato l’agguato da farsi a BARCELLONA, che killer doveva essere mio cognato CARMINE CERRATO che sarebbe stato portato a BARCELLONA da O’ PARENTE che lo avrebbe portato a. bordo di un camion munito di documenti falsi. O’ PARENTE si rese disponibile su tutto anche per fare gli appostamenti a BARCELLONA. Questo agguato non si fece perché CARMINE CERRATO venne catturato da latitante e non ho più sentito parlare CESARE PAGANO di tale omicidio di O’ MOELLON. So che mio cognato non aveva preso bene questa cosa ossia che da latitante dovesse essere proprio lui a commettere questo omicidio, con tanti killer a disposizione di CESARE PAGANO non latitanti come lui. … omissis …”.

 

 Antonio Esposito

 2.continua

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