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Camorra, Ponticelli terra di conquista: 4 stese e un agguato in una settimana. I nuovi equilibri criminali

Ponticelli terra di conquista. E’ come quando muore il tiranno: tutti rivendicano il potere e si scatena la guerra civile. Non siamo a questi livelli ma il paragone serve a fa capire il clima che si respira.

Tre stese e un ferimento in sei giorni precedute dal maxi blitz con 23 arresti contro i De Micco “Bodo” e da un primo avvertimento senza spari nei confronti degli affiliati ai “tatuati” nella piazza di spaccio di via De Meis. Segnali forti e preoccupanti. Gli investigatori stanno verificando anche eventuali collegamenti con il ferimento di un pusher pregiudicato di 22 anni avvenuto due giorni fa a Brusciano altra zona dove le famiglie malavitose di Ponticelli dei Minicihini-Schisa e dei Mascitelli si sono spostate dallo scorso anno dopo essere stati “cacciati” da parte dei Bodo.
Un po come avvenuto al rione Sanità qualche anno fa con i Vastarella che hanno fatto fare le valigie prima al gruppo di Walter Mallo e poi ai “Barbudos” scatenando una faida infinita con una decina morti e numerosi ferimenti oltre a decine di stese. Gli ultimi due pentiti del clan ovvero Rocco Capasso e Ciro Niglio hanno  ricostruito con gli inquirenti, come viene riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, i due falliti agguati dello scorso anno da parte dei De Micco nei confronti di Michele Minichini prima e  Bruno Mascitelli poi. La logica conseguenza degli arresti è la volontà di ritorno alla “casa madre” ovvero Ponticelli da parte di questi gruppi camorristici ma anche dei Mammoliti-Baldassare. Una polveriera insomma con l’ultima stesa avvenuta ieri sera in via De Meis zona da sempre controllata dai De Micco.
Sarebbe stata la risposta ai dieci colpi di pistola esplosi nel pomeriggio in via Masseria Pepe. Ma prima ancora i De Micco per dimostrare ancora una volta la loro potenza avrebbero compiuto la stesa al rione De Gasperi dove una proiettile si conficcò nella stanza delle figlie di un pregiudicato estraneo alle lotte criminali. E poi il ferimento del calciatore Ciro Rigotti, figlio di Silvio cognato di Flavio Salzano ucciso lo scorso anno a Ponticelli,e x gestore di una piazza di spaccio per conto dei D’Amico “Fraulella” poi passato con i De Micco ma dai quali voleva allontanarsi. E’ un tourbillon criminale complesso dietro il quale c’è la gestione delle ricche e redditizie piazze di spaccio di Ponticelli oltre che del racket delle estorsione. Per il momento è una faida a colpi di stese.
Anche se la preoccupazione degli investigatori è molto elevata conoscendo la potenza dei “Bodo” e ricordando quello accaduto nel giugno scorso quando in casa di Antonio Cavaliere, 55 anni, ritenuto un elemento apicale della cosca. In quella occasione fu trovato un vero e proprio arsenale: un fucile mitragliatore da guerra Kalashnikov e una mitraglietta israeliana Uzi, un fucile a canne mozze, due pistole semiautomatiche, cartucce per armi di vario calibro.