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Camorra, la pentita Grandulli: ‘Mio marito doveva uccidere Pasquale ‘o cavallaro’

E’ un fiume in piena Maria Grandulli uno dei principali accusatori del clan Troia di San Giorgio a Cremano. Nei suoi verbali contenuti nelle 1146 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuliana Pollio, e che ha portato in carcere una 40 tra capi e affiliati della cosca con base in via Gramsci,c ‘è uno spaccato delle attività criminali. Ha raccontato la Grandulli: “… per esempio che il fruttivendolo dietro casa mia, che ha il negozio di fronte alla pasticceria vicino al vico Luongo. Lo so perché una volta che è ve1111to a casa mia a portare la frutta ha detto ad Alfredo che non ce la faceva più a pagare Troia Carmine e che gli aveva dato altri 300,00 euro. Per tale motivo aveva potuto rifornirsi di frutta. Questo accadeva un paio di mesi prima che Alfredo fosse sparato. Ma realtà anche noi ricevevamo la frutta gratis perchè eravamo Troia.
Così come quando andavo dall’ottico Amedeo a prendere gli occhiali da vista da sole, qualsiasi tipo, non ho mai pagato, perché eravamo Troia. Così come nessuno degli altri Troia ha mai pagato niente in nessun negozio.Anche quando andavamo al ristorante di Savio il delicato non abbiamo mai pagato. A volte gli facevo un regalo di cocaina… dopo aver parlato in ospedale con. Alfredo, tornai a casa. Alfredo mi aveva detto, facendomi segno con la mano per non parlare per il timore di microspie, che dovevo togliere la pistola dal giardino. Non trovai però la chiave del giardino e sono tornata in ospedale e gli ho detto che la chiave non c’era.
Alfredo mi disse che l’aveva data a Caterina Ranese. Mentre stavo uscendo daIl ‘ospedale mi ha fermato la polizia di San Giorgio e quindi non ho potuto togliere la pistola. Solo dopo che è stata sequestrata la pistola, in Commissariato ho parlato con mio marito. Mi disse che la pistola gli era stata data da Ferrara per conto della zia Immacolata. Con la pistola doveva uccidere Pasquale ‘o cavallaro… lo so anche perché prima che Alfredo fosse sparato, un giorno mentre stavamo in motorino insieme fummo fermati da Tonino Miele, il marito di Maria Troia che chiese a mio marito quando avrebbe fatto quella cosa. Mio marito prese tempo e mi disse poi che quella cosa era uccidere Pasquale ‘o cavallaro. Io gli dissi che poteva essere una trappola dei Troia per farlo arrestare anche perché non mi volevano a San Giorgio perché ero partente di Esposito Domenico e perché non volevano che io stessi con Alfredo, perché loro Troia i pentiti già li avevano.
Un giorno Immacolata mi disse che dovevo andarmene da San Giorgio perchè loro di pentiti già ne avevano, come Gallo e che io non solo ero parente di un pentito ma avevo anche fatto recuperare la moglie, mia sorella Grandulli Rita, a San Giorgio dove si era rifugiata. Immacolata mi disse che se non me ne fossi andata spontaneamente avrebbe usato la forza… riguardo a Parisi Valerio, posso dire che mio marito mi raccontò che Parisi che io non conosco aveva sparato nella finestra di Gallifuoco Marco, che ha una piazza di spaccio, per  problemi di una partita di droga, non so se perché non fosse buona o non fosse stata pagata… mi ha raccontato questa cosa prima di essere sparato e prima di essere arrestato, all’epoca era sorvegliato speciale…venne mio figlio Attilio Carderopoli la sera della sparatoria verso le 22.30, 23.00 e ci chiese se avevamo visto qualcosa perché c’erano le guardie ed avevano sparato a qualcuno fuori. Mio marito mi disse che era meglio se andavamo a dormire. Mi disse poi che era stato Parisi Valerio, il figlio di Annamaria, quella che sta vicino ad Alfonso De Lucia che ha una scuola guida a Corso San Giovanni a Teduccio, che dà le patenti alle persone di “mezzo alla via”, nel senso che le vende senza far fare l’esame. Gallifuoco Marco aveva la piazza di erba e cocaina a casa sua.
Me lo disse lui perché sapeva che io avevo la piazza a Ponticelli e poiché in quel periodo aveva pochi clienti pensava che me li stessi prendendo io. Gli spiegai che io lavoravo solo a Ponticelli.  Prendeva la droga sempre da Ferrara che ha due centri Snai nella piazza di san Giorgio, uno nella piazza e uno sotto ai portici. Un giorno andai da lui perché mio marito mi mandò a prendere un regalo di fumo per lui. Quando andai trovai Marco Gallifuoco e mi disse che stava aspettando per prendere la cocaina da Gennaro Ferrara. Voleva sapere che ci facevo là e gli disse che ero andata per mio marito e non per comprare cocaina da rivendere. Sapevo, in realtà, clze non avrei mai potuto prendermi una piazza a san Giorgio perché Immacolata 11011 me lo avrebbe mai permesso visto clze non mi poteva vedere.ADR: dopo due o tre giorni dalla sparatoria ho visto Marco galli fuoco e non mi salutava. Lo dissi a mio marito e mi disse che era arrabbiato per il fatto di Parisi. Una volta poi ho incontrato Maria Troia da Gennaro. Si sono allontanati per non farmi vedere ma io ho vistol stesso che Gennaro dava un foglietto giallo con molti soldi dentro. Ne parlai con mio marito e disse che erano i soldi delle estorsioni e di tre piazze di spaccio…”.

 Antonio Esposito

 2. continua

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