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Camorra a Ponticelli, i pentiti: ”Silvio Rigotti gestiva una piazza di spaccio con il cognato al Conocal”

Le indagini sul ferimento  del calciatore incensurato di Ponticelli Ciro Rigotti partono anche dalla sfera familiare.

Infatti Silvio Rigotti, padre del 20ennE gambizzato la notte scorsa al rione Conocal era un ex gestore di una piazza di spaccio per conto del clan D’Amico “fraulella” del rione Conocal. E’ uno degli oltre 50 arrestati nel corso del maxi blitz Delenda di due anni fa e condannato a 9 anni di carcere. L’uomo insieme con il cognato Flavio Salzano (passato poi con i De Micco e ucciso il 30 agosto del 2016 perchè poi voleva lasciarli e mettersi in proprio) gestiva una piazza di spaccio al Conocal. Il primo a parlare con i pm antimafia di Silvio Rigotti, padre del 19enne ferito, è stato il pentito Domenico Esposito. Era il 22 aprile 2013 quando ’o cinese, primo anche a pentirsi nelle file dei De Micco, parlò di Flavio Salzano indicandolo come un gestore di piazze di spaccio e associandolo a Rigotti senior. Gli fece eco, aggiungendo altri particolari sulla figura del 29enne ucciso, Gaetano Lauria ’o somaliano. Ecco quanto ha raccontato ai pm antimafia quest’ultimo il 20 giugno 2014:
“C’era un certo Flavio che aveva una piazza di droga nel Conocal insieme a Silvio Rigotti, che era il cognato. Era amico stretto di Fabio Riccardi. Lo volevamo picchiare, ma lui non venne. Noi eravamo in cinque, andammo con i passamontagna: eravamo io, Giovanni Favarolo, Vincenzo Vacca, Mario Buonomo e Giacomo D’Amico. Andammo lì con i passamontagna e con le pistole… bum bum e nessuno rispose, così ci prendemmo la casa e lo cacciammo da dentro il Conocal. Poi lui la casa la sfondò. Poi loro vennero per chiudere una piazza un’altra
volta e spararono sotto al balcone di Giuseppe D’Amico. E gli spacciatori ci dissero che c’era Flavio, al quale noi avevamo preso la casa, Fabio Riccardi, Mario Noto. Giuseppe D’Amico, visto che loro (i De Micco, ndr) giravano per chiudere le piazze, misero me sopra da Cira, al primo piano e a Mario Buonomo. Mario doveva dirmi quando li vedeva perché dal mio posto non ci riuscivo. Poi vennero dei motorini… Buonomo disse… eccoli eccoli… io andai alla finestra e sparai». Flavio Salzano, scrisse la Dda, fu allontanato dal clan D’Amico, passando poi con i De Micco, perché il gruppo dei “Fraulella” e in particolare Nunziata D’Amico (successivamente ammazzata) iniziarono a sospettare che lui e il cognato Silvio Rigotti corrispondessero anche ai “Bodo” una quota degli incassi proveniente dalla piazza di droga gestita al Conocal.

 

(nella foto da sinistra Ciro Rigotti, il giovane incensurato ferito, il padre Silvio, lo zio Flavio Salzano ucciso nel 2016, e i due pentiti Domenico Esposito ‘ o cinese e Gaetano Lauria ‘o somaliano)