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Uccise per un debito di 40mila euro: condannato a 25 anni di carcere

Venticinque anni di reclusione per Paolo Messina a seguito dell’ omicidio di Antonello Rosiello. La sentenza è stata emessa ieri sera dopo oltre tre ore di camera di consiglio della Corte di Assise e a leggerla è stata proprio il presidente Daniela Fallarino, con il giudice a latere Simoneta Rotili e i giudici popolari. Il pubblico ministero Miriam Lapalorcia aveva chiesto la condanna a trenta anni di carcere per il 35enne Paolo Messina, concessionario di una ditta d’impianti di riscaldamento, accusato appunto dell’omicidio di Antonello Rosiello 41 anni, industriale che operava nel settore dei pastifici.
Un omicidio avvenuto in città nel novembre del 2013, quando la vittima fu uccisa a colpi di pistola. Secondo l’accusa, Paolo Messina aveva prelevato Antonello Rosiello e lo aveva condotto in via Pisacane dove lo uccideva con colpi di pistola. Alla base del delitto c’era la mancata restituzione di 40mila euro da parte della vittima all’omicida.
L’imputato era poi fuggito bruciando abiti e altri oggetti che avrebbero potuto condurre gli inquirenti da lui. Dopo alcune ore, però, si costituì, restando in carcere fino a Gennaio 2015. La scarcerazione era scattata dopo una decisione del Tribunale del Riesame che ha ritenuto che le indagini andassero concluse entro un anno, come stabilisce la norma, perché non avevano il carattere della eccezionalità.
Nella giornata di ieri, invece, si è tenuta l’udienza che ha portato alla condanna a 25anni.

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